Quirinale, ecco quanto pesano i grandi elettori sul voto del nuovo presidente: poli senza numeri
di Laura Mari , di Laura MariNessuna certezza. Si preannuncia, almeno per il momento, una delle elezioni dal risultato più incerto perché a oggi nessuno dei due maggiori schieramenti ha i numeri necessari (la maggioranza assoluta) per indicare un nome che sicuramente possa arrivare a ricoprire la carica più alta dello Stato. Il 24 gennaio alle 15, come stabilito dal presidente della Camera Roberto Fico, si terrà la prima votazione per la scelta del prossimo Capo dello Stato. I 1009 grandi elettori (composti dai parlamentari più i delegati regionali), in seduta comune e rispettando il protocollo anti-Covid che i questori di Montecitorio hanno messo a punto, dovranno depositare le loro schede nelle urne. Ma le incognite sono molte e nè il centrodestra nè il centrosinistra sembrano avere i numeri necessari per raggiungere la maggioranza.
Cifre alla mano, ecco come sono divisi al momento gli schieramenti e il peso che hanno i diversi partiti, considerando il numero di…
Nessuna certezza. Si preannuncia, almeno per il momento, una delle elezioni dal risultato più incerto perché a oggi nessuno dei due maggiori schieramenti ha i numeri necessari (la maggioranza assoluta) per indicare un nome che sicuramente possa arrivare a ricoprire la carica più alta dello Stato. Il 24 gennaio alle 15, come stabilito dal presidente della Camera Roberto Fico, si terrà la prima votazione per la scelta del prossimo Capo dello Stato. I 1009 grandi elettori (composti dai parlamentari più i delegati regionali), in seduta comune e rispettando il protocollo anti-Covid che i questori di Montecitorio hanno messo a punto, dovranno depositare le loro schede nelle urne. Ma le incognite sono molte e nè il centrodestra nè il centrosinistra sembrano avere i numeri necessari per raggiungere la maggioranza.
Cifre alla mano, ecco come sono divisi al momento gli schieramenti e il peso che hanno i diversi partiti, considerando il numero di deputati e senatori che parteciparanno al voto.
I delegati regionali
Tra i 1009 grandi elettori ci sono i delegati regionali. Ogni Regione nei prossimi giorni nominerà le tre persone che partecipano al voto (solo la Valle d'Aosta ha un unico delegato). La prassi vuole che le delegazioni siano composte dal governatore, da un esponente della maggioranza e da uno dell'opposizione. Considerando i risultati delle ultime elezioni regionali e il numero di presidenti di destra e sinistra, dovrebbero partecipare al voto per l'elezione del Capo dello Stato 33 delegati del centrodestra e 25 del centrosinistra.
Il centrodestra
Sulla carta ha il numero maggiore di grandi elettori (451) Il nome che avanza in questo schieramento come possibile candidato è quello di Silvio Berlusconi e proprio oggi su Repubblica il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, ribadisce che il sostegno è ampio e il Cavaliere potrebbe farcela ad arrivare al Quirinale. Di certo si sa che nella coalizione 197 grandi elettori vestono la casacca della Lega, 127 quella di Forza Italia, 58 arrivano da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni e 31 da Coraggio Italia-Cambiamo-Idea. Ai 33 delegati regionali si aggiungono poi i 5 parlamentari di Noi con l'Italia.
Il centrosinistra
Qui la situazione è più complicata. A rendere difficili i giochi di potere è Matteo Renzi, orientato verso un appoggio allo schieramento di centrodestra e comunque spada di Damocle per il centrosinistra. Se si considera Italia Viva all'interno della coalizione, allora lo schieramento arriva a 459 grandi elettori. Ma se i renziani decideranno di disattendere le indicazioni del centrosinistra, allora il numero dei possibili voti scenderebbe a 415. Altra incognita è quella di Azione- Più Europa, che conta cinque grandi elettori, ma non è detto che votino con gli alleati. Parlando dei altri partiti, 133 voti arrivano dal Pd, 233 dal Movimento 5 Stelle di Conte (al momento in balia del pressing per la rielezione di Mattarella) e 18 da Liberi e Uguali. Sei, invece, sono i deputati di Centro democratico di Bruno Tabacci e, oltre ai 25 delegati regionali,fa parte della coalizione anche Gianclaudio Bressa, iscritto al gruppo per le Autonomie ma eletto con il Pd.
Il gruppo delle Autonomie
In totale i deputati sono quattro e i senatori cinque (tra cui Bressa di cui sopra). Fanno parte di questo gruppo ache Pier Ferdinando Casini dei Centristi per l'Europa e i senatori a vita Cattaneo e Napolitano.
I senatori a vita
Tra gli elettori del presidente della Repubblica ci sono anche i senatori a vita, che però non si sa se saranno tutti presenti in Aula. Si tratta di Giorgio Napolitano (che fa parte delle Autonomie), Mario Monti, Liliana Segre, Elena Cattaneo (anche lei nelle Autonomie), Renzo Piano e Carlo Rubbia.
Il Misto
E' il gruppo degli ex, quello, in sostanza, dove sono confluiti i dissidenti del Movimento 5 stelle. Oltre ai 19 parlamentari di Alternativa c'è, nel Misto alla Camera troviamo anche 24 ribelli grillini della Camera che non sono iscritti a nessuna componente, mentre al Senato sono 15. E poi ci sono tre deputati e due senatori del Maie e tre deputati di Facciamo Eco, oltre all'ex Leu Michela Rostan e tre di Italexit.