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Quirinale, Serracchiani: "Il Pd concorda. Facciamo gli interessi del Paese evitando ogni lacerazione"

La capogruppo dem alla Camera: "Berlusconi è una candidatura divisiva, Draghi va tutelato guai a perderlo sia al Quirinale sia a Chigi"
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ROMA - "Non potrei essere più d'accordo con Gianni Letta: il Parlamento chiamato a votare il presidente della Repubblica deve sforzarsi di replicare il clima respirato in aula durante la commemorazione di Sassoli, guardando agli interessi del Paese a non alle differenze di parte. È quello che dice il Pd da sempre". Debora Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, si ritrova nelle parole pronunciate dall'ex sottosegretario di Palazzo Chigi, fra i più stretti collaboratori, oltre che fraterno amico di Silvio Berlusconi.

Il muro contro muro non rende la mission impossibile?
"La fase che stiamo attraversando è talmente straordinaria da richiedere, in questo passaggio, il massimo della coesione politica. È l'unica strada, se vogliamo dare un segnale di serietà e responsabilità al Paese. Siamo ancora nel mezzo della pandemia, abbiamo la necessità di accompagnare la ripresa economica, non mancare neanche un c…

ROMA - "Non potrei essere più d'accordo con Gianni Letta: il Parlamento chiamato a votare il presidente della Repubblica deve sforzarsi di replicare il clima respirato in aula durante la commemorazione di Sassoli, guardando agli interessi del Paese a non alle differenze di parte. È quello che dice il Pd da sempre". Debora Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, si ritrova nelle parole pronunciate dall'ex sottosegretario di Palazzo Chigi, fra i più stretti collaboratori, oltre che fraterno amico di Silvio Berlusconi.

Il muro contro muro non rende la mission impossibile?
"La fase che stiamo attraversando è talmente straordinaria da richiedere, in questo passaggio, il massimo della coesione politica. È l'unica strada, se vogliamo dare un segnale di serietà e responsabilità al Paese. Siamo ancora nel mezzo della pandemia, abbiamo la necessità di accompagnare la ripresa economica, non mancare neanche un colpo sul Pnrr - ricordo che nel 2022 sono 102 gli obiettivi da raggiungere per non perdere le risorse europee - completare le riforme impostate in Parlamento, penso alla giustizia o alla Pubblica amministrazione... Non possiamo rischiare far saltare tutto per un'impuntatura di Berlusconi. Occorre individuare un nome condiviso, per lo meno dalle forze che sostengono il governo".

Altrimenti l'esecutivo cadrebbe e addio larghe intese?
"L'idea che si possa eleggere il capo dello Stato con una maggioranza diversa mi sembra lunare. La lacerazione sarebbe troppo traumatica da poter ricucire. E siccome mi pare che tutti i partiti si siano dati come obiettivo primario la prosecuzione della legislatura e quindi dell'azione di governo, non si può prescindere dall'assetto attuale, o comunque da numeri che siano sufficientemente larghi".

Anche il leghista Molinari ha detto che Berlusconi è divisivo e occorre pensare a un'alternativa, ma poi Salvini gli ha confermato il suo sostegno. Che farà secondo lei?
"Io credo che la Lega sia in difficoltà. Vuole una candidatura di area, ma sa anche che alcune di queste possono mettere a rischio il risultato. Ha cioè necessità di puntare su un nome gradito anche fuori dal perimetro del centrodestra, senza però mettere in pericolo la coalizione. Cosa che potrebbe accadere sia insistendo su Berlusconi, che noi non voteremo mai, sia a maggior ragione se lo scaricasse. È insomma obbligato scegliere tra l'interesse del Paese e quello della sua fazione politica. A giudicare dai vari testacoda mi pare non abbia ancora deciso".

Tornando a Gianni Letta, le sue dichiarazioni non suonano come un altolà al Cavaliere?
"Questo dovreste chiederlo a lui. Credo però che se uno dice che l'Italia ha bisogno di una stagione di unità nazionale, non può non sapere che la candidatura di Berlusconi è divisiva, per nulla in grado di favorire una convergenza nel campo del centrosinistra. Un leader politico lontano per la sua storia dalla nostra storia è evidente non possa incontrare la nostra condivisione. Serve qualcuno che ci rappresenti tutti, non una parte sola".

E quindi Draghi al Colle? Non è lui il simbolo dell'unità nazionale?
"Il premier va innanzitutto tutelato. L'unica cosa che non possiamo permetterci è di non ritrovarcelo né al Quirinale né a Chigi".

Salvini ha proposto per il dopo un esecutivo con dentro tutti i leader di partito, è una buona idea?
"Il tema non sono le poltrone, ma gli obiettivi che il governo si dà, da qui al 2023".