Conte riunisce il M5S per fare il punto sul Quirinale. Nervosismo contro il Pd
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliNuovo punto sul Quirinale a una settimana dal voto. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, riunisce questa sera alle 22 la cosiddetta cabina di regia del M5S: ne fanno parte i ministri al governo, Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli Federico D'Incà e Fabiana Dadone.
Ci sono anche ovviamente i cinque vice di Conte, i capigruppo di Camera e Senato, quattro coordinatori nazionali di aree tematiche Alfonso Bonafede, Chiara Appendino, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli, la capodelegazione del M5S in Parlamento europeo, Tiziana Begnin.
C'è una certa irritazione nel Movimento però per le parole del dem Goffredo Bettini, da sempre molto vicino al presidente dei 5 Stelle, al Cor…
Nuovo punto sul Quirinale a una settimana dal voto. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, riunisce questa sera alle 22 la cosiddetta cabina di regia del M5S: ne fanno parte i ministri al governo, Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli Federico D'Incà e Fabiana Dadone.
Ci sono anche ovviamente i cinque vice di Conte, i capigruppo di Camera e Senato, quattro coordinatori nazionali di aree tematiche Alfonso Bonafede, Chiara Appendino, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli, la capodelegazione del M5S in Parlamento europeo, Tiziana Begnin.
C'è una certa irritazione nel Movimento però per le parole del dem Goffredo Bettini, da sempre molto vicino al presidente dei 5 Stelle, al Corriere della Sera: "Conte è più un leader di governo che un capo di partito". Sia Patuanelli che uno dei cinque vice di Conte, Riccardo Ricciardi, sono intervenuti con durezza, avvertendo tutto il Pd. "Se l'unità d'intenti in vista del Quirinale è rappresentata da interviste e colloqui rilasciati alla stampa in cui si esprimono giudizi sul M5S e il suo leader politico, cosa che non ci permettiamo di fare specialmente in questa fase, direi che la direzione di marcia della coalizione non è quella giusta", dice Patuanelli. "Agli alleati e a tutte le forze politiche ricordiamo che siamo la prima forza in Parlamento: nessuno creda che si possa eleggere il presidente della Repubblica e, conseguentemente, garantire una continuità di governo senza il Movimento", spiega invece Ricciardi.
Bettini interviene di nuovo, questa volta provando a placare i malumori interni al M5S: "Ho sempre creduto e credo soprattutto che nelle prossime ore il rapporto tra il Movimento 5Stelle e il Pd sia fondamentale per ricercare la soluzione più autorevole e unitaria circa la Presidenza della Repubblica. Nella sintesi del mio pensiero, riportata oggi dal Corriere della Sera, c'è il rischio di un fraintendimento. Lo voglio chiarire nel modo più netto. Ritengo il lavoro che sta svolgendo Giuseppe Conte prezioso per il suo movimento e per la stabilità della democrazia italiana. Stimo Conte umanamente e politicamente - dice il dirgente dem a Tpi.it - Credo, e l'ho sempre ribadito con una schiettezza che spesso mi ha fatto pagare qualche prezzo che il governo da lui presieduto in alleanza con il Pd abbia fatto un gran bene all'Italia e l'ho difeso fino all'ultimo. E credo anche che il suo impegno come leader dei 5 Stelle è solo all'inizio e sta dando i suoi frutti. Il suo è un lavoro oggettivamente difficile, per la natura stessa del movimento che dirige, per l'impegno di responsabilità che ha dovuto assumere a sostegno del governo Draghi, per la sovranità limitata che tutti i partiti hanno dovuto esercitare nella fase di emergenza. Penso che i risultati di Conte si vedranno meglio con il passare del tempo".
Già domani comunque Conte potrebbe vedersi con Enrico Letta e Roberto Speranza, sul piatto c'è l'ipotesi di proporre a stretto giro un nome alternativo a quello di Silvio Berlusconi.