Vaccini, costituzionalista Luciani: “La Carta consente l'obbligo, ma serve una legge per imporlo”
di Liana Milella , di Liana Milella"Vedo troppa confusione e troppe incertezza nel dibattito pubblico. Eppure la Costituzione è così chiara....". Dice così il costituzionalista della Sapienza Massimo Luciani, che affronta le ultime diatribe su Green pass e obbligo vaccinale.
Ma lei da che parte sta?
"Guardi, chi mette la questione in questo modo sbaglia. È bene fare chiarezza: l'obbligo del vaccino c'è quando, se non sono vaccinato, subisco un pregiudizio...".
Che intende per pregiudizio?
"Qualsiasi svantaggio che colpisca la mia vita, non soltanto una sanzione penale o amministrativa".
Non poter andare al lavoro?
"Esattamente, ma anche come non poter andare al cinema o al teatro. Ed è quello che accade adesso, dopo gli ultimi decreti legge, che per molte cose hanno cancellato la possibilità di sostituire la vaccinazione con un tampone negativo".
Certo, perché il Covid avanza.
"Tutti i dati scientifici lo confer…
"Vedo troppa confusione e troppe incertezza nel dibattito pubblico. Eppure la Costituzione è così chiara....". Dice così il costituzionalista della Sapienza Massimo Luciani, che affronta le ultime diatribe su Green pass e obbligo vaccinale.
Ma lei da che parte sta?
"Guardi, chi mette la questione in questo modo sbaglia. È bene fare chiarezza: l'obbligo del vaccino c'è quando, se non sono vaccinato, subisco un pregiudizio...".
Che intende per pregiudizio?
"Qualsiasi svantaggio che colpisca la mia vita, non soltanto una sanzione penale o amministrativa".
Non poter andare al lavoro?
"Esattamente, ma anche come non poter andare al cinema o al teatro. Ed è quello che accade adesso, dopo gli ultimi decreti legge, che per molte cose hanno cancellato la possibilità di sostituire la vaccinazione con un tampone negativo".
Certo, perché il Covid avanza.
"Tutti i dati scientifici lo confermano, e possono essere contestati solo da chi, incomprensibilmente, diffida di qualunque istituzione scientifica, nazionale o internazionale che sia".
Senta, perché non passare al vaccino obbligatorio?
"Ribadisco: il vaccino già oggi è obbligatorio per fare molte cose. Si tratterebbe solo di andare al di là di quanto già si è fatto".
Al di là quanto?
"Fin dove lo consente la Costituzione, che permette i trattamenti sanitari obbligatori solo se sono necessari in base a dati scientifici chiari, se sono proporzionati, e se servono alla salute collettiva e individuale".
Ma col Covid tutte queste condizioni già ci sono.
"Sembra proprio di sì".
Allora bastano la Carta e i dati sul Covid, o serve un'altra legge?
"Serve senza alcun dubbio, perché la Costituzione esige che i trattamenti sanitari obbligatori siano previsti proprio da una legge".
E questa legge dovrebbe comprendere tutta la popolazione o distinguere per fasce di età?
"È un problema tecnico-scientifico. Se le esigenze di immunizzazione richiedessero una vaccinazione generalizzata la limitazione per fasce di età sarebbe irragionevole".
Ad esempio potrebbe esserci un obbligo per chi ha compiuto 60 anni, come ipotizzano le Regioni?
"Certamente, ma non vedo perché prevedere questa limitazione se davvero esiste un'esigenza generale".
C'è una contraddizione rispetto a un virus che colpisce tutti ?
"Ho già parlato prima del principio di proporzionalità. Gli obblighi si impongono se sono necessari, e stavolta, a meno che i dati scientifici non dicano il contrario, la necessità sembra riguardare tutti".
Anche i bambini o gli under 18?
"Questo è un tema molto delicato. Il vaccino deve servire per proteggere non solo la salute collettiva, ma anche quella individuale. Occorre vedere se per i più giovani i rischi, che i vaccini sempre comportano, siano superiori ai benefici. E questo dovrebbe chiederlo agli scienziati".
Ma se qualcuno viene danneggiato dal vaccino oppure muore lo Stato deve pagare?
"Non avrei dubbi: la Consulta ha già chiarito che in questi casi la società si deve far carico del problema".
Perché di fronte alle evidenze scientifiche la politica esita?
"Perché si tratta di una sua responsabilità leggere i dati e prendere le decisioni. Alla politica la scienza non ordina, ma suggerisce".
Quale paura la frena?
"Perché lo chiede a me? Io le ho detto quello che la Costituzione consente di fare. Ma farlo spetta alla politica, se è in grado di trovare il necessario consenso".