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Mattarella e Draghi: lungo incontro sui rischi dello stallo Quirinale

Sergio Mattarella e Mario Draghi 

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Un'ora di colloquio tra il presidente della Repubblica e il capo del governo, che ieri ha incontrato anche i ministri Cartabia e Guerini e il presidente della Camera Fico
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ROMA - A cinque giorni dall'inizio delle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica, Mario Draghi ieri mattina è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È durato un'ora, segno che i nodi da sciogliere sono stati molteplici. E non potrebbe essere diversamente visto che Draghi è uno dei candidati di cui si parla per il Colle. La sua eventuale elezione aprirebbe uno scenario inedito. Sarebbe la prima volta che un premier in carica traslocherebbe al Quirinale, con tutto quello che comporta in termini di continuità di governo.

Tutto questo, va detto, è rimasto sullo sfondo dell'incontro nel quale Draghi ha illustrato al Capo dello S…

ROMA - A cinque giorni dall'inizio delle votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica, Mario Draghi ieri mattina è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È durato un'ora, segno che i nodi da sciogliere sono stati molteplici. E non potrebbe essere diversamente visto che Draghi è uno dei candidati di cui si parla per il Colle. La sua eventuale elezione aprirebbe uno scenario inedito. Sarebbe la prima volta che un premier in carica traslocherebbe al Quirinale, con tutto quello che comporta in termini di continuità di governo.

Tutto questo, va detto, è rimasto sullo sfondo dell'incontro nel quale Draghi ha illustrato al Capo dello Stato lo stato dell'arte di alcuni provvedimenti. Il nuovo decreto ristori al vaglio di palazzo Chigi per chi ha subito delle chiusure durante la quarta ondata, ma anche i dossier del Pnrr. Il fatto che la notizia sia poi trapelata - i colloqui tra i due sono continui, naturalmente - è anche un modo indiretto per rassicurare l'opinione pubblica che il governo è pienamente operativo, concentrato su quel che c'è da fare contro il Covid, anche se da lunedì, per non si sa quanto tempo, il Parlamento sarà deputato alle votazioni in seduta comune. Che poi è la cosa che sta a cuore anche al presidente Mattarella.

È quasi un anno dal varo del governo Draghi, voluto dal Quirinale, a cui Mattarella non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Una scommessa vinta, secondo il Colle. Tuttavia bisogna essere concentrati sui provvedimenti più urgenti per il Paese. Informalmente sarebbe stato toccato anche il tema del voto dei positivi, anche se il governo smentisce con decisione la circostanza. Un nodo che agita il centrodestra, che chiede che anche a loro venga garantito il diritto di esprimersi per il nuovo Capo dello Stato.

Insomma, il momento istituzionale è complesso. Con molte questioni che affiorano per la prima volta. In ambienti parlamentari non è passato inosservato che Draghi abbia tenuto una serie di colloqui: oltre che da Mattarella, è stato ricevuto da Roberto Fico a Montecitorio. In mattinata a Palazzo Chigi era stato avvistato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Poi, nel pomeriggio, le ministre Marta Cartabia e Maria Cristina Messa.

Oggi potrebbe ricevere Luigi Di Maio e a partire da venerdì anche i leader di partito, se glielo chiederanno. Con tutti discute ovviamente dei dossier di governo. Ma naturalmente c'è dell'altro.

Come si può spiegare politicamente questo attivismo? In larga parte la sfida del Colle sarà decisa dal centrodestra, ma è altrettanto chiaro che la tenuta del centrosinistra in aula sarebbe fondamentale per blindare l'eventuale candidatura di Draghi. In questo senso, gli incontri non appaiono casuali. Il Presidente della Camera, Roberto Fico, ad esempio ha un peso rilevante negli equilibri dei gruppi parlamentari 5S. Il quadro frammentato dei cinquestelle va ricomposto, visto che molti tra i peones preferirebbero il Mattarella bis per non mettere a repentaglio l'azione dell'esecutivo.

Pesa molto anche il responsabile della Difesa, assai ascoltato all'interno del gruppo democratico. Il Pd, in particolare, sembra diviso sul punto. Enrico Letta e lo stesso Guerini sosterrebbero l'eventuale ascesa del premier. Uno scenario che non è osteggiato, pare, neanche da Nicola Zingaretti. Frenano decisamente, invece, Andrea Orlando e Dario Franceschini.

Proprio la prosecuzione dell'azione di governo anche in caso di elezione di Draghi al Quirinale è l'altro elemento centrale in queste ore. Di più: è il principale ostacolo all'ascesa del premier alla Presidenza della Repubblica. Per questo, in queste ore lo sforzo sembra concentrato soprattutto sull'individuazione di un'ampia maggioranza che possa blindare un governo e un altro premier fino al 2023. Serve quindi un doppio patto.