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Presidente della Repubblica, la richiesta di passare a due sedute al giorno. Boschi scrive a Fico

"Tempi troppo lenti" dice Matteo Renzi. Una media di 5 ore per voto, scrutino e riconteggio. E pause per sanificare
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La diretta della terza giornata di votazioni

ROMA - Ancora oggi una sola seduta per votare il nuovo capo dello Stato: alle 11. Ma sul tavolo del presidente della Camera, Roberto Fico ci sarà stamani la richiesta formale, con tanto di lettera, di Maria Elena Boschi, capogruppo renziana, di accelerare e passare a due sedute al giorno. 

Ragioni di sicurezza anti Covid hanno consigliato di fissare una sola seduta con la doppia “chiama” per fasce orarie e in ordine alfabetico, non più di 50 votanti per volta, al massimo 200 Grandi elettori in aula. E pause pe…

La diretta della terza giornata di votazioni

ROMA - Ancora oggi una sola seduta per votare il nuovo capo dello Stato: alle 11. Ma sul tavolo del presidente della Camera, Roberto Fico ci sarà stamani la richiesta formale, con tanto di lettera, di Maria Elena Boschi, capogruppo renziana, di accelerare e passare a due sedute al giorno. 

Ragioni di sicurezza anti Covid hanno consigliato di fissare una sola seduta con la doppia “chiama” per fasce orarie e in ordine alfabetico, non più di 50 votanti per volta, al massimo 200 Grandi elettori in aula. E pause per la sanificazione. 

Tempi lenti, una media di cinque ore tra il voto dei 1009 Grandi elettori, scrutinio e riconteggio delle schede. Tempi che fanno dire a Matteo Renzi che non si può continuare così, di rinvio in rinvio. In realtà la questione non è solo organizzativa, ma politica per il leader di Italia Viva. Che parte da lontano e spiega che con la battaglia delle “rose”, cioè l’annuncio di nomi offerti dall’uno e dall’altro schieramento sul tavolo della trattativa, non si va da  nessuna parte: “E’ arrivato il momento di votare i nomi. Facciamo politica, non sondaggi d’opinione. Si perde tempo con una votazione al giorno, torniamo almeno a farne due. Oltre al fatto che manca una regia politica”, dice. 

E l’appello di Renzi a “fare presto, bene ma presto”, è condiviso da altri, dal leader centrista Maurizio Lupi, ad esempio. Anche Lupi chiede: “Dovremmo assolutamente prendere in considerazione l’ipotesi di votare due volte al giorno perché entro questa settimana dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica”. Ettore Rosato, vice presidente della Camera e coordinatore di IV, rincara: “Facciamo più veloci, anche le scelte organizzative servono a velocizzare”. 

Niente in contrario da parte di Fratelli d’Italia. Francesco Lollobrigida, il capogruppo di FdI, chiarisce: “Noi siamo disponibili per arrivare al più presto a eleggere il nuovo presidente della Repubblica”. Il Pd con Debora Serracchiani rimette la scelta di una o due sedute al giorno nelle mani di Fico: decida lui.  

Renzi attacca sulla politica scambiata per wrestling e sulla necessità di “lavorare velocemente” in un contesto in cui “la crisi ucraina, le tensioni sull'energia, la pandemia, l'inflazione, i fondi del Pnrr” lo richiedono.  Le forze politiche e i leader sono nel pieno di una trattiva che non è arrivata ancora a una svolta. Accelerare anche i tempi del voto, può servire a non fare melina o invece strozza il confronto? Gregorio Fontana, deputato-questore di Forza Italia, risponde che in genere il tempo aiuta, però precisa: “Noi abbiamo predisposto le cose in modo che di sedute se ne possano fare anche due al giorno. Decide la capigruppo, forse è più una questione di opportunità politica che di organizzazione”. E Francesco d’Uva, l’altro deputato-questore, pentastellato, ricorda la necessità di sanificare, quindi due ore circa di pausa, ma la possibilità c’è. Anche il presidente dei deputati di Leu, Federico Fornaro afferma: “Nessuna preclusione su due sedute al giorno”.  Marco Marin, capogruppo di Coraggio Italia, medico, è per la massima cautela: “Dal momento che Montecitorio è riuscita a evitare cluster, preserviamo le misure di sicurezza. Ma non c’è tempo da consumare e quindi procediamo veloci”.    

Si decide oggi se domani saranno due o sempre una le sedute. Occorre la maggioranza assoluta, ovvero 505 voti, non più i 673 voti di questi giorni.