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Azzariti dopo il Mattarella-bis: "Se il Parlamento è debole, sbagliato rafforzare il capo dello Stato"

Il costituzionalista: "Bisogna preservare l’equilibrio nelle forme di governo, il maggior pericolo è un potere che prevale sull’altro"
2 minuti di lettura

ROMA - Ha ragione Amato? Gaetano Azzariti, costituzionalista della Sapienza, risponde subito: "Vede un problema reale, sebbene l'Italia non sia la Francia".

Il semipresidenzialismo alla francese non le piace?
"Giusta la richiesta di riforme costituzionali esplicite per chi voglia introdurre il presidenzialismo in Italia e frenare la perversione di quello 'di fatto'. Ma non condivido l'idea che la forma francese sia la soluzione migliore".

Eleggere il capo dello Stato che sceglie il premier sarebbe una cattiva idea?
"Perché non coglie la vera debolezza del sistema costituzionale italiano, cioè l'estrema fragilità del Parlamento. In fondo lo ha messo in evidenza lo stesso Amato quando parla di Camere incapaci di rispondere alle stesse richieste della Consulta. Vedi il caso Cappato e in prospettiva l'ergastolo ostativo".

ROMA - Ha ragione Amato? Gaetano Azzariti, costituzionalista della Sapienza, risponde subito: "Vede un problema reale, sebbene l'Italia non sia la Francia".

Il semipresidenzialismo alla francese non le piace?
"Giusta la richiesta di riforme costituzionali esplicite per chi voglia introdurre il presidenzialismo in Italia e frenare la perversione di quello 'di fatto'. Ma non condivido l'idea che la forma francese sia la soluzione migliore".

Eleggere il capo dello Stato che sceglie il premier sarebbe una cattiva idea?
"Perché non coglie la vera debolezza del sistema costituzionale italiano, cioè l'estrema fragilità del Parlamento. In fondo lo ha messo in evidenza lo stesso Amato quando parla di Camere incapaci di rispondere alle stesse richieste della Consulta. Vedi il caso Cappato e in prospettiva l'ergastolo ostativo".

Un capo dello Stato più forte potrebbe lanciare moniti?
"Leopoldo Elia ha insegnato a tutti noi costituzionalisti una regola aurea, è necessario preservare l'equilibrio nelle forme di governo. Il maggior pericolo è avere un potere che prevale sull'altro. Ora il Parlamento è ostaggio del governo (vedi decreti legge), è incapace di rispondere alla Corte, e se ci mettiamo pure un capo dello Stato legittimato direttamente dal popolo temo che la vittima sacrificale sarà il Parlamento stesso".

Ma così avremo un premier più forte, perché scelto dal capo dello Stato e votato dal Parlamento.
"Appunto, un premier più forte e un Parlamento ancora più debole, dovendo dividere con il presidente della Repubblica l'istituto della fiducia che perlomeno oggi, nelle forme di governo parlamentare, spetta solo alle Camere. Chiunque voglia rafforzare la presidenza della Repubblica ovvero il governo deve impegnarsi innanzitutto a rivitalizzare e a garantire l'autonomia costituzionale e lo spazio politico del Parlamento".

Non le sembra che spendersi proprio adesso per il Parlamento suoni incongruo?
"Io non mi compiaccio mai nel vedere le Camere nel caos. Lo stallo cui abbiamo assistito dimostra platealmente che bisogna salvare il Parlamento dalla sua palude...".

Qui ci vorranno i cani bagnino....
"No. Bisogna modificare i regolamenti parlamentari e la prova del fuoco starà nella capacità del prossimo Parlamento, drasticamente ridotto nei numeri, di riassumere la sua centralità nel sistema dei poteri".

Ma la debolezza non sta piuttosto nei politici che hanno perso prestigio?
"Lei pone la vecchia questione se è meglio il governo delle leggi o quello degli uomini. Io mi limito ad osservare che tanto più gli uomini, e perché no anche le donne che governano sono poco autorevoli, fragili o confusi, tanto più è necessario avere istituzioni trasparenti, e in equilibrio tra loro. La migliore riforma possibile sarebbe la razionalizzazione della forma di governo com'era scritto nel famoso ordine del giorno Perassi ai tempi della Costituente. Forse tornare alle origini sarebbe la riforma più innovativa".

E se il cittadino avesse voglia di eleggere direttamente il capo dello Stato?
"Se fossi in lui richiederei a gran voce due cose. Scegliere finalmente un rappresentante in grado di sostenere in Parlamento la mia visione del mondo; quindi un sistema elettorale più equilibrato e rispettoso delle opinioni dei singoli elettori anziché delle esigenze delle forze politiche. E poi una grande riforma dei partiti politici stessi".