La pandemia e le regole in aula. “Chi è positivo deve poter votare”. Da FdI ai 5 Stelle, sale il pressing
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - La soluzione per far votare i Grandi elettori positivi c'è: le autorità sanitarie possono autorizzare gli spostamenti da un domicilio a un altro, con mezzi speciali per garantire la massima tutela. Nella riunione dei capigruppo di Montecitorio con il presidente Roberto Fico, compare la circolare del ministero della Salute del 13 gennaio scorso che affronta la questione generale dello spostamento di "casi Covid-19 e contatti stretti, dalla sede di isolamento/quarantena ad altra sede di isolamento/quarantena".
La destra, con Fratelli d'Italia in testa, la sventola: vuole dimostrare a Fico che i positivi e gli assenti forzati possono votare per il Quirinale, basta volerlo e studiare corridoi "ad hoc" per raggiungere Roma e un seggio …
ROMA - La soluzione per far votare i Grandi elettori positivi c'è: le autorità sanitarie possono autorizzare gli spostamenti da un domicilio a un altro, con mezzi speciali per garantire la massima tutela. Nella riunione dei capigruppo di Montecitorio con il presidente Roberto Fico, compare la circolare del ministero della Salute del 13 gennaio scorso che affronta la questione generale dello spostamento di "casi Covid-19 e contatti stretti, dalla sede di isolamento/quarantena ad altra sede di isolamento/quarantena".
La destra, con Fratelli d'Italia in testa, la sventola: vuole dimostrare a Fico che i positivi e gli assenti forzati possono votare per il Quirinale, basta volerlo e studiare corridoi "ad hoc" per raggiungere Roma e un seggio volante presso strutture Covid o sotto casa. Francesco Lollobrigida, il capogruppo di FdI, insiste perché si arrivi a una soluzione. "Fico deve starci a sentire, anche perché il pressing per fare votare i positivi si sta allargando, neppure i 5Stelle sono contrari", sollecita Lollobrigida. Il fronte pro voto ai positivi si allarga: non solo Salvini, Meloni, Forza Italia e Coraggio Italia puntano i piedi, ma anche i renziani non escludono la possibilità. Debora Serracchiani, la capogruppo del Pd, invece dice: "Non ci sono le condizioni".
Sia Marco Di Maio sia la presidente della commissione Sanità del Senato, Annamaria Parente, di Italia Viva, invitano invece a una decisione che non comprima la platea dei 1009 Grandi elettori. Attualmente tra Montecitorio e Palazzo Madama i positivi sono una quarantina. Ma se i numeri crescono potrebbero arrivare a un centinaio e incidere su maggioranze già incerte. Escluso tuttavia il voto a distanza. Di Maio propone un Covid hotel davani a Montecitorio per votare poi nel cortile della Camera. La destra si scrolla di dosso il sospetto del centrosinistra, ovvero che Berlusconi tema gli si restringano i voti. Interviene Matteo Salvini: "Spero che i presidenti delle Camere facciano di tutto perché tutti possano votare. È il voto per il Presidente degli italiani e quindi se c'è qualche positivo che sta bene o qualcuno che, come da Costituzione, ha il diritto di scegliere il presidente della Repubblica spero si facciano tutti gli sforzi per farli votare". Idem dal centrista Maurizio Lupi e da Emilio Carelli di Coraggio Italia. Il questore forzista della Camera, Gregorio Fontana rincara: "Una soluzione va trovata, ci conforta il parere di importanti costituzionalisti". Sono Francesco Clementi e il presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli, tra gli altri, a osservare che non si può comprimere la funzione costituzionale dei Grandi elettori.
Fico aveva affermato che "in questo momento i positivi a norma di legge non possono votare". Però la posizione espressa in conferenza dei capigruppo non è pregiudizialmente contraria, a patto che ci sia l'accordo di tutti.
Così come in una nota la terza carica dello Stato, a proposito delle schede scrutinate con il nome del candidato al Colle e delle relative furbizie al momento della conta per controllare i voti, precisa che "la decisione sulla lettura delle schede sarà adottata a garanzia della correttezza e del buon andamento dei lavori per l'elezione del presidente della Repubblica. Questo è l'obiettivo che ha ispirato anche i predecessori". Niente speculazioni politiche e atteggiamenti "ad personam", insomma. Commenta il dem Francesco Boccia: "Non abbiamo dubbi che Fico farà tutto quello che è in suo potere per evitare alle Camere riunite l'umiliazione di forme di controllo del voto".
A meno di una settimana dalla prima seduta per il Quirinale, lunedì prossimo, pende sull'elezione del nuovo capo dello Stato anche il ricorso alla Consulta di cinque parlamentari delle isole che ritengono non rispettato il loro diritto di parlamentari, dovendo avere il Super Green Pass per prendere traghetti e aerei. Partono da loro, ma allargano la questione ai 6 milioni di isolani. Il ricorso è stato presentato da Pino Cabras, Emanuela Corda e Andrea Vallascas (Alternativa), dall'ex grillina Simona Suriano e dal senatore Pietro Lorefice del M5S. Domani il pronunciamento della Consulta.