Quirinale, Conte: "Io parlo con tutti, con Salvini canale diretto". Ma il M5S resta spaccato
di Giovanna VitaleROMA - Se l'era preparata, stavolta, l'assemblea coi suoi parlamentari. Stavolta, in vista della congiunta sul Quirinale, Giuseppe Conte ha giocato d'anticipo, facendo inserire in scaletta una serie di interventi a suo favore, per evitare di finire impallinato. Obiettivo: scongiurare il remake della sommossa esplosa una decina di giorni fa a palazzo Madama, dove i senatori 5S hanno provato a commissariarlo, brandendo come una clava il Mattarella-bis: a Enrico Letta aveva giurato che quel bis non sarebbe mai stato evocato per evitare di bruciare l'unico vero jolly della partita. Un risultato, in realtà, centrato solo a metà.
Il capo politico ha tentato, nella lunga relazione introduttiva, di rassicurare la truppa: no alla candidatura di Berlusconi che "per noi è una proposta irricevibile"; no a elezioni anticipate; sì alla continuità del governo perché "è quel che vogliono gli italiani alle prese con la cr…
ROMA - Se l'era preparata, stavolta, l'assemblea coi suoi parlamentari. Stavolta, in vista della congiunta sul Quirinale, Giuseppe Conte ha giocato d'anticipo, facendo inserire in scaletta una serie di interventi a suo favore, per evitare di finire impallinato. Obiettivo: scongiurare il remake della sommossa esplosa una decina di giorni fa a palazzo Madama, dove i senatori 5S hanno provato a commissariarlo, brandendo come una clava il Mattarella-bis: a Enrico Letta aveva giurato che quel bis non sarebbe mai stato evocato per evitare di bruciare l'unico vero jolly della partita. Un risultato, in realtà, centrato solo a metà.
Il capo politico ha tentato, nella lunga relazione introduttiva, di rassicurare la truppa: no alla candidatura di Berlusconi che "per noi è una proposta irricevibile"; no a elezioni anticipate; sì alla continuità del governo perché "è quel che vogliono gli italiani alle prese con la crisi sanitaria ed economica"; sì al "canale diretto col centrodestra, in particolare con Salvini", sapendo però che "il campo del centrosinistra è solido". E soprattutto conferma della cabina di regia, allargata anche ai capigruppo, per condurre le trattative lungo binari il più possibile condivisi.
Al netto della trentina di parlamentari che, sollecitati in via preventiva, hanno espresso "piena fiducia in Conte" e nella "sua capacità negoziale già dimostrata in Europa", recita la velina fatta girare al termine della riunione, diversi si sono espressi in dissenso, se non addirittura contro. Segno che la temperatura interna al Movimento non si è ancora abbassata e rischia di creare problemi seri di tenuta nella fase decisiva dello scrutinio.
I primi a rompere il divieto di fare nomi, imposto dal capo, sono due senatori di peso, entrambi attestati sul bis per l'attuale capo dello Stato. L'ex ministro Danilo Toninelli, secondo cui "bisogna ascoltare la gente, scegliere già oggi il presidente e farlo votare alla rete, i cittadini vogliono Mattarella, che ha un enorme consenso popolare". E poi Primo Di Nicola: "Questo governo ha un lavoro da portare a termine e se stabilità significa avere Mattarella, noi abbiamo una sola cosa da fare. Proporre prima di tutto lui, da subito e in tutte le sedi. Un nome che abbiamo lanciato per primi, sta conquistando consensi anche negli altri partiti e ci terrebbe pienamente in gioco con un effetto rigenerante per il Movimento, oltre che per il Paese".
Sortite che però fanno arrabbiare Angela Raffa: "Stiamo sbagliando tutto. Le elezioni anticipate non le vuole nessuno ma dobbiamo prepararci ad affrontarle. Proporre Mattarella è giocare in difesa!" urla. Crepe che emergono pure sull'opportunità di ricorrere alla consultazione online, totem dei 5S ora in discussione. Prova di un fuoco che neanche i comunicati antincendio dello staff riescono alla fine a spegnere.