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Quirinale, Zaia: "Mi dispiace se ha altri progetti ma è bene che Draghi resti premier”

Luca Zaia (ansa)
Il governatore veneto: "Non possiamo permetterci un cambio di governo, o ancor peggio, il ritorno alle urne"
2 minuti di lettura

«Un cambio di governo, o ancor peggio il ritorno alle urne, aprirebbero una fase di instabilità in un periodo difficilissimo per il Paese. Non possiamo permettercelo». Ci tiene, Luca Zaia, a non far passare l’idea che il suo sia un veto verso il trasloco di Draghi al Quirinale («Non mi iscrivo al vasto partito del No a quest’ipotesi») ma la posizione del governatore del Veneto nasce dall’esperienza sul campo maturata nella lotta al Covid: «Non riesco a immaginare un Paese senza premier in piena pandemia».

Covid, la provocazione di Luca Zaia: "Obbligo vaccinale? Non possiamo imporlo con le manette"


Salvini ha detto che Draghi è vincolato a Palazzo Chigi dal prolungamento dello stato d’emergenza.
«Fa un ragionamento di buon senso e condivisibile. Il presidente del Consiglio sta dando uno standing unico al nostro Paese, riconosciuto anche da Angela Merkel: i di…

«Un cambio di governo, o ancor peggio il ritorno alle urne, aprirebbero una fase di instabilità in un periodo difficilissimo per il Paese. Non possiamo permettercelo». Ci tiene, Luca Zaia, a non far passare l’idea che il suo sia un veto verso il trasloco di Draghi al Quirinale («Non mi iscrivo al vasto partito del No a quest’ipotesi») ma la posizione del governatore del Veneto nasce dall’esperienza sul campo maturata nella lotta al Covid: «Non riesco a immaginare un Paese senza premier in piena pandemia».

Covid, la provocazione di Luca Zaia: "Obbligo vaccinale? Non possiamo imporlo con le manette"


Salvini ha detto che Draghi è vincolato a Palazzo Chigi dal prolungamento dello stato d’emergenza.
«Fa un ragionamento di buon senso e condivisibile. Il presidente del Consiglio sta dando uno standing unico al nostro Paese, riconosciuto anche da Angela Merkel: i discepoli, a volte, superano i maestri. E dico due cose. La prima da governatore: la libertà d’azione che hanno avuto le Regioni e la stabilità di questo periodo sono merito dela figura del premier. Draghi porta un valore aggiunto che altri non avrebbero. La seconda cosa la affermo da uomo del popolo: ho la percezione che la sua tifoseria voglia che resti lì dov’è, anche oltre il 2023».
Cosa accadrà, secondo lei?
«Solo Draghi sa cosa vuole intimamente. Può decidere di non candidarsi per il Colle. E allora punto. Ma se si candidasse di certo avremmo due scenari: i partiti dovrebbero garantirgli un’elezione al primo scrutinio, perché una soluzione diversa equivarrebbe a una bocciatura da parte della sua maggioranza. Lo scrutinio segreto non è irrilevante nel nostro Parlamento, al di là dei bei discorsi. Draghi rischia di entrare in conclave da Papa e uscirne da parroco di campagna. Né capo di Stato né premier. Con pregiudizio per l’Italia».
La seconda soluzione.
«Che venga eletto, ovviamente. Ma a quel punto avremmo un serio problema: ci troveremmo senza premier nel bel mezzo di una pandemia. La situazione è delicata e a Draghi, cui è stato chiesto un sacrificio in piena pandemia, va il massimo rispetto. Mi spiace se nei suoi progetti c’è veramente il Quirinale. Ma nessuno, un anno fa, avrebbe pensato che il voto per il Colle sarebbe coinciso con una nuova ondata di Covid».
Sa che c’è chi, come Giorgetti o Brunetta, ritiene che il premier potrebbe continuare a guidare il Paese dal Colle, in una sorta di semipresidenzialismo di fatto.
«Ogni Presidente ha un proprio stile, e nel passato non sono mancati interpreti del ruolo che si sono appropriati di spazi lasciati vuoti dalla politica, penso a Napolitano. Ma di qui a pensare che, a Costituzione invariata, si possa passare a una forma di governo diversa, ce ne passa».
Cosa pensa della ventilata candidatura di Silvio Berlusconi?
«Queste sono dinamiche che verranno valutate all’interno del centrodestra. Mi rimetterò alle decisioni della coalizione. Mi auguro che il prossimo Presidente sia garante della Costituzione nela parte in cui riconosce le autonomie. Detto ciò, mi lasci aggiungere che spero che il centrodestra guidi il percorso di scelta verso una figura condivisa, che non venga fuori con un margine risicato dopo molte votazioni, come accaduto in passato».
Prima di gennaio, il mese del voto per il Quirinale, c’è un periodo natalizio che porterà al Paese nuove restrizioni anti-pandemia.
«Non so cosa deciderà il comitato tecnico scientifico. So che l’ordinanza del buon senso dovrebbe far sì che non ci siano assembramenti all’aperto e al chiuso in questo periodo. I sindaci, nel Veneto, stanno facendo un ottimo lavoro, vietando le feste di piazza. Quanto ai tamponi, sono sempre stato favorevole, anzi fui il primo a parlare di quelli fai-da-te, che ora sono autorizzati. Certo, prima di introdurne l’obbligo per andare al cinema e al teatro ci penserei: qualsiasi provvedimento non può deprimere le attività economiche».
Paura di un nuovo lockdown?
«Al lockdown stanno tornando Paesi come Olanda e Germania con tasso di immunizzazione più basso del nostro. E questo lo dico a chi, con il riemergere della pandemia, ha ancora dubbi sull’efficacia dei vaccini: un anno fa in Veneto c’erano 3.400 ricoverati, di cui 450 in terapia intensiva. Oggi, con un numero di contagi superiore a quelli del Natale 2020, i ricoverati sono 1.105 di cui 159 quelli più gravi. Bastano questi dati a chi asserisce che non è cambiato nulla».