MILANO - L'ombra del sospetto, il remake: attore protagonista al posto di Antonio Banderas, Riccardo Fraccaro. In casa 5 Stelle è pronta l'istruttoria contro l'ex ministro ai Rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta (Conte I) e poi sottosegretario alla presidenza del Consiglio (Conte II), un pezzo da novanta del Movimento e non a caso uno dei tre "giudici" nel tribunale interno del partito, cioè il Collegio dei probiviri.
Ora però Fraccaro passerà dall'altra parte, quella dell'"inquisito"; considerati gli addebiti, appunto il sospetto di aver tramato alle spalle di Giuseppe Conte con Matteo Salvini, promettendogli 30-40 voti del M5S da portare in dote alla candidatura di Giulio Tremonti, l'espulsione è un'ipotesi concreta.
MILANO - L'ombra del sospetto, il remake: attore protagonista al posto di Antonio Banderas, Riccardo Fraccaro. In casa 5 Stelle è pronta l'istruttoria contro l'ex ministro ai Rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta (Conte I) e poi sottosegretario alla presidenza del Consiglio (Conte II), un pezzo da novanta del Movimento e non a caso uno dei tre "giudici" nel tribunale interno del partito, cioè il Collegio dei probiviri.
Ora però Fraccaro passerà dall'altra parte, quella dell'"inquisito"; considerati gli addebiti, appunto il sospetto di aver tramato alle spalle di Giuseppe Conte con Matteo Salvini, promettendogli 30-40 voti del M5S da portare in dote alla candidatura di Giulio Tremonti, l'espulsione è un'ipotesi concreta.
"Qualsiasi sanzione, nel caso in cui venisse riscontrata la violazione dei doveri stabiliti dalla Carta dei principi e dei valori e dal Codice etico, non potrà che essere comminata all'esito di una puntuale istruttoria, nel rispetto delle garanzie sostanziali e procedurali statutariamente previste e del principio del contraddittorio", è la nota garantista fatta filtrare dalle "fonti 5 Stelle", vale a dire l'inner circle di Conte.
Ma comunque, la sostanza è che l'ex presidente del Consiglio è su tutte le furie e in diversi gli avevano chiesto di prendere provvedimenti. In assemblea coi deputati, giovedì sera, il capogruppo Davide Crippa era stato chiaro: "Credo sia una mancanza di rispetto grandissima l'iniziativa, totalmente senza mandato, che alcuni colleghi hanno cercato di portare avanti in maniera abbastanza improbabile, cercando di contattare, agganciare, danneggiando la trattativa in corso e rischiando di compromettere il percorso che stiamo facendo".
Non era stato fatto il nome di Fraccaro, ma che si fosse visto con Salvini tre giorni prima era di dominio pubblico e il riferimento chiaro. Dopodiché Fraccaro nega tutto, i sottosegretari Carlo Sibilia e Dalila Nesci considerati complici della proposta a Salvini idem, lo stesso segretario della Lega si è scomodato per scagionare l'ex collega di governo. In pochissimi nel Movimento, a dire il vero, sono disposti a dar credito alle smentite. Il faccia a faccia con Salvini non era avvenuto in un bar a caso ma nello studio romano dell'avvocato Michele Crisostomo, presidente dell'Enel. Grazie al tramite di Antonio Rizzo, ex consigliere proprio di Fraccaro quando era sottosegretario e molto vicino proprio a Tremonti.