Grillo indagato nell'inchiesta Moby, Canestrari: "Anche Casaleggio era in conflitto di interessi"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMILANO - Del caso Moby, degli accordi commerciali con il blog di Beppe Grillo e con la Casaleggio associati, Marco Canestrari — che ha lavorato in Casaleggio associati fino al 2010 e conosce quindi da dentro le origini e i meccanismi del primo Movimento — ne aveva scritto assieme a Nicola Biondo nel libro Il sistema Casaleggio - Partito, soldi, relazioni: ecco il piano per manomettere la democrazia (Ponte alle grazie), uscito nel 2019.
L’iscrizione nel registro degli indagati del fondatore del M5S la stupisce?
"In realtà no, era ampiamente prevedibile. I contorni di una commistione d…
MILANO - Del caso Moby, degli accordi commerciali con il blog di Beppe Grillo e con la Casaleggio associati, Marco Canestrari — che ha lavorato in Casaleggio associati fino al 2010 e conosce quindi da dentro le origini e i meccanismi del primo Movimento — ne aveva scritto assieme a Nicola Biondo nel libro Il sistema Casaleggio - Partito, soldi, relazioni: ecco il piano per manomettere la democrazia (Ponte alle grazie), uscito nel 2019.
L’iscrizione nel registro degli indagati del fondatore del M5S la stupisce?
"In realtà no, era ampiamente prevedibile. I contorni di una commistione di interessi c’erano tutti. Non mi stupirei se con tutte le garanzie del caso non fosse coinvolto anche lo stesso Davide Casaleggio, che viveva una condizione simile a quella di Grillo: co-gestore del M5S e in più cassaforte del Movimento in quanto presidente dell’Associazione Rousseau, contemporaneamente impegnato in attività private".
Il vantaggio privato nella gestione del M5S per Grillo però quale sarebbe stato, a parte il contratto con Onorato in sé?
"La nascita e la crescita dei 5 Stelle ha trasformato un comico sulla via del tramonto in un protagonista assoluto e ricercato".
Lei crede che davvero Grillo possa aver fatto pressioni per avvantaggiare la compagnia dell’armatore?
"Ritengo sia assolutamente credibile, sì".
Questo rapporto con Vincenzo Onorato di Grillo e Casaleggio ha avuto davvero delle ripercussioni sulla linea politica?
"Faccio notare che Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture nel governo gialloverde, abbastanza incredibilmente non venne riconfermato nel Conte II forse anche perché contrario alle norme richieste da Onorato".
Questa tegola su Grillo crede sia una buona notizia per Giuseppe Conte?
"Se Conte avesse la capacità di avvantaggiarsene sì, ma sta fungendo un po’ da parafulmine di tutti i problemi del M5S. Magari ne approfitterà Luigi Di Maio, il quale gode di una maggiore autonomia adesso e presto potrebbe riprendersi il partito".