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Da complottisti a responsabili, la metamorfosi dei 5S. Ecco perché ora sono i più odiati dai No Vax

Scritte No Vax comparse a Torino (ansa)
Minacce di morte, gazebo assaltati. La pandemia, affrontata finora sempre al governo, ha reciso ogni legame del Movimento con un passato troppo scomodo e all'insegna della contestazione. E così i grillini sono finiti nel mirino degli anti-vaccinisti
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L'ultimo in ordine di tempo oggetto di minacce di morte è stato il ministro Stefano Patuanelli; prima di lui un gazebo dei 5 Stelle a Milano venne preso d'assalto dai No Vax, ma pure Luigi Di Maio c'era passato qualche mese fa. Perché in politica c'è una categoria che scatena, più di tanto altro, la rabbia e il risentimento: quella del tradimento.

Ormai lontani i tempi del gentismo del primo M5S - quello che voleva dar voce ai 'cittadini', che contestava i media in maniera spesso verbalmente violenta, così gli altri partiti, i sindacati, l'Europa, le multinazionali, le grandi infrastrutture e tutto il resto - un pezzo di popolo che credette nelle virtù palingenetiche del Movimento si è sentito abbandonato, anzi tradito, da chi è poi sceso a patti con i dati di realtà. Per anni la sponda politica ai dubbiosi, critici, miscredenti del vaccino è stato proprio il M5S. Questo anche perch&eacu…

L'ultimo in ordine di tempo oggetto di minacce di morte è stato il ministro Stefano Patuanelli; prima di lui un gazebo dei 5 Stelle a Milano venne preso d'assalto dai No Vax, ma pure Luigi Di Maio c'era passato qualche mese fa. Perché in politica c'è una categoria che scatena, più di tanto altro, la rabbia e il risentimento: quella del tradimento.

Ormai lontani i tempi del gentismo del primo M5S - quello che voleva dar voce ai 'cittadini', che contestava i media in maniera spesso verbalmente violenta, così gli altri partiti, i sindacati, l'Europa, le multinazionali, le grandi infrastrutture e tutto il resto - un pezzo di popolo che credette nelle virtù palingenetiche del Movimento si è sentito abbandonato, anzi tradito, da chi è poi sceso a patti con i dati di realtà. Per anni la sponda politica ai dubbiosi, critici, miscredenti del vaccino è stato proprio il M5S. Questo anche perché prima ancora che Beppe Grillo incontrasse Gianroberto Casaleggio, dando vita a un esperimento unico nella storia politica moderna italiana ed europea, nel mirino dei suoi spettacoli c'erano finiti anche i vaccini. Correva l'anno 1998: "L'unico paese al mondo dove esistono dieci vaccini obbligatorio è l'Italia, ti obbligano a curarti (..) prendi un bambino sano, col suo sistema immunitario perfetto, gli inoculi un virusino piccolo in modo che lo abitui un po'. Se però il virus grosso non arriva, il virusino rimane in circolo, c'è anche un po' di mercurio, abbassa il sistema immunitario...". 

Il brodo primordiale del M5S fu quello e nel 2013 in Parlamento, tra i primi 'portavoce', tutti autentici sconosciuti quasi sempre a digiuno di politica ma folgorati dalla comicità amara di Grillo, entrarono no vax convinti e complottisti di varia natura; da Paolo Bernini che temeva i microchip sottopelle a Bartolomeo Pepe, rimasto fedele alle proprie idee e purtroppo morto pochi giorni fa proprio a causa del Covid. E altri ci rientrarono pure la volta dopo, nel 2018, da Sara Cunial oggi braccio istituzionale dei complottisti a Gianluigi Paragone. Ma pure l'attuale vicepresidente del M5S Paola Taverna, nel 2015, esprimeva pesanti dubbi: "C'è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l'autismo, ci sono molte persone che stanno portando avanti questa teoria... Ci date la possibilità di verificare? Molte posizioni prese dal ministero della Salute e da vari comparti sanitari hanno portato a una profonda sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni: le case farmaceutiche devono vendere qualcosa, non sanno cosa farsene di un vaccino e vogliono farcelo somministrare?".

Ma è soprattutto archiviata la stagione iperpopulista del governo gialloverde con la Lega, la quale non per caso su molti temi viveva una specie di simbiosi antisistemica con quel Movimento, che le vecchie pulsioni hanno fatto immediatamente posto al senso di responsabilità una volta tanto contestato. Il dramma della pandemia, affrontata finora sempre al governo, ha reciso ogni legame del M5S con un passato ormai troppo scomodo. Non c'è più spazio per le teorie del complotto e anzi, il fondatore oggi nel suo blog porta avanti la battaglia affinché i vaccini contro le pandemie siano "un bene comune dell'umanità". Quando infine lo scorso autunno Trieste pareva essere la nuova capitale della rivolta, del dissenso, del popolo puro e innocente per definizione che apriva gli occhi contro i politicanti, Mario Draghi mandò proprio Patuanelli - ministro dell'Agricoltura... - a confrontarsi coi ribelli del Green pass. Finì tutto in una bolla di sapone, la protesta e pure le promesse di mediazione dell'esponente 5 Stelle. Ecco spiegato l'odio dei no vax verso il M5S: un amore finito male.