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Pnrr, Decaro: "Per chiudere tutti i progetti serve più personale”. E su Draghi al Colle: "Nome capace di unire. I partiti dovrebbero chiedergli di restare"

Antonio Decaro 
Il presidente dell'Anci e sindaco di Bari: "Dobbiamo uscire dalla crisi sanitaria senza sprecare i sacrifici con una ripresa economica e anche sociale"
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"Abbiamo una grande responsabilità. Che, però, è anche una grande opportunità: abbattere le differenze, migliorare e unire il Paese. Uscire dalla crisi sanitaria senza sprecare i sacrifici con una ripresa economica e anche sociale. Dobbiamo offrire le chiavi di un'Italia migliore alla generazione 2030". Antonio Decaro è il sindaco dei sindaci italiani: primo cittadino di Bari, è il presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni. Premette prima di pronunciare ogni frase: "Siamo una comunità coesa, abbiamo principi e obiettivi comuni. Ma le valutazioni sono le mie, personali". E le valutazioni sono queste.

"Chiudere la fase della vaccinazione, tirarsi…

"Abbiamo una grande responsabilità. Che, però, è anche una grande opportunità: abbattere le differenze, migliorare e unire il Paese. Uscire dalla crisi sanitaria senza sprecare i sacrifici con una ripresa economica e anche sociale. Dobbiamo offrire le chiavi di un'Italia migliore alla generazione 2030". Antonio Decaro è il sindaco dei sindaci italiani: primo cittadino di Bari, è il presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni. Premette prima di pronunciare ogni frase: "Siamo una comunità coesa, abbiamo principi e obiettivi comuni. Ma le valutazioni sono le mie, personali". E le valutazioni sono queste.

"Chiudere la fase della vaccinazione, tirarsi fuori dalla pandemia e far ripartire l'economia con il Pnrr. Queste sono le sfide che abbiamo davanti nell'immediato futuro. Sfide che, credo, impongano alla politica un atteggiamento responsabile: eleggere un presidente della Repubblica che rappresenti tutti gli italiani. Quelli che abbiamo davanti sono sette anni fondamentali per i prossimi 50, forse di più. Non possiamo permetterci un passaggio politico che spacchi il Paese".

Facciamo dei nomi.
"Non tocca a me farli. E anche se un sindaco volesse dire la sua, non potrebbe. Questo, purtroppo, perché le Regioni non hanno avuto la sensibilità di ascoltare il nostro appello scegliendo tra i grandi elettori anche un paio di rappresentanti dei primi cittadini. So che sarebbe stato un cambiamento rispetto alla prassi, ma so anche che sarebbe stato un segnale. Peccato".

Invocando l'unità nella scelta del presidente dell Repubblica però lei tira fuori qualcuno. Primo tra tutti, Silvio Berlusconi.
"Ripeto, parlo a titolo personale. Ma ritengo che in questo momento non si possa pensare di eleggere un presidente della Repubblica a botte di maggioranza, magari dopo non so quante votazioni. Dire che serve un gesto di unità del paese non è retorica. Ma necessità di continuare a vivere in una comunità - penso alla campagna vaccinale - che ha dato uno straordinaria risposta di compattezza e solidarietà. Non è il momento della conta".

Un nome che potrebbe unire è quello di Mario Draghi.
"Certamente è capace di unire e sarebbe un presidente della Repubblica che darebbe onore all'Italia in tutto il mondo. Noi sindaci abbiamo uno straordinario rapporto con questo Governo. Riconosciamo al premier grande capacità di agire, di ascoltare, e grande autorevolezza. Riconosciamo però anche l'importanza della stabilità. Nei prossimi mesi si giocheranno due partite fondamentali per noi: la chiusura dei bilanci. E la sfida del Pnrr: c'è la necessità di spendere i soldi che arrivano, è vero. Ma per farlo serve chiudere i progetti. Abbiamo bisogno di personale che al momento non è arrivato. E serve anche un Governo che chiuda le riforme che sono state promesse".

Detta così, sembra che stia augurando un nuovo incarico a Mattarella.
"Non sono certo io che devo chiederlo. Posso però dire che siamo stati onorati della vicinanza del Presidente in questi sette anni. Non ci ha mai lasciato soli e questo, significa che non ha mai lasciato sole le nostre comunità soprattutto nei momenti più difficili. Mattarella una volta ha detto che noi siamo il terminale della Repubblica. Lui è stato in questi setti anni la faccia più bella, anche in grado di sorridere. Non era scontato".

Il presidente esclude la possibilità di un nuovo incarico.
"Mi piacerebbe, e ripeto piacerebbe ad Antonio Decaro, che tutte le forze politiche, tutte, glielo chiedessero. Chissà...".