Messaggi e applausi in piazza: la spinta del Paese che ha convinto Mattarella
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioRoma. La spinta del Paese ha contato molto in questa storia della rielezione di Sergio Mattarella. La pancia del Parlamento, che ha deciso per il bis, aveva fiutato l’umore popolare. Al Quirinale nelle ultime ore sono arrivati moltissimi messaggi di soddisfazione, dai vip ai privati cittadini. La certezza che si possa ancora contare sulla sua serenità istituzionale ha rassicurato la maggioranza degli italiani dopo l’ultima settimana di pazzie. Anche i giovani, che sui social gli tributano meme spiritosi, lo festeggiano. Più è asciutto e più crescono i sondaggi.
Le cancellerie plaudono alla stabilità dell’asse Mattarella-Draghi. Il presidente Usa J…
Roma. La spinta del Paese ha contato molto in questa storia della rielezione di Sergio Mattarella. La pancia del Parlamento, che ha deciso per il bis, aveva fiutato l’umore popolare. Al Quirinale nelle ultime ore sono arrivati moltissimi messaggi di soddisfazione, dai vip ai privati cittadini. La certezza che si possa ancora contare sulla sua serenità istituzionale ha rassicurato la maggioranza degli italiani dopo l’ultima settimana di pazzie. Anche i giovani, che sui social gli tributano meme spiritosi, lo festeggiano. Più è asciutto e più crescono i sondaggi.
Le cancellerie plaudono alla stabilità dell’asse Mattarella-Draghi. Il presidente Usa Joe Biden e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, sono stati tra i primi a congratularsi: l’alleanza atlantica e quella europea, le due stelle polari del mattarellismo. La stampa internazionale sottolinea che è stato evitato «il caos politico», come ha sintetizzato il Wall Street Journal. Solo Sandro Pertini aveva preso più voti, ma stavolta il plebiscito, a differenza del 1978, è arrivati da un Parlamento balcanizzato. Di fronte a questo coro persino un candidato riluttante non poteva dire di no. Che settennato sarà, si domandano ora in tanti. Nella continuità. Le sfide sono le stesse che hanno portato al governo Draghi: lotta alla pandemia, utilizzo dei fondi europei, riduzione delle disuguaglianze. Tre emergenze intrecciate tra loro. A cui se ne aggiunge un’altra: lo coesione sociale. Probabilmente già giovedì pomeriggio - quando giurerà e poi farà il suo discorso d’insediamento - questi temi affioreranno nel suo intervento. Inizierà a lavorarci oggi.
È stato eletto per durare sette anni, come recita la Costituzione, ma un primo orizzonte temporale è quello del 2026, quando scadrà il termine per il Pnrr. Un appuntamento che non si può fallire: gli ultimi mesi non sono andati in quella direzione. La stella di Draghi si è un po’ appannata. Sarà una primavera delicata. I partiti hanno la testa alle prossime elezioni. Quando saranno eletti 600 e non più 915 parlamentari. Sarà uno scoglio non piccolo del settennato.
Mattarella attraverserà tre legislature. E lo farà in un quadro politico flagellato dalle tempeste. Quel che si è visto negli ultimi giorni rappresenta la crisi nera dei partiti, guidati in alcuni casi da leader erratici, a voler essere buoni. Va ricucita la trama della politica. Ma al Quirinale sanno benissimo che è un compito che spetta alle forze in campo, sono loro che devono rigenerarsi. Il rispetto della loro autonomia è stato un caposaldo del mattarellismo. Il populismo è sconfitto (Lega e M5S hanno votato per Mattarella, quattro anni fa ne chiedevano goffamente l’impeachment), ora una nuova minaccia si staglia davanti a noi: il Big Bang della politica. Per ben due volte di fila un Parlamento paralizzato ha chiesto ai Capi di Stato uscenti di restare. Una fotografia impietosa.
Draghi ha svolto un ruolo decisivo nel convincere Mattarella a farsi rieleggere. Col voto di sabato la maggioranza ha deciso di restare insieme, nonostante tutto, e quindi non è che le compagini possono mettersi a fare i dispetti tra loro come se niente fosse. Nessuno può dire se questo settennato sarà diverso dal primo, probabilmente sì a dispetto delle intenzioni del suo attore. Ieri è andato messa, e poi lasciando il Quirinale - in piazza lo hanno applaudito - si è diretto nella nuova casa affittata al Pinciano. Qui, poco dopo è arrivata la figlia, Laura. Uscendo un bambino del quartiere gli ha regalato un suo disegno con la bandiera tricolore, Mattarella lo ha preso e ha dato un buffetto sulla guancia al piccolo, quindi è andato a pranzo in famiglia. Nel pomeriggio ha fatto riportare dei pacchi al Quirinale. Lascerà la casa? Probabilmente la terrà. Ha appena traslocato da Palermo. Continuerà a vivere al Colle. Il nuovo appartamento gli servirà come appoggio. Pertini e Cossiga non vissero nel palazzo durante la presidenza.