Coraggio Italia: non togliamo le castagne dal fuoco al centrodestra, Salvini e Meloni diano la linea
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Non ci stanno a fare da capro espiatorio delle fratture nel centrodestra. "Coraggio Italia" con i leader Giovanni Toti e Luigi Brugnaro si è riunita oggi, ha accolto una nuova arrivata (Lucia Scanu, ex 5Stelle) e, forte del suo pacchetto di voti (32 tra deputati, senatori e il governatore della Liguria, Toti, delegato regionale), ha posto alcuni paletti al centrodestra, di cui fa parte.
Il primo è: Silvio Berlusconi sì, ma solo se ha i numeri. L'altro, che chiarisce meglio la questione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni ci dicano loro quale è la linea, ma non pensino di scaricare su di noi le divisioni, o peggio di utilizzare il nostro pacchetto di 32 voti come alibi. Alla fine dell'assemblea - dopo che Toti ha incontrato il leader della Lega, Salvini mentre Brugnaro annuncia un faccia a faccia con il ministro grillino Luigi Di Maio - il comunicato di CI cerca di tenere insieme tutti e tutto. Dice: "Riteniamo che il passag…
ROMA - Non ci stanno a fare da capro espiatorio delle fratture nel centrodestra. "Coraggio Italia" con i leader Giovanni Toti e Luigi Brugnaro si è riunita oggi, ha accolto una nuova arrivata (Lucia Scanu, ex 5Stelle) e, forte del suo pacchetto di voti (32 tra deputati, senatori e il governatore della Liguria, Toti, delegato regionale), ha posto alcuni paletti al centrodestra, di cui fa parte.
Il primo è: Silvio Berlusconi sì, ma solo se ha i numeri. L'altro, che chiarisce meglio la questione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni ci dicano loro quale è la linea, ma non pensino di scaricare su di noi le divisioni, o peggio di utilizzare il nostro pacchetto di 32 voti come alibi. Alla fine dell'assemblea - dopo che Toti ha incontrato il leader della Lega, Salvini mentre Brugnaro annuncia un faccia a faccia con il ministro grillino Luigi Di Maio - il comunicato di CI cerca di tenere insieme tutti e tutto. Dice: "Riteniamo che il passaggio cruciale dell'elezione del presidente della Repubblica non debba ridursi a un totonomi e neanche diventare una battaglia tra coalizioni diverse che non tenga conto delle reali esigenze del Paese".
Ci vuole insomma il massimo della condivisione: se no, non si va da nessuna parte. Per dirla con l'esortazione con cui Osvaldo Napoli, uno dei fondatori di "Coraggio Italia", ha concluso il suo discorso nella riunione: "Qualcuno dica a Berlusconi, e anche ai suoi, di tacere. Ci sono momenti in cui il silenzio è d'oro". E ancora: "Ho visto tante elezioni per il Quirinale, ma una vera e propria campagna elettorale per eleggere il capo dello Stato, non mi era mai capitato!". Quindi lo sfogo: "Perché dovremmo essere noi a togliere le castagne dal fuoco a Salvini e Meloni? Chiariscano loro la linea".
Rincara Michaela Biancofiore, la leader altoatesina: "A Berlusconi vogliamo bene, però verifichiamo se c'è la condivisione necessaria. A me piacerebbe un clima stile Sassoli: nella commemorazione del presidente dell'europarlamento le forze politiche hanno dimostrato umanità e maturità, lo stesso dovrebbe essere per la scelta del presidente della Repubblica". Un bello spettacolo, insomma. Così ora non è.
Quindi un nome condiviso, non divisivo, europeista e da votare a patto che garantisca "la continuità della legislatura fino al 2023" e un rimpasto e rilancio di governo, in cui Coraggio Italia possa essere presente con un proprio rappresentante. Toti parla di "un accordo di governo di unità nazionale, che preveda il coinvolgimento di una forza moderata come la nostra". Ancora Napoli: "Che vada Mario Draghi, che resti Mattarella o sia un terzo a rivestire il ruolo di presidente della Repubblica, l'attuale maggioranza di governo dovrà prendere atto del suo mutato profilo, non più solo istituzionale, ma politico". Infine un'ultima decisione: il futuro dei "coraggiosi" è in una federazione. L'offerta è a Matteo Renzi e Italia Viva, ciascuno però mantenendo all'inizio i differenti gruppi parlamentari. Il voto per il Colle è il banco di prova.