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Quirinale. Casini inabissato da mesi per schivare veti. Ora aspetta e dice: “Sto tranquillo”

(afp)
Per questo evita da tempo discosrsi e talk show. L’ultima intervista risale ad agosto,. Ed è rimasto in silenzio anche durante le comunali di Bologna. Il suo nome per il Colle è stato fatto anche l’altro ieri da Giuseppe Conte e Matteo Salvini
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BOLOGNA -  L'ultima intervista che ha rilanciato sul suo sito è datata 17 agosto 2021. E parlava di Afghanistan. Poi più nulla. Pier Ferdinando Casini si è inabissato da allora. Più il suo nome circola negli incontri tra i leader - è spuntato senza essere impallinato nel colloquio Salvini-Conte - più lui, democristiano di stirpe dorotea, svanisce. Scomparso dai quotidiani. Non più ospite fisso nei talk show televisivi, nemmeno in quelli di Rete4 dove fino a qualche tempo fa compariva spesso.

Quirinale: sei leader in cerca di un presidente

Al palazzetto dove…

BOLOGNA -  L'ultima intervista che ha rilanciato sul suo sito è datata 17 agosto 2021. E parlava di Afghanistan. Poi più nulla. Pier Ferdinando Casini si è inabissato da allora. Più il suo nome circola negli incontri tra i leader - è spuntato senza essere impallinato nel colloquio Salvini-Conte - più lui, democristiano di stirpe dorotea, svanisce. Scomparso dai quotidiani. Non più ospite fisso nei talk show televisivi, nemmeno in quelli di Rete4 dove fino a qualche tempo fa compariva spesso.

Quirinale: sei leader in cerca di un presidente

Al palazzetto dove gioca la sua Virtus l'hanno visto l'ultima volta a ottobre: prima fila e mascherina rossoblu. Risponde per cortesia al telefono, e ride quando gli si chiede se la sua non sia per caso una strategia del silenzio pensata per il Colle: "Strategia del silenzio? Non sono mica De Gaulle. Me ne sto tranquillo". Tanto tranquillo che sabato prossimo sarà al Teatro Comunale di Bologna per la prima della Tosca.

Non da presidente, quindi. Oppure chissà. Certo più il quadro si muove, più lui sta fermo, memore forse della lezione di Romano Prodi, che nel novembre scorso avvertì sornione: "Al Quirinale ci andrà chi ha meno veti, non chi ha più voti". E il modo migliore per schivare veti è non scontentare nessuno. "Casini? Nuota molto sott'acqua, ma non così tanto da annegare" sussurra chi nella sua Bologna lo conosce bene. Per il Quirinale si fa così: non ci si candida. E Casini, 38 anni in Parlamento dal 1983 a oggi, in sella dalla Prima alla Terza Repubblica passando da destra a sinistra, ne sa qualcosa. E prepara il suo cammino da tempo.

Almeno dall'estate scorsa, quando ha ridotto al minimo le sue uscite pubbliche. Persino al dibattito sulle comunali di Bologna, che lo aveva molto appassionato fino alle primarie tra il dem Matteo Lepore e la renziana Isabella Conti, decide di non partecipare. Nemmeno per cercare il nuovo Giorgio Guazzaloca, l'ex sindaco della caduta del muro del '99 che fu suo amico fraterno. "Sto muto come un pesce fino alle amministrative" annunciò di punto bianco l'estate scorsa. Fuori dalla mischia. Lui e pure i suoi amici storici a Bologna: l'ex ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti (governo Renzi), e il direttore di Ascom Gian Carlo Tonelli. Tutti si defilano. "Per non far torti né a destra né a manca. Sai mai, a pochi mesi dal Quirinale" sussurravano già allora i maligni.

Fatto sta che da allora Casini naviga al largo. A cavallo tra Roma e Bologna dove ha i fratelli e la mamma Mirella, 93 anni, che vive in zona Mazzini, nella prima periferia della città, e alla quale il senatore è da sempre legatissimo. Quando durante la prima ondata di pandemia si ammalò di Covid, il primo pensiero fu proprio lei: "Ha fatto il solito dramma per il suo bambino, ma io le ho detto: non temere, l'erba cattiva non muore mai" raccontò allora Casini divertito in tv. Di Covid si è riammalato l'11 gennaio scorso, ma stavolta, a 13 giorni dalla prima chiama, lo ha annunciato con un video su Instagram: foto di famiglia sullo sfondo e appello al vaccino. Poi più nulla.

Nelle ultime settimane a Bologna si è visto spesso, ma sempre di sfuggita. Al caffè di Galleria Cavour, dove ha lo studio, con gli amici di sempre, per gli auguri di Natale. A San Luca a piedi, o a fare jogging ai giardini Margherita. Oppure al ristorante di un amico a fianco di Piazza Maggiore, con figli e mamma. Sulla sua tavola, giura il proprietario Francesco Mafaro, sempre lo stesso menu: strichetti alla bolognese, pollo alla griglia e verdure. "Sta spesso nella saletta privata, con la famiglia".

Allo stadio, complici le restrizioni per il Covid, molti non ricordano d'averlo visto di recente, nonostante la ferrea fede rossoblu. Così Casini prosegue la corsa senza patemi. Osservato sia da sinistra che da destra. Ammettono che abbia delle chance nel Pd, dove male non gli si vuole, dopo che nel 2018 fu candidato a Bologna (da Matteo Renzi) e andò in tour nelle Case del Popolo. Fece il giro della città la foto di Casini in una sezione dem, sotto i ritratti tutelari di Togliatti e Gramsci. Sul suo destino a Bologna circola già una battuta: "Mettiamo Casini al Quirinale, poi aspettiamo di fare Papa Zuppi".