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L’incontro segreto tra Meloni e Moratti per la corsa al Colle

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Nei giorni scorsi a Roma il colloquio tra la leader Fdi e la ex sindaca di Milano. La Russa: “Ci auguriamo la vittoria di Berlusconi, ma servono ipotesi B e C”
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ROMA - L’incontro è avvenuto qualche giorno fa, nella Capitale. Un lungo faccia a faccia fra due donne: una, Giorgia Meloni, aspirante king-maker (nello specifico queen-maker) per il Quirinale; l’altra, Letizia Moratti, potenziale candidata per il ruolo di Capo dello Stato che per la prima volta sarebbe declinato al femminile. Un colloquio riservato, che giunge nel pieno delle trattative per il Colle, con Matteo Salvini impegnato a dare centralità alla coalizione e a se stesso promuovendo consultazioni a tutto campo, e con Berlusconi pronto a misurare il livello di fiducia degli alleati sulla sua ultima discesa in campo, la più difficile. Nulla trapela sul contenuto della conversazione ma la notizia è già rimbalzata nell’inner circle della presidente di Fdi e ai vertici del centrodestra. Dove rischia di far più rumore, però, è ad Arcore, nella villa San Martino da dove Berlusconi sovrintende alle operazioni qui…


ROMA - L’incontro è avvenuto qualche giorno fa, nella Capitale. Un lungo faccia a faccia fra due donne: una, Giorgia Meloni, aspirante king-maker (nello specifico queen-maker) per il Quirinale; l’altra, Letizia Moratti, potenziale candidata per il ruolo di Capo dello Stato che per la prima volta sarebbe declinato al femminile. Un colloquio riservato, che giunge nel pieno delle trattative per il Colle, con Matteo Salvini impegnato a dare centralità alla coalizione e a se stesso promuovendo consultazioni a tutto campo, e con Berlusconi pronto a misurare il livello di fiducia degli alleati sulla sua ultima discesa in campo, la più difficile. Nulla trapela sul contenuto della conversazione ma la notizia è già rimbalzata nell’inner circle della presidente di Fdi e ai vertici del centrodestra. Dove rischia di far più rumore, però, è ad Arcore, nella villa San Martino da dove Berlusconi sovrintende alle operazioni quirinalizie, e dove ogni giorno riceve aggiornamenti dai suoi fedelissimi su questo e quel Grande elettore arruolato alla causa dell’ascesa allo scranno più alto.

Giorgia Meloni (fotogramma)

E sì, perché proprio Berlusconi, già da qualche giorno, non è più tanto convinto del granitico consenso dei suoi più giovani compagni di viaggio. In particolar modo proprio di Giorgia Meloni, che prima ha azzardato pubblicamente l’ipotesi che il Cavaliere non fosse più interessato al Colle, poi - nel ribadire il suo gradimento - ha però sottolineato: «Bisogna vedere se ci sono i numeri perché quelli del centrodestra non bastano». Non esattamente un’adesione entusiasta. E ora l’incontro con Moratti, figura apprezzata da Berlusconi ma che rappresenta - assieme a Maria Elisabetta Casellati e Marcello Pera - un’avversaria interna, d’area, per il Quirinale. I dubbi dell’ex premier, che vede lo spettro dei 101 franchi tiratori di Prodi, si rafforzano.


D’altra parte, la coalizione deve pensare ad alternative alla candidatura di Berlusconi, che Pd e M5S hanno fatto sapere di non avere intenzione di prendere in considerazione. A mezza voce lo lascia intendere pure Ignazio La Russa, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia: «Ci auguriamo la vittoria di Berlusconi. Se così non fosse, servono ipotesi B e C ma sono ancora premature». Moratti è un nome che presenta alcuni punti di forza: seppur vicina da sempre a Fi, non è un’esponente di partito, piace anche a Salvini, è amica di Renzi e in generale ha un profilo che fa presa sui moderati, come dimostra anche il favore con cui la guardano ambienti di Comunione e Liberazione. In più, è gradita a quanti attendono da anni la novità di una donna alla carica più alta dello Stato. Dicono sia discreta quanto attivissima, per ora, nelle pause dell’attività di vicepresidente della Regione Lombardia.
Chissà cosa accadrà se e quando la carta Moratti sarà calata sul tavolo del centrodestra, che non si riunisce già da un mese e mezzo, malgrado la promessa ottobrina di incontri settimanali fra i leader. Salvini ieri ha ribadito che intende vedersi con gli alleati entro questa settimana, ma Fdi esclude un confronto prima dell’approvazione della manovra. Segno di distanze che permangono.