Elio Vito (Fi): "Mi sono astenuto su Casellati, sono franco ma non tiratore"
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniLa diretta della settima e ottava votazione
Nel centrodestra l'unico nome certo tra i grandi elettori che non hanno sostenuto la candidatura di Elisabetta Alberti Casellati è quello di Elio Vito. Deputato e forzista di lunga data, da tempo è in rotta con la linea ufficiale del partito. Oggi ha deciso di astenersi sul nome della presidente del Senato, avanzato dal centrodestra e impallinato da un gruppo di franchi tiratori interni alla coalizione.
È sicuro di essere l'unico di Forza Italia ad aver votato in dissenso rispetto alle indicazioni dei vertici?
"Io sono l'unico che ha annunciato la sua astensione in maniera trasparente, questo sì. Mi reputo franco, ma non tiratore. Degli altri non saprei che dire sinceramente".
La diretta della settima e ottava votazione
Nel centrodestra l'unico nome certo tra i grandi elettori che non hanno sostenuto la candidatura di Elisabetta Alberti Casellati è quello di Elio Vito. Deputato e forzista di lunga data, da tempo è in rotta con la linea ufficiale del partito. Oggi ha deciso di astenersi sul nome della presidente del Senato, avanzato dal centrodestra e impallinato da un gruppo di franchi tiratori interni alla coalizione.
È sicuro di essere l'unico di Forza Italia ad aver votato in dissenso rispetto alle indicazioni dei vertici?
"Io sono l'unico che ha annunciato la sua astensione in maniera trasparente, questo sì. Mi reputo franco, ma non tiratore. Degli altri non saprei che dire sinceramente".
Ma si sarà fatto un'idea, no?
"Non saprei. Quello di cui sono sicuro è che i voti mancati non stanno a significare un dissenso nei confronti di Casellati, ma un malcontento rivolto ai leader del centrodestra che hanno condotto la partita".
Cos'è che non ha funzionato?
"Quella di Salvini, Meloni e Tajani è stata finora una gestione pessima. Giorno dopo giorno hanno mandato alla sbaraglio candidature autorevoli che, al contrario, andavano preservate. Parlo di personalità come Marcello Pera e la stessa Casellati. Nomi che andavano tirati fuori solo dopo averli concordati con tutti, non bruciati".
Salvini però dice che è stato proprio il centrosinistra a tirarsi indietro
"Mi sembra di capire che anche Salvini abbia detto no ad alcuni esponenti graditi al centrosinistra. Nessuno ha i numeri sufficienti per eleggere il Capo dello Stato in maniera autonoma. La nostra coalizione aveva sì il titolo di esprimere i propri candidati, ma prima di renderli pubblici doveva assicurarsi che ci fosse un riscontro anche dall'altra parte. Al contrario si è voluto puntare sulla seconda Carica dello Stato facendone una candidatura di bandiera".
Su chi potrebbero convergere i due schieramenti?
"Una sintesi si potrebbe trovare su nomi di caratura istituzionale, che vadano oltre gli schieramenti. Penso a Sergio Mattarella in primo luogo, ma anche a Mario Draghi o a Giuliano Amato. Non ne usciamo più se si continua a tirar fuori figure considerate di parte".
Con Casellati vi conoscete da tempo. Vi siete sentiti prima della votazione?
"Sì, le ho comunicato che mi sarei astenuto pur ribadendo tutta la mia stima nei suoi confronti".
E lei cosa le ha risposto?
"Questo non posso dirlo, ma torno a ribadire che mandare allo sbaraglio la seconda carica dello Stato è stato un grave errore. Io non ho detto no a Casellati, ho detto no alla strategia portata avanti dai leader del centrodestra".
Prima il ddl Zan, poi i referendum su cannabis e eutanasia, ora l'astensione su Casellati. Non è che sta pensando di passare dall'altra parte?
"Assolutamente no, rimango orgogliosamente dove sono. Convinto di stare nel giusto".