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Quirinale 2022, Mattarella dal trasloco all’attesa. I tormenti del presidente

(ansa)

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Per far cambiare idea al presidente della Repubblica i partiti dovrebbero salire al Colle per chiedergli di restare in carica
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La diretta della settima e ottava votazione

ROMA - Sergio Mattarella in questi giorni è alle prese con il trasloco nella nuova casa affittata al Nomentano, nei pressi del Viale Regina Margherita. Segue quel che accade, come tutti. Oggi riceverà al Quirinale il nuovo giudice costituzionale Filippo Patroni Griffi per il giuramento. È uno degli ultimi impegni prima della fine del mandato, previsto per mercoledì, quando è già fissata la cerimonia di congedo del settennato. Per il resto non ha visto né sentito nessuno. Dal Colle ci hanno tenuto a ribadirlo più volte in questi giorni. Non è in campo e nemmeno vuole dare l'impressione di esserlo.

Dopo cinque giorn…

La diretta della settima e ottava votazione

ROMA - Sergio Mattarella in questi giorni è alle prese con il trasloco nella nuova casa affittata al Nomentano, nei pressi del Viale Regina Margherita. Segue quel che accade, come tutti. Oggi riceverà al Quirinale il nuovo giudice costituzionale Filippo Patroni Griffi per il giuramento. È uno degli ultimi impegni prima della fine del mandato, previsto per mercoledì, quando è già fissata la cerimonia di congedo del settennato. Per il resto non ha visto né sentito nessuno. Dal Colle ci hanno tenuto a ribadirlo più volte in questi giorni. Non è in campo e nemmeno vuole dare l'impressione di esserlo.

Dopo cinque giorni però non si vede uno straccio di soluzione. Sta accadendo quello che in molti temevano: la paralisi della Repubblica. E la valanga di voti presi dal Capo dello Stato uscente ieri sera, alla sesta votazione, rappresentano un segnale della pancia del Parlamento. Una petizione di stabilità. Anche la maggioranza degli italiani lo confermerebbe a furor di popolo. E quindi, Mattarella potrebbe cambiare idea?

Non esiste una risposta tranchant. Bisognerebbe che i partiti salissero al Colle e glielo chiedessero, intanto. Se vogliono votarlo già oggi, devono raggiungerlo di buon mattino: il giuramento di Patroni Griffi, a cui partecipano molte autorità, è fissato alle dieci. In aggiunta servirebbe un'unità delle forze di maggioranza, che in questo momento però non si delinea. Mattarella non potrebbe accettare un mandato a termine, non in partenza almeno, perché sarebbe uno schiaffo alla Costituzione.

 

 

Insomma, il ripensamento dipende dalle circostanze. Non è scontato né automatico, ma di fronte al caos - ragiona chi conosce nel profondo la psicologia del Presidente - il Presidente, cresciuto nella cultura della complessità, avvertirebbe su di sé il peso della responsabilità. Pertanto non lascerebbe il Paese nella tempesta.

La rielezione consentirebbe di lasciare a palazzo Chigi Mario Draghi, che potrebbe così ambire alla carica di Capo dello Stato tra qualche anno. La legislatura sarebbe salva. Anche se l'anno che ci separa dalle urne rischia di essere un replay della baraonda a cui stiamo assistendo in questi giorni. Nessuna illusione. Il compito di Mattarella risulterebbe più difficile di quanto ci si possa immaginare.

Sono quindi ore di tormento. Si sta tirando per la giacca un Presidente della Repubblica di 81 anni, che ha ripetutamente espresso la sua contrarietà a una rielezione. Che ritiene il secondo mandato uno sfregio alla Costituzione, perché rischia di trasformare il Capo dello Stato in un monarca. Ci sono anche ragioni personali. Il desiderio di lasciare libera la figlia Laura, che con molta discrezione ha svolto il ruolo di first lady e che vorrebbe tornare alla propria professione di avvocato.

Mattarella durante il settennato ha vissuto con grande frugalità, limitando all'osso ogni occasione conviviale con amici o conoscenti. Vorrebbe riprendersi la sua vita di prima. Anche i suoi collaboratori hanno fatto gli scatoloni, come ha rivelato il tweet del suo portavoce, Giovanni Grasso. Fu così anche per Giorgio Napolitano, nel 2013. L'altro giorno l'ex ministro Graziano Delrio ha rievocato un pranzo con Napolitano e la moglie Clio a Reggio Emilia a scatoloni già fatti.

"Erano pieni di progetti sul dopo, pochi giorni dopo i partiti lo pregarono di rimanere". Oggi non è come nel 2013, fanno notare dal Colle, Mattarella, a differenza di Napolitano, non prenderebbe a ceffoni il Parlamento. E quindi tra poche ore sapremo. Come ha detto Matteo Renzi: "Non va tirato per la giacchetta, ma ogni giorno che passa, è sempre più probabile che si fisica a lui". Una vecchia volpe come Umberto Bossi ha fatto la stessa previsione.