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Quirinale, Fico contro il "voto segnato": leggerà solo il cognome della persona votata

(ansa)
Il presidente della Camera, dopo una verifica dei precedenti, ha scelto un’interpretazione restrittiva per le modalità con cui dare conto delle scelte dei parlamentari durante lo spoglio dell’elezione del Presidente della Repubblica
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Elezione presidente della Repubblica, la diretta del voto

ROMA - Sarà uno scrutinio difficile, per le sentinelle dei partiti che vorranno “contare” gli eventuali franchi tiratori e il peso delle correnti. Come anticipato lunedì scorso da Repubblica, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico ha scelto un’interpretazione restrittiva per le modalità con cui dare lettura delle schede durante lo spoglio dell’elezione del Presidente della Repubblica, che si terrà a partire da questo pomeriggio a Montecitorio.

Dopo aver preso visione dei precedenti storici dei suoi predecessori e  delle tre possibili opzioni di cui aveva dato conto Repubblica…

Elezione presidente della Repubblica, la diretta del voto

ROMA - Sarà uno scrutinio difficile, per le sentinelle dei partiti che vorranno “contare” gli eventuali franchi tiratori e il peso delle correnti. Come anticipato lunedì scorso da Repubblica, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico ha scelto un’interpretazione restrittiva per le modalità con cui dare lettura delle schede durante lo spoglio dell’elezione del Presidente della Repubblica, che si terrà a partire da questo pomeriggio a Montecitorio.

Dopo aver preso visione dei precedenti storici dei suoi predecessori e  delle tre possibili opzioni di cui aveva dato conto Repubblica – lettura integrale della scheda, lettura del solo cognome o lettura di nome e cognome – Fico ha comunicato durante l’ufficio di presidenza di aver optato per l’interpretazione più rigida. Come fece Luciano Violante durante l’elezione che portò al Colle nel 1999 Carlo Azeglio Ciampi, Fico leggerà dunque solo il cognome del votato “ove la scheda rechi solo tale indicazione ovvero quando, pur riportando altre notazioni, sia comunque univocamente individuabile il soggetto cui è attribuito il voto”.

 

LA DIRETTA DELLA GIORNATA DELLA PRIMA VOTAZIONE

Banditi insomma gli appellativi: “on.”, “onorevole”, “sen.”, “senatore”, “Cav.”, “Cavaliere” e tutti gli altri artifici che, ad esempio, il centrodestra aveva intenzione di utilizzare per “controllare” la tenuta dei gruppi parlamentari della coalizione, nel caso in cui fosse rimasta in pista la candidatura di Silvio Berlusconi.

L’opzione del Cavaliere è caduta, ma resta il tema dei possibili “trucchi” per controllare la tenuta in Aula degli accordi politici su altri candidati, soprattutto nel caso in cui il centrodestra volesse procedere a colpi di maggioranza e senza accordo con il centrosinistra. Resta intesa che Fico ha assunto una decisione di carattere generale, non legata agli specifici possibili casi di parte.

Anche la sola lettura di nome e cognome avrebbe potuto potenzialmente aiutare i partiti a valutare la fedeltà delle correnti e individuare i franchi tiratori, visto che esistono diversi incastri possibili: “Rossi”, “Mario Rossi”, “Rossi Mario”, “M. Rossi” e “Rossi M.”. Non sarà possibile però ricorrere neanche a questo espediente, a meno che non si scelga un candidato che ha un cognome identico a quello di un altro potenziale Presidente.

C’è infatti una sola eccezione che Fico intende concedere all’impostazione restrittiva che ha scelto di adottare:  “Leggerà nome e cognome soltanto nel caso in cui entrambi siano riportati nella scheda e la lettura del solo cognome non consenta l'univoca attribuzione del voto”. Soltanto per il gusto di  tracciare scenari teorici, un caso del genere potrebbe verificarsi per due possibili candidati come Gianni ed Enrico Letta.