Qurinale, il 4 gennaio l'annuncio della data della prima votazione. E si studiano nuove modalità anti-Covid
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioDue lettere, una al capo dello Stato uscente, Sergio Mattarella e l’altra ai presidenti delle Regioni, pubblicate domani in Gazzetta ufficiale, recheranno la data in cui i 1009 Grandi elettori sono chiamati al voto per il presidente della Repubblica. È il presidente della Camera, Roberto Fico a stabilire la convocazione del Parlamento in seduta comune secondo questa prassi. Mattarella si è insediato il 3 febbraio del 2015 e quindi, in base all’articolo 85 della Costituzione, trenta giorni prima che scada il termine del settenato, scatta la chiamata a raccolta da parte della terza carica dello Stato.
Solo domani si conoscerà la data in cui cominceranno le votazioni, m…
Due lettere, una al capo dello Stato uscente, Sergio Mattarella e l’altra ai presidenti delle Regioni, pubblicate domani in Gazzetta ufficiale, recheranno la data in cui i 1009 Grandi elettori sono chiamati al voto per il presidente della Repubblica. È il presidente della Camera, Roberto Fico a stabilire la convocazione del Parlamento in seduta comune secondo questa prassi. Mattarella si è insediato il 3 febbraio del 2015 e quindi, in base all’articolo 85 della Costituzione, trenta giorni prima che scada il termine del settenato, scatta la chiamata a raccolta da parte della terza carica dello Stato.
Solo domani si conoscerà la data in cui cominceranno le votazioni, ma quella più probabile sembra essere lunedì 24 gennaio o martedì 25. La ripresa dei lavori parlamentari prevede nella settimana che parte il 17 il voto per convertire in legge alcuni decreti, tra cui quello sul Super Green Pass. Quindi è probabile che si arrivi alla settimana successiva.
Ma tutto è davvero da decidere. Il convitato di pietra è la pandemia da Covid. Al momento sarebbero una quarantina i parlamentari positivi o in quarantena, ma si teme che crescendo i contagi (come previsto) si possa arrivare anche a un centinaio.
I questori di Montecitorio si riuniranno con Fico già domani per discutere delle misure allo studio per minimizzare il rischio contagio. Escluse le votazioni a distanza, e di fatto cassata la proposta del costituzionalista e deputato dem, Stefano Ceccanti, ovvero che ciascun parlamentare resti nella Camera di appartenenza, l’ipotesi più probabile è il voto per fasce orarie, sulla base dell’ordine alfabetico.
Spiega Gregorio Fontana, che è uno dei questori con Francesco D’Uva e Edmondo Cirielli, che la “chiama” consente di prevedere ingressi contingentati. In aula inoltre dovrebbero sostare non più di 200 Grandi elettori. Contingentamento anche negli spazi comuni, ovvero Transatlantico e cortile. Il “conclave” laico 2022 impone il passaggio nel “catafalco” (così sono chiamate le cabine elettorali sotto lo scranno del presidente della Camera) e la deposizione nell’ "insalatiera” (l’urna di vimini foderata di raso verde) della scheda, e poi via. Senza sostare, evitando ogni assembramento.
Forse si deciderà per una sola votazione al giorno, così da consentire la sanificazione. I contagi e le quarantene (anche se con il nuovo decreto chi ha la terza dose di vaccino è esentato dal confinamento dopo il contatto con un contagiato) sono una preoccupazione anche politica, perché possono stravolgere le maggioranze previste. Oltre alla frammentazione dei partiti, ai franchi tiratori, c’è la variabile Covid. Ci si augura quindi non troppe sedute per l’elezione. Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi furono eletti alla prima. Ma per Giovanni Leone ce ne vollero 23. Alla quarta seduta basta la maggioranza assoluta.