Quirinale 2022, A ognuno il suo Iago. Da “cari amici” a sabotatori nell’ombra
di Francesco Bei , di Francesco BeiLa diretta della terza giornata di votazioni
Ah se il Bardo passeggiasse in questi giorni tra il Transatlantico, il bar Giolitti e Fortunato al Pantheon! Di personaggi shakespeariani, "villain" senza coscienza, con i loro doppi e tripli giochi, cortigiani senza morale, streghe e pretendenti al trono, fantasmi che riemergono dal passato (Fanfani, Leone) ne troverebbe in quantità.
Ma la categoria di maschere più affollata è quella degli Iago. Ciascun protagonista della trattativa deve infatti anche guardarsi le spalle da un "caro amico" che persegue una strategia opposta. Ogni Otello ha il suo Iago acquattato nell'ombra. Matteo Salvini è il primo a entrare sul palcoscenico, con uno sfrenato attivismo che ha come fine quello di evitare l'ascesa di Mario Draghi al Quirinale.
La diretta della terza giornata di votazioni
Ah se il Bardo passeggiasse in questi giorni tra il Transatlantico, il bar Giolitti e Fortunato al Pantheon! Di personaggi shakespeariani, "villain" senza coscienza, con i loro doppi e tripli giochi, cortigiani senza morale, streghe e pretendenti al trono, fantasmi che riemergono dal passato (Fanfani, Leone) ne troverebbe in quantità.
Ma la categoria di maschere più affollata è quella degli Iago. Ciascun protagonista della trattativa deve infatti anche guardarsi le spalle da un "caro amico" che persegue una strategia opposta. Ogni Otello ha il suo Iago acquattato nell'ombra. Matteo Salvini è il primo a entrare sul palcoscenico, con uno sfrenato attivismo che ha come fine quello di evitare l'ascesa di Mario Draghi al Quirinale.
Punta su un nome di centrodestra, oggi il fixing è su Elisabetta Casellati, e accetterebbe il trasloco del premier soltanto se questi venisse a Canossa, si dimostrasse disponibile a cedere quote di sovranità del futuro governo, a partire dalla poltrona del Viminale (da assegnare a uno bravo, uno a caso, quello che bloccava i porti). Sembra andargli anche bene, se non fosse che il numero due del Carroccio, Giancarlo Giorgetti, è il principale sponsor proprio di Draghi al Colle. Anzi è il teorico di quel presidenzialismo de facto che verrebbe inaugurato con l'elezione dell'ex banchiere Bce a capo dello Stato. Iago numero uno.
Se ci spostiamo nel Movimento Cinque Stelle la trama non cambia. Giuseppe Conte è diventato un paladino della permanenza di Draghi a palazzo Chigi, di certo non per eccesso di amore nei confronti del premier, semmai il contrario: non vuole trovarselo tra i piedi per altri sette anni. Ma il Moro di Volturara Appula ha il suo Iago in Luigi Di Maio, tra i più convinti fautori dell'upgrade di Draghi alla presidenza della Repubblica. L'ordito che Conte pazientemente tesse di giorno con Salvini e Tajani per affossare Draghi, viene sfilacciato di sera da Di Maio. E si ricomincia daccapo.
Enrico Letta, infine, di aspiranti alla parte di Iago non ne ha uno ma un'intera compagnia. Tanti quanti sono i capi corrente. Per semplificare, il più potente e astuto di tutti è Dario Franceschini, da mesi sabotatore della candidatura Draghi al Colle. C'è chi dice che sia la solita partita Politiché vs Techné, altri più prosaicamente pensano che il ministro della Cultura veda meglio se stesso tra i corazzieri.
E Matteo Renzi? Il costume di scena gliel'hanno cucito addosso la prima volta che è arrivato a Roma all'epoca dello "stai sereno Enrico" (altro nome shakespeariano) e poi si è visto come è andata. Ma è un visione distorta, perché in fondo bisogna ammettere che Renzi semmai è lo Iago di se stesso.
E tuttavia un vantaggio i nostri Otello in carne e ossa ce l'hanno rispetto ai propri alfieri infedeli. Il Moro di Venezia si fidava infatti ciecamente del suo luogotenente, mentre i nostri leader sono perfettamente al corrente delle manovre alle loro spalle. Nessuno dei novelli Iago può dire pensando a Otello: "Di me egli si fida; e tanto meglio agiranno su di lui le mie macchinazioni". Qua nessuno si fida di nessuno. Di ingenui come la coppia Cassio-Otello non se ne vedono in giro.
La Storia come giudicherà questi sabotatori occulti? Magari con meno severità di come ci si potrebbe attendere. Marco Follini, un navigato politico e ora osservatore attento di quanto accade, una decina di anni fa si divertì con il libro "Io voto Shakespeare", attribuendo in fondo una coscienza ai cattivi. Persino ai cattivi politici. A Iago, ricordava Follini, Shakespeare "riserva privilegi rari. Gli consente di svolgere la sua trama e di tenere banco fino alle ultime scene.
Gli lascia dirigere il gioco: ogni frase, ogni gesto svelano accortezza e lucidità. L'eroe negativo non perde mai il controllo di sé e della situazione. Infine Iago non muore... mentre è già scorso il sangue di Desdemona, di Otello, di Emilia, il sipario cala su uno Iago ancora vivo". E ancora: "Iago è il male. Lo è però con una tale perizia, con una tale coerenza, con una tale pienezza da guadagnarsi una sorta di involontaria e immeritata ammirazione". E non è forse vero che le azioni in penombra e i pensieri storti dei nostri Iago appaiono - e a volte sono - spesso più credibili e coerenti dei disegni in piena luce dei vari Otello?
Detto che il nome della prostituta "Bianca", l'amante di Cassio, è continuato a risuonare a Montecitorio centinaia di volte anche ieri, ricordandoci che il suo non è un ruolo da "sgualdrina" ma conduce "una vita onesta, come voi che m'insultate", resta da assegnare il ruolo di Desdemona, ma quella in fondo è la cosa più semplice: è l'Italia, che resterà vittima di queste trame, "nave sanza nocchiere in gran tempesta". Mentre i turchi stanno per attaccare Cipro...