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Quirinale, Valdo Spini: "Ci vorrebbe un altro Pertini". Tutti i presidenti in un libro

Sergio Mattarella con Valdo Spini 
Oggi alle 18 sul sito Facebook del Circolo Rosselli la presentazione del saggio dell'ex ministro socialista
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Una storia dei presidenti della Repubblica. Documentata ma soprattutto narrata dall'interno da un protagonista della vita politica. Valdo Spini, presidente del circolo Rosselli, una vita da socialista, da studioso, da ministro e sottosegretario, mette in campo il prima e dopo delle partite del Quirinale nel libro "Sul Colle più alto". Senza tralasciare aneddoti e curiosità in un rullo sche scorre tra grandi protagonisti come De Gasperi, Nenni, Fanfani, Craxi... Come i deputati che in una votazione (dove poi vincerà Saragat) il giorno di Natale giocano giocano coi trenini elettrici o il ricordo di Cossiga che telefona alle sei del mattino e Ciampi che per mantenere l'autocontrollo fa un pisolino ogni giorno dopo pranzo. Vissuto e documenti storici che prendono vita in un corsivo alla fine di ogni capitolo, dove il narratore diventa attore. "Spero che questo libro sia un punto di riferimento per lo spirito repubblicano. Ho voluto che a present…

Una storia dei presidenti della Repubblica. Documentata ma soprattutto narrata dall'interno da un protagonista della vita politica. Valdo Spini, presidente del circolo Rosselli, una vita da socialista, da studioso, da ministro e sottosegretario, mette in campo il prima e dopo delle partite del Quirinale nel libro "Sul Colle più alto". Senza tralasciare aneddoti e curiosità in un rullo sche scorre tra grandi protagonisti come De Gasperi, Nenni, Fanfani, Craxi... Come i deputati che in una votazione (dove poi vincerà Saragat) il giorno di Natale giocano giocano coi trenini elettrici o il ricordo di Cossiga che telefona alle sei del mattino e Ciampi che per mantenere l'autocontrollo fa un pisolino ogni giorno dopo pranzo. Vissuto e documenti storici che prendono vita in un corsivo alla fine di ogni capitolo, dove il narratore diventa attore. "Spero che questo libro sia un punto di riferimento per lo spirito repubblicano. Ho voluto che a presentarlo stasera  - lunedi 17 alle 18  in streaming sul gruppo Facebook "Circolo Rosselli - Milano" e canale Youtube "Circolo Carlo Rosselli Milano" - siano diversi esponenti delle forze politiche: Lia Quartapelle del Pd, Lucio Malan di Fratelli d'Italia e Federico Fornaro di Leu".

Fra tutte le figure raccontate quale sarebbe il presidente ideale che viene dal passato per i nostri prossimi sette anni?
"Sandro Pertini, senza dubbio, per la sua capacità di parlare all'anima del paese. Eletto all'indomani del rapimento e dell'assassinio di Moro, gli si rompe il governo, dilaga il terrorismo di destra e di sinistra, l'Irpinia fa vedere il disastro protezione civile...Un presidente che ha unito gli italiani. Oggi, la pandemia e le altre emergenze hanno creato le condizioni di un governo di salvezza nazionale. Ma ognuna delle forze politiche poi andrà per la propria strada. Il problema è se da questo periodo di collaborazione rimarrà la consapevolezza dello spirito repubblicano, per dirla alla francese. E il presidente della repubblica eletto per sette anni dovrebbe essere in questo un punto di riferimento. E non il frutto della competizione centrodestra-centro-sinistra. . Una figura che possa dare unità, come seppero fare Ciampi, Pertini e Mattarella".

È un momento storico in cui il Paese può presentare una figura così?
"Si sono operate delle cesure col passato che forse si devono rimuovere. Nessuno trovava scandaloso che personaggi come Pertini, se confortati dal consenso elettorale, potessero avere una lunga vita parlamentare. Negli ultimi anni è prevalsa una grande voglia di mettere limiti di mandato, ostacoli ad una permanenza in politica. Conseguenza: il lotto dei candidati sembra oggi ristretto a meno che non si cerchi fuori dall'agone parlamentare."

Perché?
"Sono morti e nati, cresciuti e sgonfiati in questi anni, partiti e forze politiche. Si è interrotto un processo di formazione della classe politica. Il nuovo presidente dovrebbe sovrintendere, nell'ambito dei suoi poteri, a una fase di ricostruzione e di riassestamento delle forze politiche e più in generale del sistema politico-istituzionale".

Nel suo racconto colpisce il rapporto tra i compagni-rivali Nenni e Saragat. Questi connubi aiutavano la politica?
"Rappresentavano scelte solide politiche, ricordo anche il rapporto tra Moro e Berlinguer. Era una fase di rispetto reciproco. Oggi manca un regista che faccia comunicare i vari schieramenti".

C'è un momento di quelli descritti che le sembra più vicino a quella attuale, che è un unicum per via della pandemia?
"Il 1992. Una situazione in cui si bruciavano i nomi e si succedevano gli scrutini uno dopo l'altro. Poi ci fu l'omicidio mafioso di Falcone, della moglie e degli uomini della scorta e si dovette procedere in ventiquattrore con l'elezione di Scalfaro".

Lei parla di salvezza nazionale. Una situazione di emergenza come quella attuale può fare porre le basi per un presidente che sia davvero un rappresentante del popolo?
"È un compito arduo ma necessario. In questi anni se non ci fosse stato un presidente come Mattarella c'è da domandarsi dove staremmo oggi. Abbiamo avuto vari governi di vari colori in questa la legislatura. Mattarella poi si è visto passare davanti in sette anni cinque governi.  E' la dimostrazione di quanto sia importante un presidente della Repubblica che faccia rifunzionare il motore delle istituzioni quando si è imballato".

Quali sono le urgenze di questo momento?
"Ci vuole un programma di risanamento istituzionale: il sistema elettorale, i  regolamenti parlamentari e articolo 49 sulla trasparenza e la democraticità dei partiti".

Speriamo nel magico numero 4, al quarto scrutinio verrà eletto il presidente, quando serve la maggioranza assoluta?
"Ci si spera, come per Einaudi, Gronchi, Napolitano e Mattarella. Spero non si vada al di là. Perché non si può fare più di un votazione al giorno per via della sanificazione. Rischieremmo di far passare troppo tempo e che figura si fa con gli italiani"

C'è il rischio che ci si trovi in una situazione come quella del Napolitano 2?
"Se si convincesse Mattarella a un secondo mandato deve essere di sette anni e non un mandato a termine. Lo vuole la Costituzione".

Meglio Draghi al governo o al Colle?
"Draghi al Colle implica la risoluzione dell'incognita governo, è arduo ma non impossibile. Ma se si chiede a Draghi di rimanere al governo, poi bisognerebbe mantenerlo nella prossima per il Pnrr perché l'orizzonte è il 2026."

Lei attribuisce una grande responsabilità al nuovo settennato: stabilizzare il sistema politico e rivitalizzare il rapporto con l'elettorato. E ancora che sia una figura che ami il proprio paese. Non è chiedere troppo?
"Infatti termino il libro con un appello alla Provvidenza. Nelle situazioni difficili le qualità possono e devono emergere".