Maratone notturne, ritardi record e l'ok sul gong: dal Conte I l'approvazione della manovra è una corsa contro il tempo
di Valeria Forgnone , di Valeria ForgnoneMaratone notture, ritardi record e l'approvazione definitiva ottenuta in extremis. Sembra essere ormai questa la prassi per il via libera alla legge di Bilancio. Che negli ultimi anni è diventata sempre di più una corsa senza sosta per chiudere in tempo, entro il 31 dicembre. Dal governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte, l'ok alla manovra è arrivato sempre sul gong, tra Natale e Capodanno. Era il 2018 e il via libera finale con la fiducia era arrivato il 29 dicembre. L'avvocato del popolo aveva promesso: "L'anno prossimo faremo meglio. Arriveremo con grande anticipo". Da quel momento, sono cambiati tre governi - sempre composti da una maggioranza ampia - e la maratona si ripete ogni anno con l'approvazione 'in zona Cesarini', sempre a ridosso della fine dell'anno espropriando di fatto così il Parlamento del suo ruolo.
Maratone notture, ritardi record e l'approvazione definitiva ottenuta in extremis. Sembra essere ormai questa la prassi per il via libera alla legge di Bilancio. Che negli ultimi anni è diventata sempre di più una corsa senza sosta per chiudere in tempo, entro il 31 dicembre. Dal governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte, l'ok alla manovra è arrivato sempre sul gong, tra Natale e Capodanno. Era il 2018 e il via libera finale con la fiducia era arrivato il 29 dicembre. L'avvocato del popolo aveva promesso: "L'anno prossimo faremo meglio. Arriveremo con grande anticipo". Da quel momento, sono cambiati tre governi - sempre composti da una maggioranza ampia - e la maratona si ripete ogni anno con l'approvazione 'in zona Cesarini', sempre a ridosso della fine dell'anno espropriando di fatto così il Parlamento del suo ruolo.
Nel 2017, durante il governo Gentiloni la finanziaria si era votata in Senato già il 30 novembre. Nel 2016, il primo passaggio alla Camera era stato il 25 novembre e nel 2015 con Matteo Renzi premier il 19 novembre al Senato. L'anno prima, era il 2014, sempre con l'attuale leader di Italia viva alla guida dell'esecutivo, arrivò alla Camera il 28 novembre. A dicembre mai.
Poi cosa è successo? La formazione dei governi Conte, composti da una maggioranza variegata (prima quello M5S-Lega e poi quello M5S-Pd) hanno accumulato una serie di ritardi record che hanno portato all'approvazione della legge di Bilancio sempre tra Natale e Capodanno, costringendo i parlamentari a lunghissime maratone notturne tra colpi di sonno, bagarre e nervosismo alle stelle. E proprio il 2018, durante il Conte I, fu tra gli anni più difficili. Il complicato negoziato tra le varie anime che componevano la maggioranza rallentò i lavori con polemiche continue che portò al ricorso di 37 senatori Pd alla Consulta contestando che le opposizioni non avevano avuto modo di esaminare i contenuti del maxiemendamento. Nessun imbarazzo nell'esecutivo per i ritardi nella presentazione del maxiemendamento alla manovra, aveva assicurato Conte in conferenza stampa aggiungendo: "C'è dispiacere perché ci sarebbe piaciuto lasciare al Parlamento un più ampio margine di discussione, ma non mi devo giustificare perché il negoziato con l'Europa non è durato così tanto per colpa del governo".
Manovra, Conte: "Parlamento umiliato? Nessun imbarazzo, colpa ritardo non è del governo"
La stessa cosa sta accadendo quest'anno. I partiti che compongono la maggioranza di governo vanno dalla Lega a Leu. Trovare una quadra diventa più complicato e così l'iter subisce rallentamenti, le discussioni vengono sospese più volte, poi l'arrivo del maxiemendamento. Proprio com'è successo la notte tra il 23 e 24 dicembre, quando con 215 voti a favore e 16 contrari il Senato ha approvato la fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento. Ora, ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio dopo il via libera dell'Aula di Palazzo madama, approderà oggi in commissione a Montecitorio e arriverà in Aula domani (martedì 28 dicembre), con l'avvio della discussione generale prevista per le ore 14. Le votazioni dovrebbero iniziare intorno alle 18. I lavori proseguiranno nelle giornate del 29, 30 e forse del 31 dicembre. Il calendario è fittissimo e (come vuole ormai la prassi) non sono escluse le solite sedute notturne, per arrivare all'approvazione definitiva entro la fine dell'anno ed evitare quindi l'esercizio provvisorio, come previsto dall'articolo 81 della Costituzione. E non è escluso che per ottenere il via libero definitivo alla manovra il governo decida di porre la questione di fiducia.