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Pier Ferdinando Casini al Quirinale? Un ex doroteo passato da Berlusconi al Pd che sogna il Colle con la spinta di Renzi

Pierferdinando Casini (afp)
Dopo Draghi e Giuliano Amato è la terza scelta nel borsino del Palazzo. Curriculum e vita del 66enne ex presidente della Camera
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I bookmakers ci credono. Pier Ferdinando Casini al Colle è dato a 5, più chance di lui vengono assegnate soltanto a Mario Draghi e Marta Cartabia. Forse per questo si è inabissato. Da vecchio doroteo sa che il silenzio in questi casi è d'oro. Dopo Draghi e Giuliano Amato in effetti è la terza scelta nel borsino del Palazzo: quello che conta. Silvio Berlusconi ha i numeri, o dice di averli, ma alla prova dei fatti nessuno gli dà credito. Casini invece è trasversale. È il giovane che manca: ha 66 anni. È rassicurante. Conosce tutti e con nessuno ha mai veramente litigato. Non è una figura ingombrante, come lo sarebbe se l'attuale premier traslocasse al Quirinale. Nessuno, insomma, si sentirebbe intimidito. Gli amici dicono che qualche pensiero lo coltiva davvero nelle telefonate che si scambiano tra loro.

ELEZIONI QUIRINALE 2022 - LO SPECIALE

È stato presidente della Camera, e quindi dispone pure del …

I bookmakers ci credono. Pier Ferdinando Casini al Colle è dato a 5, più chance di lui vengono assegnate soltanto a Mario Draghi e Marta Cartabia. Forse per questo si è inabissato. Da vecchio doroteo sa che il silenzio in questi casi è d'oro. Dopo Draghi e Giuliano Amato in effetti è la terza scelta nel borsino del Palazzo: quello che conta. Silvio Berlusconi ha i numeri, o dice di averli, ma alla prova dei fatti nessuno gli dà credito. Casini invece è trasversale. È il giovane che manca: ha 66 anni. È rassicurante. Conosce tutti e con nessuno ha mai veramente litigato. Non è una figura ingombrante, come lo sarebbe se l'attuale premier traslocasse al Quirinale. Nessuno, insomma, si sentirebbe intimidito. Gli amici dicono che qualche pensiero lo coltiva davvero nelle telefonate che si scambiano tra loro.

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È stato presidente della Camera, e quindi dispone pure del curriculum. È l'highlander del Parlamento, dov'è entrato nel giugno del 1983, l'anno dello scudetto di Falcao e Bruno Conti. Non è probabilmente il Presidente che sogna l'Europa, la sua forza è sempre stata la medietà, medio in tutto, anche nel pensiero politico, ma non è nemmeno tipo che commette errori grossolani. Conosce gli italiani. Sa le regole del galateo. Viene da una scuola che le istituzioni non le ha mai piegate. Finora si è fatto avanti per lui il solo Matteo Renzi, che spera di ripetere il miracolo dell'operazione Mattarella. Nessuno gli è andato dietro. Ma non sono cose importanti, in questa fase. Anzi, è pure meglio procedere a fari spenti.

Casini sa come cavarsela. È partito come forlaniano bello ed energico - fece anche l'indossatore per Esquire e nel 1995 finì paparazzato nudo su Eva 3000 - ed è approdato, passando per il berlusconismo, di cui fu l'alfiere scudocrociato, a fare il candidato del Pd nella sua Bologna. Era il 2018. Visitò i sacrari della sinistra e fu accolto come si accoglie il compaesano simpatico. Venne eletto.

Il suo nome per il Colle aleggia da dieci anni, almeno. "Come dice? Non ho capito bene la domanda!'', così rispose ai cronisti che gli chiedevano se, tra i suoi progetti vi fosse anche quello di aspirarvi. Era il 26 marzo 2012. "Io candidato alla presidenza della Repubblica? Una sciocchezza!" disse alla vigilia della votazione nel 2013, quella che bruciò Prodi e portò al bis di Napolitano. ''Pace e bene, fratello...'' replicò di fronte all'insistenza dei cronisti. Insomma, sa, da uomo navigato, che la pallina, nel caos di questo Parlamento, si potrebbe fermare al momento giusto nella sua casella.