Covid. Al lavoro solo col Super Green Pass. “Convincere 2,5 milioni di No Vax”
di Fabio Tonacci , di Fabio TonacciROMA - Mario Draghi ha deciso. Niente obbligo vaccinale esteso all'intera popolazione, almeno per ora. La sua linea, condivisa col ministro della Salute Roberto Speranza, è quella di imporre il Super Green Pass a tutti i lavoratori pubblici e privati. Anche a coloro che lavorano da casa. È il cosiddetto 2G, come è stato definito in Austria e Germania il permesso rilasciato a chi è vaccinato o è appena guarito dal Covid, e che non contempla più la possibilità del tampone negativo. Il premier porterà questa proposta al Consiglio dei ministri di domani, con una motivazione piuttosto solida: riuscire a intaccare lo zoccolo duro dei No Vax convincendone almeno la metà a sottoporsi alla somministrazione prima del raggiungimento del picco di contagi. Proposta che, però, nella compagine di governo non trova tutti d'accordo.
Ad oggi sono 5,5 milioni gli italiani over 12 non ancora vaccinati. La maggior parte &…
ROMA - Mario Draghi ha deciso. Niente obbligo vaccinale esteso all'intera popolazione, almeno per ora. La sua linea, condivisa col ministro della Salute Roberto Speranza, è quella di imporre il Super Green Pass a tutti i lavoratori pubblici e privati. Anche a coloro che lavorano da casa. È il cosiddetto 2G, come è stato definito in Austria e Germania il permesso rilasciato a chi è vaccinato o è appena guarito dal Covid, e che non contempla più la possibilità del tampone negativo. Il premier porterà questa proposta al Consiglio dei ministri di domani, con una motivazione piuttosto solida: riuscire a intaccare lo zoccolo duro dei No Vax convincendone almeno la metà a sottoporsi alla somministrazione prima del raggiungimento del picco di contagi. Proposta che, però, nella compagine di governo non trova tutti d'accordo.
Ad oggi sono 5,5 milioni gli italiani over 12 non ancora vaccinati. La maggior parte è compresa nella fascia di età tra i 40 e i 59 anni. Secondo le stime del ministero, la metà di questi - 2,7 milioni - è occupata, ha un lavoro più o meno stabile. Imponendo il super green pass a tutte le attività professionali e commerciali (aziende, grande distribuzione, negozi, uffici pubblici e privati, trasporti, logistica, etc) il governo conta di spingere almeno 2,5 milioni di persone a sottoporsi alla prima dose entro 10-15 giorni (il lasso di tempo di tolleranza non è stato ancora definito) dall'entrata in vigore del provvedimento.
La tempistica non è casuale. Tra due settimane, secondo gli epidemiologi consulenti del governo, avremo il picco delle infezioni della quarta ondata dovute alla variante Omicron. Il bollettino di ieri rileva questo: 68.052 nuovi casi su 445.321 tamponi molecolari e antigenici, 140 morti (domenica erano 133), in aumento ricoveri nei reparti ordinari (+577) e nelle terapie intensive (+32), il tasso di positività scende al 15,2 per cento.
Il virus circola più velocemente di prima ma, a quanto pare, è meno aggressivo, dunque l'idea di Draghi è di coprire una quota soddisfacente della popolazione per affrontare con la massima cautela il picco dei contagi. Allargando il conteggio agli under 12, infatti, la percentuale attuale dei vaccinati si riduce dal 89 a poco meno dell'80 per cento.
La scelta del 2G, finora nel mondo del lavoro riservata a sanitari, forze dell'ordine e insegnanti, è ritenuta socialmente meno impattante rispetto all'obbligo generale e secondo il premier offre due vantaggi. Il primo: si ritiene che sia più facilmente digeribile dai No Vax meno ideologicizzati. Il secondo: supera il tema della sanzione. Nell'ipotesi dell'obbligo totale, a ben vedere, lo Stato deve farsi carico di sanzionare chi viola la disposizione mentre il cosiddetto modello 2G ha la sanzione incorporata, nel senso che i disobbedienti rischiano il posto di lavoro.
Come detto, a una parte di Lega e Movimento 5 Stelle non piace la linea Draghi, quindi bisognerà capire che tipo di compromesso politico si può raggiungere e cosa uscirà dal Consiglio dei Ministri.
In ogni caso, diventano ancor più essenziali le scorte di vaccino, perché dal 10 gennaio entrano in vigore le restrizioni sul super green pass (necessario per accedere, tra le altre cose, a ristoranti e trasporto pubblico locale, una sorta di lockdown per i No Vax) e l'attesa per poter fare il booster si accorcia da 5 a 4 mesi dopo la seconda dose.
"Per il mese di gennaio 2022, alla luce dei risultati positivi fatti registrare dalle Regioni e dalle Province autonome nel periodo delle festività natalizie e di fine anno, con punte di quasi 650 mila somministrazioni giornaliere, si potranno raggiungere i 15 milioni di somministrazioni", comunica la struttura del commissario dall'emergenza Francesco Paolo Figliuolo. "Il fabbisogno di vaccini per il mese di gennaio verrà assicurato dalle dosi di Pfizer e Moderna nella disponibilità della Struttura. Nel complesso, i quantitativi sono in grado di esprimere una potenzialità di 26 milioni di dosi".