Quirinale 2022, sfiorisce subito la prima rosa per il Colle. Oggi l’ipotesi conclave
di Emanuele Lauria , Matteo PucciarelliLa diretta della terza giornata di votazioni
ROMA - Il giorno numero due è quello delle rose: quella del centrodestra - che propone tre nomi per la presidenza della Repubblica, ovvero Letizia Moratti, Carlo Nordio e Marcello Pera - e quella che il centrosinistra più i 5 Stelle voleva contrapporre, salvo poi cambiare idea e invitare i partiti ad una specie di conclave, oggi. Nel mezzo ci sono ancora una volte la grande maggioranza di schede bianche (527 su 976 voti scrutinati) e i 39 voti sia per Sergio Mattarella che per Paolo Maddalena. Oggi rimane la soglia richiesta dei due terzi, da domani invece servirà la maggioranza assoluta, il 50 per cento più uno dei 1009 elettori.
Le chance di Mario Draghi sembrano in discesa, né Lega n…
La diretta della terza giornata di votazioni
ROMA - Il giorno numero due è quello delle rose: quella del centrodestra - che propone tre nomi per la presidenza della Repubblica, ovvero Letizia Moratti, Carlo Nordio e Marcello Pera - e quella che il centrosinistra più i 5 Stelle voleva contrapporre, salvo poi cambiare idea e invitare i partiti ad una specie di conclave, oggi. Nel mezzo ci sono ancora una volte la grande maggioranza di schede bianche (527 su 976 voti scrutinati) e i 39 voti sia per Sergio Mattarella che per Paolo Maddalena. Oggi rimane la soglia richiesta dei due terzi, da domani invece servirà la maggioranza assoluta, il 50 per cento più uno dei 1009 elettori.
Le chance di Mario Draghi sembrano in discesa, né Lega né 5 Stelle sono favorevoli ad un trasloco del presidente del Consiglio al Colle. Ma la giornata di ieri ha visto anche Pd e Italia Viva bocciare l'ipotesi Franco Frattini, che a Giuseppe Conte e Matteo Salvini poteva non dispiacere. Un candidato improponibile secondo Matteo Renzi, "Iv non sosterrà candidati che non abbiano un chiaro profilo politico filoatlantico e europeista.
Chi ha orecchie per intendere intenda". Il riferimento era appunto al presidente del Consiglio di Stato e ai suoi buoni rapporti con la Russia. "La scelta del presidente della Repubblica non ha solo ricadute interne - la riflessione della responsabile Esteri del Pd, Lia Quartapelle - I venti di guerra che soffiano dall'Ucraina ci ricordano che all'Italia serve un o una Presidente della Repubblica chiaramente europeista, atlantista, senza ombre di ambiguità nel rapporto con la Russia".
A quel punto il vertice del centrodestra ha tirato fuori i tre nomi da offrire al centrosinistra, la vicepresidente della giunta lombarda, l'ex magistrato e il già presidente del Senato. Nomi che sembrano essere stati messi sul piatto senza però credere veramente che potessero passare. Comunque, "non c'è una parte d'Italia che ha meno dignità di avanzare proposte di alto profilo", la spiegazione di Salvini. Con annessa rassicurazione: "Vogliamo chiudere in fretta, questo è il nostro obiettivo".
Nella rosa comunque non c'era, non c'è, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, "riteniamo che le cariche istituzionali debbano essere tenute fuori". Ma anche per preservarla: è forte la sensazione che in occasione del quarto scrutinio, quello in cui serve la maggioranza assoluta dei voti, il centrodestra possa calare sul piatto e con forza la sua carta. La palla quindi è passata a sinistra, con Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza che si sono riuniti per oltre due ore.
"Sono nomi di qualità", la prima timida apertura di Enrico Letta. Ma alla fine i tre, come prevedibile, sono stati bocciati. Troppo caratterizzati a destra, si è ragionato. Dopodiché il contro-vertice sembrava poter partorire di risposta la seconda rosa, giravano i nomi di Andrea Riccardi, Paola Severino e Pietro Grasso. "Abbiamo voluto evitare la guerra delle rose, dimostrando che abbiamo la volontà di arrivare a una soluzione condivisa e super partes - la spiegazione del segretario dem - La nostra proposta è terminarla coi tatticismi, chiudersi in una stanza e trovare la soluzione su un nome condiviso super partes e senza forzature, che secondo me dobbiamo tutti evitare".
Mentre per il presidente del M5S, "l'Italia non ha tempo da perdere. Non è il momento del muro contro muro. Il nostro percorso è molto lineare, stiamo affrontando questo momento con l'obiettivo di difendere l'interesse nazionale".
E adesso? Oggi sarà un altro giorno di riunioni e colloqui, col possibile incontro tra le due coalizioni. "Si fanno le rose senza il coraggio di votare i nomi - sottolinea Renzi nella sua newsletter - Alla terza votazione non si fanno le rose, si votano i nomi: facciamo politica, non sondaggi d'opinione. Si perde tempo con una votazione al giorno. E manca la regia politica".
Se al quarto scrutinio di domani il centrodestra non ce la facesse a far passare uno dei nomi della sua terna o, in alternativa Casellati, la scelta si restringerebbe a quel punto tra Draghi e Pier Ferdinando Casini. Senza dimenticare, nel caso di stallo, la possibilità di un estremo appello a Mattarella per un suo bis al Colle, che poi sarebbe la soluzione che sembra raccogliere maggiori consensi tra i parlamentari, che vedrebbero così la situazione cristallizzata, con un naturale proseguio della legislatura.
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