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Quirinale, il deputato dem e costituzionalista Ceccanti: “Devono votare tutti anche non vaccinati e malati. Ma evitiamo la seduta unica”

Avevo proposto che le postazioni fossero divise fra Camera e Senato, ma non mi hanno ascoltato
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ROMA - "Devono votare tutti, anche Sara Cunial, per citare una parlamentare non vaccinata. Sarebbe legittimo escluderla se Montecitorio decidesse per l'ingresso con super Green Pass, ma non è opportuno politicamente". Stefano Ceccanti, costituzionalista, deputato dem, ragiona in punta di diritto.
 

Ceccanti, lei ha proposto di disdire la seduta comune per il Quirinale e che ogni parlamentare voti nella Camera di appartenenza, così da evitare l'affollamento. Le hanno risposto picche?
"La seduta è comunque comune se votano deputati, senatori e delegati regionali, perché confluiscono tutti al risultato. Niente vieta che le concrete postazioni di voto siano diffuse tra Camera e Senato per poi raccogliere i voti e scrutinarli insieme. A me sembra un'ottima soluzione anti contagi. Spero che ci ripensino. Non ci si può comportare di fronte a una pandemia eccezionale come se non esistesse. Lo fece don Ferrante nei Promessi Sp…

ROMA - "Devono votare tutti, anche Sara Cunial, per citare una parlamentare non vaccinata. Sarebbe legittimo escluderla se Montecitorio decidesse per l'ingresso con super Green Pass, ma non è opportuno politicamente". Stefano Ceccanti, costituzionalista, deputato dem, ragiona in punta di diritto.
 

Ceccanti, lei ha proposto di disdire la seduta comune per il Quirinale e che ogni parlamentare voti nella Camera di appartenenza, così da evitare l'affollamento. Le hanno risposto picche?
"La seduta è comunque comune se votano deputati, senatori e delegati regionali, perché confluiscono tutti al risultato. Niente vieta che le concrete postazioni di voto siano diffuse tra Camera e Senato per poi raccogliere i voti e scrutinarli insieme. A me sembra un'ottima soluzione anti contagi. Spero che ci ripensino. Non ci si può comportare di fronte a una pandemia eccezionale come se non esistesse. Lo fece don Ferrante nei Promessi Sposi, dicendo che la peste non esisteva perché non poteva essere catalogata né come sostanza né come accidente".
 

Ma si può adottare il super Green Pass, cioè fare entrare a votare per il Colle solo i Grandi elettori vaccinati?
"Penso che non possiamo trattare l'elezione del presidente della Repubblica come una normale votazione. Dovrebbero essere fatte scelte che consentono a tutti i Grandi elettori di votare. Se per entrare in Parlamento si pongono requisiti forti come il super Green pass bisognerebbe trovare il modo di far votare altrove malati, positivi e quarantenati".
 

I parlamentari non sono come tutti i lavoratori, se passa la stretta di Draghi sul super Green Pass?
"Per le votazioni normali il super Green Pass è una soluzione ragionevole, proporzionata e sufficiente. Per la partecipazione al voto sul Quirinale andrebbe integrata con modalità per garantire che tutti possano votare".
 

Insomma è meglio il tampone per tutti, così da non comprimere la funzione costituzionale?
"Sarebbe legittimo in teoria, ma altamente inopportuno che alcuni, chi non è vaccinato, non potessero votare. Inoltre cosa si fa con positivi e malati? Non si possono escludere. L'elezione presidenziale ha una sua innegabile specificità: va bene garantire la salute di tutti, ma anche il diritto di voto di tutti".
 

Quindi quale è l'impatto dei contagi sulla partita per il Colle?
"Se si parte da una previsione ragionevole, un centinaio di assenti di cui non ci si vuole preoccupare, il quorum sale di fatto. Dover trovare 673 voti o 505 su un denominatore di 900 anziché di 1000 significa alzare il quorum delle prime tre votazioni di fatto dai due terzi ai tre quarti, una soglia quasi irraggiungibile persino in un clima di fortissimo consenso e dal 50 per cento più uno al 55 per cento dalla quarta, cosa che può favorire una paralisi. In realtà voler lasciare le regole apparentemente inalterate significa nella sostanza cambiarle profondamente".
 

Meglio eleggere il neo presidente alla prima, c'è un nome che lo consentirebbe?
"Non lo so, per fortuna dell'Italia non devo deciderlo io, se non pro quota per meno di un millesimo. Continuo però a pensare che in situazioni di emergenza se si ha un equilibrio positivo ai vertici delle istituzioni sarebbe meglio non toccare nulla e confermare chi c'è".