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La Consulta in cuffia: dall'obbligo di vaccino al fine vita, ecco i podcast delle sentenze più rivoluzionarie

Giancarlo Coraggio 
Online il nuovo servizio della Corte costituzionale racconta le decisioni che hanno cambiato la vita degli italiani
2 minuti di lettura

I vaccini, certamente. Ma anche la libertà di scegliere il cognome della madre. E l’ingresso delle donne in magistratura, ormai 50 anni fa. Il diritto alla libertà di religione. E quello a un dignitoso fine vita. La tutela dell’ambiente. Le innumerevoli garanzie per chi è più debole, come la figura dell’invalido civile. Il rapporto tra genitori, anche se dello stesso sesso, e i figli. Sono centinaia le sentenze che - come recita la nuova, e di prossima uscita, collana di podcast della Corte costituzionale - “ci hanno cambiato la vita”.

E la serie s’intitola proprio così, all’insegna di una granitica certezza del proprio ruolo non solo nell’assetto costituzionale come “giudice delle leggi”, ma di conseguenza anche nella vita del Paese e in quella di ogni giorno degli italiani. Già, la minuta e sconosciuta vita di tanti cittadini. La Corte si presenta ancora una volta nella sua veste d…

I vaccini, certamente. Ma anche la libertà di scegliere il cognome della madre. E l’ingresso delle donne in magistratura, ormai 50 anni fa. Il diritto alla libertà di religione. E quello a un dignitoso fine vita. La tutela dell’ambiente. Le innumerevoli garanzie per chi è più debole, come la figura dell’invalido civile. Il rapporto tra genitori, anche se dello stesso sesso, e i figli. Sono centinaia le sentenze che - come recita la nuova, e di prossima uscita, collana di podcast della Corte costituzionale - “ci hanno cambiato la vita”.

E la serie s’intitola proprio così, all’insegna di una granitica certezza del proprio ruolo non solo nell’assetto costituzionale come “giudice delle leggi”, ma di conseguenza anche nella vita del Paese e in quella di ogni giorno degli italiani. Già, la minuta e sconosciuta vita di tanti cittadini. La Corte si presenta ancora una volta nella sua veste di presidio della legalità, di garanzia di una Costituzione pienamente attuata e rispettata, ma anche di saggio e lungimirante vigile sui diritti degli italiani. Un Paese in cui la Consulta - ormai da alcuni anni - sta entrando con un ruolo non solo protagonistico, ma soprattutto con l’intento di rompere l’immagine di una casta chiusa e irraggiungibile per aprirsi, all’opposto, ai cittadini. Agli studenti delle scuole, ai detenuti delle carceri, e - attraverso i podcast - a chiunque ha voglia di dedicare pochi minuti di una giornata - venti nel caso dei nuovi podcast - per ascoltare cosa sta facendo la Consulta per gli italiani.

Stavolta, giusto alla vigilia di un altro snodo importante, la Consulta lancia il suo progetto. Lo snodo è quello di una nuova presidenza dopo quella del consigliere di Stato Giancarlo Coraggio che martedì, in una seduta pubblica, sarà salutato dall’attuale vicepresidente Giuliano Amato. Giusto uno dei nomi accreditati come possibile prossimo capo dello Stato, ma certamente - se questo non dovesse avvenire - presidente della Corte costituzionale. Fatto salvo l’incrocio di date per via dell’elezione per il Quirinale, il nuovo vertice potrebbe essere scelto già sabato 29. E l’incarico, dopo il voto dei 14 colleghi, potrebbe toccare proprio ad Amato. Il giorno prima ecco, per la nuova serie, il podcast di Coraggio sul Covid, un tema che ha segnato fortemente la sua presidenza, sin dalle prime battute, e dalla prima intervista rilasciata proprio a Repubblica il 29 dicembre 2020.

Il podcast sarà dedicato alla sentenza numero 37 del 2021 che, partendo dal caso della Valle D’Aosta, ha messo ordine sulle competenze tra lo Stato e le Regioni. Un tema, dunque, proprio cucito sulla pelle dei cittadini. In quale caso la Regione rivendicava poteri autonomi di gestione delle misure anti pandemia.

Ma ecco il secondo podcast che uscirà il venerdì successivo, seguendo il calendario settimanale che la Corte ha scelto utilizzando questo questo nuovo mezzo di comunicazione. Stavolta sarà Giuliano Amato a parlare della sentenza 121 del 2020 che ha avuto un grande impatto sulla realtà del volontariato e del terzo settore. Poi toccherà alla giudice Daria de Pretis che invece racconterà più sentenze, quelle dedicate alla possibilità di utilizzare il cognome materno, in ossequio all’effettiva parità tra uomo e donna, svincolandosi dalla tradizione e dall’obbligo del cognome paterno. E ancora, nel calendario delle uscite, il podcast di Giulio Prosperetti sulla sentenza 275 del 2016 che, in materia di assistenza alle persone disabili, ha messo al centro i diritti incomprimibili e le spese costituzionalmente necessarie.