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Governo, in un anno Draghi ha convocato 54 Consigli dei ministri. Varati 109 provvedimenti legislativi

Mario Draghi
Mario Draghi 
La relazione di Palazzo Chigi sul lavoro dell'esecutivo dal 13 febbraio 2021 al 31 dicembre scorso: "I ritmi elevati dell'attività normativa dovuti alla necessità di far fronte alla crisi emergenziale sanitaria ed economica"
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L'ultima riunione si è tenuta ieri. Ma verrà conteggiata nel nuovo anno perché la relazione sull'attività di governo dell'anno appena passato è stata chiusa il 31 dicembre scorso. E a rendere noti i dati è oggi Palazzo Chigi, che fa sapere che dal 13 febbraio 2021 il presidente del Consiglio Mario Draghi ha convocato 54 riunioni del Consiglio dei ministri, incontri che, fino appunto al 31 dicembre scorso, hanno portato a deliberare 109 provvedimenti legislativi, di cui 41 decreti-legge, pari al 37,5 per cento. Cifra analoga a quella dei decreti legislativi, mentre i disegni di legge sono stati 27, ovvero il 25 per cento.

Fonte grafico: Palazzo Chigi
Fonte grafico: Palazzo Chigi 

La crisi sanitaria ed economica

Una produzione legislativa corposa, dovuta anche al periodo di emergenza e necessarie dunque per redigere ad esempio, restrizioni e misure anti-Covid. Sono "diverse le ragioni che hanno impresso ritmi elevati all'attività normativa", spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, nel report. "In primo luogo - prosegue - il governo ha dovuto tener conto della necessità di far fronte ad una doppia crisi emergenziale sanitaria ed economica". Allo stesso tempo, prosegue la relazione, "l'urgenza di assicurare prima attuazione al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché, prima ancora, l'esigenza di strutturarne tempestivamente la governance, ha reso improrogabili numerose disposizioni legislative, spesso emanate sulla base di oggettivi presupposti di eccezionalità ed urgenza".

Fonte grafico: Palazzo Chgi
Fonte grafico: Palazzo Chgi 

I provvedimenti smaltiti dal governo precedenti

La maggior parte del lavoro del governo è stato fatto sui provvedimenti non attuati dall'esecutivo del Conte II."Lo stock dei decreti non adottati ereditato dai precedenti esecutivi della XVIII legislatura - si legge nella nota di Palazzo Chigi - si è ridotto del 60,1%, passando da 679 provvedimenti da adottare a 271. Più in generale, dal 13 febbraio al 31 dicembre 2021 il governo ha complessivamente "smaltito" (adottati e superati per abrogazione delle norme primarie) 728 provvedimenti attuativi previsti dalle disposizioni legislative approvate nelle XVII e XVIII legislature".

Andando ad analizzare i grafici del report, ogni mese sono stati smaltiti in media 70 provvedimenti (dei 728 decreti) e nel solo mese di settembre la cifra è stata di 112, mentre a novembre ne sono stati smaltiti 97 e a luglio 94. "Numeri - spiega Garofoli - he si sono registrati anche a seguito dell'introduzione del sistema dell'assegnazione a ciascuna Amministrazione di target mensili di provvedimenti da adottare".

Le direttive europee

Un lavoro continuo, quello di Draghi e dei suoi ministri, che nei primi dieci mesi di attività ha smaltito ogni mese circa 70 provvedimenti. C'è poi stato l'impegno sul fronte europeo, con 33 decreti legislativi (dei 41 totali) necessari per il recepimento delle direttive Ue. "I restanti decreti legislativi - spiega Palazzo Chigi - sono stati emanati taluni in attuazione di leggi delega, altri per assicurare l'approvazione di norme di attuazione di Statuti speciali".

I sostegni

Ma la crisi economica e sanitaria ha comportato per l'esecutivo anche uno sforzo dal punto di vista economico. Con il decreto Sostegni bis, spiega Garofoli nella relazione, "è stato sbloccato il 99,6 per cento di aiuti", pari a oltre a 50 miliardi di euro.

 

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