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Quirinale, Crosetto: “Solo Draghi e Berlusconi hanno un profilo internazionale"

Guido Crosetto 
Parla uno dei fondatori di Fratelli d'Italia:Mai dare Silvio per finito, ha più vite dei gatti. Se non ce la farà vorrà concorrere a indicare un nome"
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"Mai considerare finito Berlusconi. Se i gatti hanno nove vite, lui ne ha ventinove…". Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia ed ex deputato di Forza Italia e Pdl, conosce Silvio Berlusconi da oltre sei lustri. E lancia un avviso ai naviganti verso il Colle: "Un percorso che prescinde dal Cavaliere non è agevole come qualcuno potrebbe pensare".

Però Salvini parla già di una proposta alternativa della Lega “che possa convincere tanti se non tutti”.

"Non so a chi pensa, dovreste chiederlo a lui. Certo, nomi del centrodestra che non possono essere attaccati in modo strumentali dalla sinistra ed essere accettati dai partiti moderati come quello di Renzi non mancano".

"Mai considerare finito Berlusconi. Se i gatti hanno nove vite, lui ne ha ventinove…". Guido Crosetto, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia ed ex deputato di Forza Italia e Pdl, conosce Silvio Berlusconi da oltre sei lustri. E lancia un avviso ai naviganti verso il Colle: "Un percorso che prescinde dal Cavaliere non è agevole come qualcuno potrebbe pensare".

Però Salvini parla già di una proposta alternativa della Lega “che possa convincere tanti se non tutti”.

"Non so a chi pensa, dovreste chiederlo a lui. Certo, nomi del centrodestra che non possono essere attaccati in modo strumentali dalla sinistra ed essere accettati dai partiti moderati come quello di Renzi non mancano".


Partiamo dal profilo.
"Persona autorevole ma rispettata da tutti. Il problema può nascere se dobbiamo cercare una figura che, oltre ad essere rispettata in Italia, abbia peso internazionale. Lì il cerchio si restringe".


Oltre a quella di Draghi non ce ne sono molte.
"A quella di Draghi e a quella di Berlusconi, almeno per ora".


Circolano altri nomi, in realtà: Pera, Moratti, Casellati, Amato, Casini.
"Questi ultimi due non vengono considerati di centrodestra, anche se Pier lo è stato quasi tutta la vita. Per il resto, tutte persone di assoluto livello che probabilmente potrebbero ottenere un ampio consenso".


Riavvolgiamo un attimo il filo: Salvini ha già fatto fuori Berlusconi?
"Salvini esercita il dovere di chi ha, all’interno del centrodestra, il gruppo più consistente in Parlamento. Questo, ovviamente, al di là dei sondaggi. È giusto che valuti diversi scenari. Tutti i leader, in questo momento, hanno tre o quattro piani alternativi".


Però non sembra convinto dei numeri del Cavaliere.
"Diciamo che, appena ha registrato le perplessità di Renzi e Toti, Salvini si è posto qualche domanda".


Lei ha sentito Belusconi nei giorni scorsi. Che gli ha consigliato?
"Guardi, la mia preoccupazione era legata alle reazioni esterne che ci sarebbero potute essere dopo una sua elezione. Purtroppo ho ancora in mente cosa accadde nel 2011, quando Berlusconi fu costretto a dimettersi da premier per colpe non sue. Va comunque detto, indipendentemente dal risultato del suo tentativo, che Berlusconi ha mostrato di nuovo grandi capacità di innovazione, con un metodo di candidatura originale, che parla direttamente ai singoli grandi elettori. Così come quando, nel ’94, si candidò e vinse scavalcando i partiti".


Crede che, se si facesse da parte, il leader di Forza Italia darebbe il via libera a un altro candidato di centrodestra?
"Berlusconi è tipo che, se si tirasse indietro, vorrebbe concorrere ad indicare un nome di cui si fida. E ci sta, nel ragionamento, che questo nome possa uscire dal centrodestra".


Draghi al Colle è ipotesi che a Fdi non è mai dispiaciuta. Ma Salvini continua a dire che il premier deve restare al suo posto e anzi immagina un rimpasto di governo con l’ingresso dei leader.
"Tutti hanno la speranza, nell’ultimo anno elettorale, di recuperare più voti possibili. Enrico Letta lo fa con la sua abilità tattico-politica, Salvini vuole rigiocare la partita del governo, da ministro, visto che nella sua precedente esperienza portò la Lega a risultati mai più raggiunti. Mi pare evidente che non è la partita di Giorgia Meloni".


A proposito: qual è la partita di Giorgia Meloni?
"Giorgia non ha certo bisogno dei miei consigli. Mi sembra che sia impegnata nell’evitare che, dietro il paravento dell’elezione per il Colle, le forze politiche facciano
un accordo per il ritorno al proporzionale. Il che significherebbe che in un prossimo futuro, al di là dell’esito del voto delle Politiche, potrebbe nascere qualsiasi governo a tavolino. È una prospettiva certamente da evitare".