Il Csm sceglie Franco Lo Voi per la procura di Roma e boccia Viola
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Si vota per il procuratore di Roma, e il Csm sceglie stavolta Franco Lo Voi, oggi al vertice della procura di Palermo. Prenderà il posto di Michele Prestipino, "bocciato" da Tar e Consiglio di Stato. Al quale Lo Voi indirizza il primo saluto: "Ringrazio il Csm e ringrazio e abbraccio Prestipino, che è e rimane un grande amico e un grande magistrato".
Ma in realtà, durante un sofferto plenum a palazzo dei Marescialli, si parla soprattutto dei fantasmi dell'hotel Champagne e del caso Palamara, una "ferita aperta", che, come ammette più d'uno, segna la vita di questo Consiglio e inesorabilmente anche questa nomina per via della bocciatura di Marcello Viola, il procuratore generale di Firenze che invece era stato indicato come vincente a maggio del 2019, una settimana prima che esplodesse il caso Palamara.
Inesorabilmente, appunto, sempre gli stessi personaggi, e le stesse polemiche. E di mezzo il ruolo da pr…
ROMA - Si vota per il procuratore di Roma, e il Csm sceglie stavolta Franco Lo Voi, oggi al vertice della procura di Palermo. Prenderà il posto di Michele Prestipino, "bocciato" da Tar e Consiglio di Stato. Al quale Lo Voi indirizza il primo saluto: "Ringrazio il Csm e ringrazio e abbraccio Prestipino, che è e rimane un grande amico e un grande magistrato".
Ma in realtà, durante un sofferto plenum a palazzo dei Marescialli, si parla soprattutto dei fantasmi dell'hotel Champagne e del caso Palamara, una "ferita aperta", che, come ammette più d'uno, segna la vita di questo Consiglio e inesorabilmente anche questa nomina per via della bocciatura di Marcello Viola, il procuratore generale di Firenze che invece era stato indicato come vincente a maggio del 2019, una settimana prima che esplodesse il caso Palamara.
Inesorabilmente, appunto, sempre gli stessi personaggi, e le stesse polemiche. E di mezzo il ruolo da protagonista della giustizia amministrativa, Tar e Consiglio di Stato. Oggi Lo Voi vince nettamente sul procuratore generale di Firenze Marcello Viola. Finisce con 19 voti a suo favore, e solo 2 contrari, quelli di Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita convinti del "profilo eccellente" di Viola, e considerato da entrambi "ingiustamente penalizzato" dai fatti dell'hotel Champagne, la famosa notte trav l'8 e il 9 maggio 2019 in cui Luca Palamara, con i deputati Luca Lotti e Cosimo Maria Ferri (allora entrambi del Pd, mentre oggi Ferri è con Renzi), e cinque consiglieri del Csm, trattavano proprio la nomina del procuratore di Roma favorendo la scelta di Viola che allora aveva vinto nella commissione per gli incarichi direttivi.
Un Viola, però, secondo Di Matteo e Ardita, "vittima principale della vicenda in cui, a dire di entrambi, "non ha giocato alcun ruolo". In questa querelle che vede contrapposti i due ex pm al resto del Consiglio, si astengono tre consiglieri, i due laici indicati dalla Lega, Cavanna e Basile, e Gigliotti di M5S.
Ma veniamo a una seduta che dura poco meno di tre ore, ma con un dibattito teso, e sul filo dello scontro. In quattro anni di consigliatura, questa è la seconda volta in cui il Csm vota il procuratore di Roma. Il 4 marzo 2020 aveva "vinto" Prestipino, oggi tocca Lo Voi. Ma il 23 maggio del 2019, mentre il Trojan era in funzione nel telefono di Palamara, la commissione per gli incarichi direttivi aveva scelto Viola contro Lo Voi e il procuratore di Firenze Creazzo. E proprio qui s'innestano i ricorsi di Viola, Lo Voi e Creazzo contro la nomina di Prestipino, che trovano sponda favorevole presso la giustizia amministrativa. Alla fine delle tante decisioni al Csm prevale la linea di voltare pagina.
E siano a oggi quando anche i vertici della Cassazione - il primo presidente Pietro Curzio e il procuratore generale Giovanni Salvi - votano a favore di Lo Voi. Perché, dice Salvi, che pure ringrazia Prestipino per aver retto "con grande capacità e determinatezza" la procura di Roma, e che esprime un voto "convinto" per lo Voi, l'attuale procuratore di Palermo ha dalla sua "non solo l'esperienza internazionale, ma il lavoro fatto a Palermo dove ha saputo gestire una procura difficile, assumendosi responsabilità anche non gradite".
Come andrà a finire si capisce da subito. Tocca ad Alessio Lanzi, il laico indicato da Forza Italia, presentare la scelta di Lo Voi, la cui lunga carriera, da pretore a pm a Palermo negli anni di Falcone - di cui era amico e dal quale era stimato - alla procura generale, al Csm per Magistratura indipendente per quattro anni, alla Cassazione, da qui ad Eurojust, e poi votato per Palermo, risulta "imparagonabile" rispetto a quella di Viola. Su cui ovviamente il relatore Ardita la pensa all'opposto, vantando non solo la maggiore anzianità di 8 anni, ma soprattutto il lungo periodo in cui ha lavorato sulla mafia a Trapani, e poi quello a Firenze da procuratore generale in cui ha messo in mostra la sua abilità di gestione.
Un giudizio pienamente condiviso da Nino di Matteo. Che del caso Palamara dà una sua lettura. Parla di "intercettazioni approssimative fatte dalla polizia giudiziaria in cui si accredita l'idea che i parlamentari presenti all'hotel Champagne, e soprattutto Lotti, sponsorizzavano Viola perché vicino a loro. La frase di Lotti sembrava quasi un'esortazione, quel "si vira su Viola", mentre è stato accertato che la frase era diversa, "si arriverà su Viola"". Recisa l'interpretazione di Di Matteo: "Non dobbiamo essere ipocriti, Viola è stato ingiustamente penalizzato, e lo è tuttora nel giudizio comparativo, da quella vicenda che è il grande "non detto" di oggi, anche se è chiaro che Viola è la vittima principale di un caso in cui non ha giocato alcun ruolo". Da qui il voto in suo favore.
Ma Di Matteo e Ardita, appunto, restano soli. Tutti gli altri non solo vogliono chiudere definitivamente la querelle di Roma, ma ritengono che Lo Voi sia il candidato giusto. Lo dice Giuseppe Cascini, il capogruppo della sinistra di Area. E con lui anche Alessandra Dal Moro che in commissione aveva chiesto non solo di sentire Viola, ma rileva la mancanza di un capitolo dedicato ai fatti dell'hotel Champagne, nonché un contraddittorio con le decisione del Tar e del Consiglio di Stato su Prestipino.
Ed è di Prestipino che parla a lungo l'ex pm di Roma Giuseppe Cascini, vantandone i meriti, e per il quale il Csm avrebbe dovuto avere "un sussulto di dignità e di autorevolezza nel confermarlo". "Io credo - dice Cascini - che il Consiglio aveva il dovere di valutare, anche dopo le decisioni del giudice amministrativo, la possibilità di una scelta di continuità, e uso volutamente e provocatoriamente questo termine, rispetto alla gestione degli ultimi due anni, nell'esclusivo e preminente interesse dell'ufficio e della sua funzionalità". Il suo sì a Lo Voi è scontato, "un'ottima scelta, anche per il suo profilo prevalente". Ma l'impressione, proprio nel lasciar fuori i fatti dell'hotel Champagne che hanno segnato inesorabilmente la vita di questo Consiglio, è che si vogliano rimuovere quei fatti e chiudere definitivamente quella pagina che invece ha cambiato la storia del Csm, "sbattuto sulle prime pagine dei giornali per settimane".
La polemica ormai è aperta. E Michele Ciambellini di Unicost, che non aveva votato per Prestipino, la rinfocola quando lancia una provocazione, "sorteggiare i direttivi dopo aver trovato tre nomi equivalenti" visto che "non ci voleva la zingara per immaginare che Prestipino sarebbe finito sotto la scure dei giudici amministrativi". Uno spazio, quello del Tar e del Consiglio di Stato, che "ci sarà sempre" anche se con la riforma del Csm "si va verso un irrigidimento dei parametri per le nomine da fare al Csm".
La polemica sul passato e sul presente è sul tavolo. E Magistratura indipendente e Area si scontrano. Mi vota per Lo Voi e rivendica di averlo fatto anche un anno fa. Ecco Loredana Micciché scontrarsi con Alessandra Dal Moro che poi gli dà della "maestrina con la penna rossa": "Voto per Lo Voi come a marzo 2020. Viola è stato sentito in commissione e ha detto che era completamente estraneo ai fatti dell'Hotel Champagne. Grazie a Di Matteo per la corretta lettura dei fatti. Ma mi tocca dire che il Csm ha perso, perché se quel 4 marzo si fosse deciso diversamente oggi non saremmo qui". E poi una chiusa polemica, "nessuno ha voluto insabbiare, ma non è questa la giornata per recuperare dignità". Stessa lettura da Antonio D'Amato, il presidente della quinta commissione anche lui di Mi, che apprezza Di Matteo, definisce Viola "un galantuomo" e sostiene che "insistere su Prestipino sarebbe stata una scelta elusiva rispetto al giudicato amministrativo".
Tra i due litiganti il laico della Lega Stefano Cavanna si astiene perché "non mi convince alcuna delle due alternative allo stato degli atti e della vicenda". Ma questo voto su Lo Voi dovrebbe chiudere la pagina di Roma, anche se - vista la sua verve nei ricorsi - non si può escludere che Viola prosegua su questa strada. Sul tavolo del Consiglio c'è anche la sua richiesta di andare a dirigere la procura di Milano nel dopo Greco. I rumors - a oggi - non lo danno per favorito. Vedremo che accadrà nel nuovo anno.