✕

Quirinale, stupore e allarme. L'Europa dice no al ritorno di Silvio Berlusconi

 (ansa)
A Bruxelles ci si interroga su come sia possibile che in un momento di tensione con la Russia l'Italia pensi di eleggere un leader che si dichiara amico di Putin
3 minuti di lettura

BRUXELLES - Stupore e allarme. Nei palazzi dell'Unione europea è questa la prima reazione dinanzi all'ipotesi che Silvio Berlusconi possa ricoprire la carica di presidente della Repubblica. Si tratta di una sorpresa mista ad una profonda preoccupazione che accompagna quasi tutti gli attori politici di Bruxelles. Del resto che il rapporto tra il Cavaliere e l'Ue sia sempre stato piuttosto complicato lo dimostra la storia recente più che la cronaca. Dopo la caduta del 2011, nella quale proprio le istituzioni comunitarie ebbero un ruolo decisivo, non c'è mai stato un momento di ripensamento. E adesso, proprio in questa fase in cui l'Italia è sotto osservazione in relazione all'attuazione del Pnrr, la prospettiva berlusconiana agita ancora di più. All'ultimo vertice del Pse che ha preceduto il consiglio europeo di dicembre, ad esempio, l'idea che il leader di Forza Italia potesse tornare in pista è stata accolta con…

BRUXELLES - Stupore e allarme. Nei palazzi dell'Unione europea è questa la prima reazione dinanzi all'ipotesi che Silvio Berlusconi possa ricoprire la carica di presidente della Repubblica. Si tratta di una sorpresa mista ad una profonda preoccupazione che accompagna quasi tutti gli attori politici di Bruxelles. Del resto che il rapporto tra il Cavaliere e l'Ue sia sempre stato piuttosto complicato lo dimostra la storia recente più che la cronaca. Dopo la caduta del 2011, nella quale proprio le istituzioni comunitarie ebbero un ruolo decisivo, non c'è mai stato un momento di ripensamento. E adesso, proprio in questa fase in cui l'Italia è sotto osservazione in relazione all'attuazione del Pnrr, la prospettiva berlusconiana agita ancora di più. All'ultimo vertice del Pse che ha preceduto il consiglio europeo di dicembre, ad esempio, l'idea che il leader di Forza Italia potesse tornare in pista è stata accolta con allarme. "Ma davvero si candida, come è possibile?", era la domanda che il segretario del Pd, Enrico Letta, riceveva ad ogni colloquio.

Nonostante tutti gli sforzi diplomatici, anche nel Ppe l'ex premier non è mai stato visto con accondiscendenza. Le relazioni sempre piuttosto farraginose con Angela Merkel e i suoi processi hanno condizionato il giudizio dei popolari. Anche la recente apertura fatta dai vertici del Ppe risponde ad un'esigenza tattica immediata: eleggere martedì prossimo Roberta Metsola come nuovo presidente del Parlamento europeo. L'esponente maltese è di fatto espressione dei popolari tedeschi che non vogliono rischiare di perdere i voti di Forza Italia. Ma di certo il Ppe non intende muovere un passo a sostegno della candidatura quirinalizia del Cavaliere. Va inoltre tenuto presente che si tratta di un partito molto indebolito negli equilibri dell'Unione: persa la Germania, nessun governo dei "grandi Paesi" è espressione di quella famiglia politica. C'è poi un ultimo aspetto che nelle stanze che a Bruxelles contano viene sottolineato: in un momento di grande tensione con la Russia, come è possibile che uno degli Stati fondatori dell'Ue elegga al suo vertice un leader che si dichiara amico di Putin?
(dal nostro corrispondente Claudio Tito)

Gran Bretagna, Bill Emmott: "È inadatto rifarei la stessa copertina pubblicata 21 anni fa"

LONDRA - "Quella copertina potrebbe essere ripubblicata anche oggi. Sarebbe un presidente orrendo, disastroso per l'immagine dell'Italia. Ma, purtroppo, con Berlusconi mai dire mai: del resto, è un paperone che in passato ha comprato pure voti". Flashback: Bill Emmott era direttore dell'Economist quando il settimanale, nel 2001, uscì con la storica copertina "Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy", "inadatto a guidare l'Italia". "Sono passati 21 anni", ricorda Emmott che il Cavaliere all'epoca bollò come "Lenin", "e rieccoci qui. Berlusconi al Quirinale sarebbe la nemesi di un vero Presidente della Repubblica: controverso, divisivo, avverso alla "rule of Law". Se accadesse, l'Italia perderebbe tutta la reputazione e il lavoro svolto da Mario Draghi, tornando a tempi vergognosi per il vostro Paese". Secondo Emmott, Berlusconi è ancora protagonista in quanto "narcisista senza ritegno, un miliardario che grazie al suo potere mediatico riesce a conservare ancora quel 10% di consenso che lo tiene al centro della scena. Politicamente, Berlusconi è stato un pioniere anche per Trump: non a caso, nonostante le sconfitte, i due vogliono ancora deviare il destino dei loro Paesi".
(dal nostro corrispondente Antonello Guerrera)

Francia, Marc Lazar: "L'Italia rischia di perdere la credibilità raggiunta"

PARIGI - "L'elezione del presidente della Repubblica non riguarda solo l'Italia ma tutta l'Europa e in particolare la Francia". Il politologo Marc Lazar, professore a Sciences Po e alla Luiss, spiega che la corsa per il Quirinale comincia a interessare Oltralpe soprattutto per l'ipotesi della candidatura di Silvio Berlusconi. "È una notizia che suscita un misto di stupore e incomprensione alla luce di tutti i suoi problemi giudiziari, d'immagine, ma anche di età. Ha quasi il doppio degli anni di Emmanuel Macron", nota il politologo. "Se diventasse capo dello Stato ci sarebbe un problema di credibilità al livello europeo, ma ancora di più in Francia che è stato il paese più anti-berlusconiano in Europa". Lazar ricorda la forte intesa tra Macron e Mario Draghi, suggellata dal Trattato del Quirinale. L'eventuale salita di Draghi al Quirinale viene invece vista, secondo Lazar, come garanzia di continuità su Pnrr e impegni europei. "Certo - prosegue il politologo - il peso di Draghi al tavolo del Consiglio europeo è più forte di altri possibili premier ma anche al Quirinale potrebbe fare da contrappeso nel caso di un governo sovranista".
(dalla nostra corrispondente Anais Ginori)

Germania, Otto Schily: “Il sostegno di Weber è inspiegabile. Candidarlo è pericoloso”

BERLINO - Otto Schily, grande vecchio della Spd, notevole conoscitore dell'Italia, appare sconcertato di fronte alla prospettiva che Silvio Berlusconi possa essere il prossimo inquilino del Quirinale. "Sarebbe un dramma se si preferisse lui a Mario Draghi", sintetizza. "L'Italia ha avuto la fortuna di aver avuto grandi presidenti della Repubblica. Penso a Pertini, a Ciampi, senza dimenticare Napolitano. E Mattarella, che ha avuto un ruolo imprescindibile in questi anni. Ecco, Berlusconi decisamente non ci sta in questa lista, anche alla luce delle sue vicende giudiziarie". C'è poi un problema europeo, aggiunge Schily. "È grazie a Draghi che l'Italia ha conquistato un ruolo costruttivo importante nell'Ue. Con Berlusconi al Quirinale il rischio è di distruggere questo vantaggio". Quale potrebbe essere l'effetto-Silvio sull'Europa? "Personalmente, credo che le tensioni aumenterebbero drasticamente". Ha fatto scalpore il "sostegno" di Manfred Weber, capogruppo del Ppe, al Cavaliere: "Incomprensibile. D'altronde è anche difficile capire cosa abbia in mente il centrodestra italiano: io credo che candidare il Cavaliere, anche se si trattasse solo di una mossa tattica, sia un gioco pericoloso".
(di Roberto Brunelli)