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Pd, Letta: "Sui vaccini è l’ora dell’obbligo. Senza unità sul Quirinale il governo cadrebbe"

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Il segretario dem: "Altri Paesi ci seguirebbero sulla via dell’immunizzazione per tutti. Occorre anche tornare allo smart working. Le mascherine a 2 euro? Uno scandalo". E sul Colle: Il capo dello Stato non può essere eletto con una forzatura di una parte sull'altra. Draghi? Uno dei nomi possibili, l'importante è tutelarlo, il Paese ha bisogno di lui"
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Nel suo ufficio romano, sotto lo sguardo sorridente di una foto di Beniamino Andreatta alla parete, il segretario del Pd Enrico Letta fa il punto con Repubblica sulle molte sfide in agenda. E parla di tutto. Di lotta al Covid: "Serve l'obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working". Di Quirinale: "La via maestra è la continuità di governo. Il capo dello Stato va eletto a larghissima maggioranza, una forzatura da una parte o dall'altra farebbe cadere il governo". Del destino di Draghi: "Non sono né a favore né contro la sua elezione al Colle. Ma va comunque tutelato".

Segretario Letta, partiamo dalle nuove misure contro la pandemia. La convincono?
"Il governo sta facendo bene, approvo totalmente le misure discusse in cabina di regia e penso che ora bisogna prepararsi al passo successivo, cioè l'obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working".

Perché l'obbligo ora? Siamo in ritardo…

Nel suo ufficio romano, sotto lo sguardo sorridente di una foto di Beniamino Andreatta alla parete, il segretario del Pd Enrico Letta fa il punto con Repubblica sulle molte sfide in agenda. E parla di tutto. Di lotta al Covid: "Serve l'obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working". Di Quirinale: "La via maestra è la continuità di governo. Il capo dello Stato va eletto a larghissima maggioranza, una forzatura da una parte o dall'altra farebbe cadere il governo". Del destino di Draghi: "Non sono né a favore né contro la sua elezione al Colle. Ma va comunque tutelato".

Segretario Letta, partiamo dalle nuove misure contro la pandemia. La convincono?
"Il governo sta facendo bene, approvo totalmente le misure discusse in cabina di regia e penso che ora bisogna prepararsi al passo successivo, cioè l'obbligo vaccinale e il ritorno allo smart working".

Perché l'obbligo ora? Siamo in ritardo o in anticipo?
"Tutti i dati dicono che la terza dose è l'arma più efficace nel contrastare la variante Omicron. Di obbligo si parla da settimane e la scelta è matura per il Paese e per l'Europa. La mia sensazione è che ci sia un sur place tra i Paesi, il primo che introduce l'obbligo produrrà un effetto domino in tutti gli altri".

Con il cambio delle regole sulla quarantena o le nuove raccomandazioni sui tamponi non si rischia di generare confusione e dubbi nei cittadini?
"Siamo entrati in una nuova fase dell'aggressione pandemica, e con noi tutta Europa. Nella guerra al Covid abbiamo sempre imparato stada facendo e ora stiamo imparando che gli strumenti con cui abbiamo combattutto fin qui non sono più adeguati. Non si deve perdere tempo a cambiarli, perché il ritardo peggiora le conseguenze sulla salute pubblica e l'economia".

Il Green Pass ha prodotto un'opposizione minoritaria ma agguerrita. L'obbligo acuirà la frattura sociale?
"Al contrario, la frattura sarebbe acuita dalla strada del lockdown per i non vaccinati. Lo Stato si deve caricare della responsabilità di questa scelta davanti ai cittadini".

Ma un lockdown per i non vaccinati non è comunque l'inevitabile sanzione per chi non si adeguerà? O pensa al trasporto coatto dei renitenti nei centri vaccinali?
"Sono convinto che l'obbligo aumenterebbe molto i numeri. Tanti non si sono vaccinati non per volontà ideologica ma perché, nel dubbio, di fronte all'assenza di obbligo hanno preferito non farlo. Aggiungo che l'obbligo darebbe sprint alle terze dosi su cui c'è stato un po' di lassismo, non ho visto la stessa corsa che c'è stata sulle prime due".

Ritorno allo smart working, dice. È stato un errore riportare tutti al lavoro in presenza in autunno?
"Non credo. La situazione allora giustificava la decisione, Omicron è una novità non prevedibile. Ma ormai sappiamo che con lo smart working si può mantenere viva l'economia".

E la scuola?
"La scuola no, serve la presenza. Sono contrario all'allungamento delle vacanze di Natale e al ritorno alla didattica a distanza".

La mascherina Ffp2 è obbligatoria in molte situazioni. Sa quanto costano le Ffp2 in farmacia?
"La mascherina a 2 euro in farmacia è uno scandalo, occorre subito un intervento per calmierare i prezzi. E anche sui tamponi è necessario allargare la tipologia di luoghi in cui è possibile farli".

La moratoria è finita, parliamo di Quirinale?
"Se permette, prima del Quirinale c'è da chiarire che c'è un'emergenza nell'emergenza, il sovraccosto della bolletta energica per famiglie e imprese. Se non si interviene subito e bene, l'effetto sarà la chiusura di molti impianti di produzione. Sul breve periodo serve estendere alle piccole e medie imprese gli interventi di fiscalizzazione che hanno aiutato le grandi imprese energivore e le famiglie. Consideriamola una prevenzione rispetto a costi che dovremmo comunque affrontare se le imprese chiudessero".



Il nucleare è un'opzione?
"No, nell'immediato punterei sul rilancio della produzione nazionale di gas. Ma la soluzione è la delega di competenza alla Ue, come sui vaccini e sull'acquisto di materiale sanitario".

Il caro bollette rischia di rendere molto impopolare la transizione ecologica.
"Non c'è dubbio. Se l'alternativa è tra pensare alla fine del mese o alla fine del mondo, la priorità è inevitabile".

Quirinale, dunque. Glielo chiedo senza giri di parole: il Pd sosterrà la candidatura di Draghi al Quirinale?
"Intanto mi lasci dire che io nelle sue parole non ho letto una autocandidatura. Su un'eventuale ipotesi Draghi al Colle, come sugli altri nomi che garantiscono ampio consenso, decideremo tutti insieme e al momento debito, la mia personale opinione non conta. Quel che so per certo è che Draghi va comunque protetto e tutelato per il bene del Paese" .

Teme che qualcuno voglia allontanarlo anche da Palazzo Chigi?
"Chi ha detto di non volere Draghi al Quirinale ha aggiunto di volerlo ancora a Palazzo Chigi. Ritengo, per essere chiari, che noi dobbiamo tenercelo stretto, in un modo o nell'altro. Quello che Draghi sta portando all'Italia è enorme. Siamo un Paese che ha visto crescere il suo principale handicap, il debito pubblico, del 25% in poco più di un anno. In questo senso Draghi è un'assicurazione sulla vita".



Come si fa a eleggere Draghi al Quirinale ed esporre il Paese al rischio di un vuoto di potere?
"Il 13 gennaio dirò alla direzione del Pd e ai gruppi parlamentari che la via maestra è la continuità di governo e la stabilità. Il 2022 non può essere un anno elettorale, non possiamo permetterci almeno cinque mesi di interruzione dell'attività di governo. Quindi c'è bisogno di una larghissima maggioranza, un capo dello Stato non divisivo e non eletto sul filo dei voti".

Renzi, e con lui il dem Bettini, sostengono che il presidente può essere eletto da una maggiornza diversa da quella che governa.
"Il governo è sostenuto dal 90% delle forze parlamentari, sarebbe totalmente contraddittorio restringere il campo. Ci può essere una maggioranza più larga, non più stretta, altrimenti il governo cadrebbe".

Ma toccasse a Draghi, chi potrebbe sostituirlo?
"Servirebbe una sorta di doppia elezione, un accordo contestuale anche sul nome del sostituto".

Berlusconi può farcela?
"Non è candidato ufficialmente, quindi per me non è in campo. Certo il profilo che ho delineato per la figura del capo dello Stato non va nella sua direzione".

Conte vuole una donna al Quirinale. Molte donne non l'hanno presa bene.
"Non aggiungo altro al profilo che ho tracciato. Comunque non mi sembra che Conte abbia detto una cosa per cui scandalizzarsi".

Renzi dialoga molto con Salvini, non teme blitz del centrodestra?
"Naturale che tutti parlino con tutti, ma l'attuale Parlamento è una somma di debolezze. Nessuno può pensare di trarre vantaggi da questa situazione. Chi pensasse di eleggere il presidente a 505 voti sarebbe privo di senso della realtà. Non credo a forzature, è un momento in cui logica e buon senso possono prevalere".

Un'ultima domanda personale. I risultati elettorali hanno premiato il Pd nel 2021 ma il partito è ancora da rifondare e il suo futuro incerto. Si è mai pentito di aver lasciato l'insegnamento a Parigi?
"Sarei bugiardo se negassi un po' di nostalgia per quello che facevo. Ma in termini razionali ho fatto la scelta giusta. Sono orgoglioso del Pd e delle agorà che lo stanno ricostruendo, hanno già partecipato 80 mila persone. Vorrei fare come Scholz in Germania, rilanciare una idea moderna di progressismo, nella quale non ci sia antagonismo tra diritti del lavoro, diritti civili e sostenibilità. Questa è la foto del mio Pd".