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Quirinale, da Mattarella un discorso che guarda al settennato e al dovere della partecipazione

Il discorso per il giuramento da presidente della Repubblica di Sergio Mattarella il 3 febbraio 2015 (ansa)
Oggi il giuramento alla Camera, poi il percorso sulla Lancia Flaminia 335 con Draghi fino al Colle. Tra i temi anche la crisi della politica, la pandemia, il Recovery, il nostro ruolo in Europa e la crisi ucraina. Sullo sfondo l'entusiasmo popolare risuonato anche all'Ariston nella prima serata di Sanremo
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È un 3 febbraio, come sette anni fa. Allora, nel 2015, Sergio Mattarella parlò con voce così bassa che i grandi elettori si facevano "psst" tra di loro per fare cessare il brusio nell'aula della Camera dei deputati. Era un Presidente semisconosciuto ai più quello che con evidente emozione giurava fedeltà alla Repubblica: "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione". Oggi, quando alle 15,30 Mattarella varcherà l'aula di Montecitorio per giurare per la seconda volta come Capo dello Stato la cornice è cambiata. Adesso è acclamato dalla maggioranza di italiani. È sorta di fatto una tifoseria pro Mattarella. L'altra sera Fiorello, a Sanremo, ha scandito il suo nome come allo stadio, e tutto l'Ariston gli è andato dietro. È un fatto nuovo, che non è stato ininfluente nella rielezione.

È un 3 febbraio, come sette anni fa. Allora, nel 2015, Sergio Mattarella parlò con voce così bassa che i grandi elettori si facevano "psst" tra di loro per fare cessare il brusio nell'aula della Camera dei deputati. Era un Presidente semisconosciuto ai più quello che con evidente emozione giurava fedeltà alla Repubblica: "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione". Oggi, quando alle 15,30 Mattarella varcherà l'aula di Montecitorio per giurare per la seconda volta come Capo dello Stato la cornice è cambiata. Adesso è acclamato dalla maggioranza di italiani. È sorta di fatto una tifoseria pro Mattarella. L'altra sera Fiorello, a Sanremo, ha scandito il suo nome come allo stadio, e tutto l'Ariston gli è andato dietro. È un fatto nuovo, che non è stato ininfluente nella rielezione.

Tutto questo entusiasmo, in un Paese emotivo come il nostro, potrebbe riverlarsi una diffiicoltà a lungo andare, perché le attese sono tante. L'altra incognita è che Mattarella dovrà dare l'idea di una ripartenza, non di una stanca prosecuzione del suo settennato. Ma l'uomo è come appare in tv e questa è una garanzia di solidità. Limerà il discorso fino a tarda sera. Parlerà per circa venti minuti, dieci in meno del 2015. I temi sul tavolo sono: uso dei fondi europei per uscire dall'emergenza post-Covid, la pandemia, il dovere della partecipazione, il nostro ruolo in Europa, la vicenda ucraina. Sarà, nei toni, un intervento di ampio respiro. Non emergenziale. Le priorità le ha già elencate brevemente sabato sera in diretta tv. Al Parlamento, che gli ha tributato un plebiscito di 759 voti, e alla nazione vorrà specificare che guarda all'intero settennato. È stato eletto, in partenza, per durare sette anni, come recita la Costituzione. Non è escluso un cenno alla crisi della politica. Alla necessità di fare le riforme. L'ultima settimana lo ha evidenziato drammaticamente.

Sette anni fa promise che avrebbe fatto l'arbitro. Promessa mantenuta. Chiese esplicitamente aiuto ai giocatori in campo. Non sempre ciò è avvenuto, anzi. Disse: "La Costituzione va vissuta ogni giorno". Premier era Matteo Renzi. Mattarella aveva 73 anni. Ebbe quarantadue applausi. Nove in piedi.

Dopo tanto tempo l'aula sarà piena al cento per cento, con tutti i 1009 grandi elettori che dovranno esibire l'esito negativo di un tampone antigenico di terza generazione ed indossare la mascherina Ffp2. L'emiciclo sarà pavesato di tricolori e drappi di velluto. Alle 15,15 Mattarella si recherà a Montecitorio a bordo di una Maserati accompagnato dal segretario generale della Camera Fabrizio Castaldi, scortati dai carabinieri in motocicletta. La campana di Montecitorio suonerà per tutta la durata del tragitto. Qui Mattarella troverà ad attenderlo il presidente Roberto Fico e quello del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che lo accompagneranno in aula, al banco della presidenza. Mattarella leggerà in piedi. Sarà la campana ad annunciare il giuramento e in quel momento il cannone del Gianicolo sparerà ventuno colpi a salve. Una volta uscito dal portone la banda eseguirà l'inno di Mameli e il Presidente, nel pieno delle funzioni, passerà in rassegna un reparto d'onore. Alle 16,20 si porterà, sempre a bordo della Maserati, all'Altare della patria per la deposizione di una corona d'alloro sulla tomba del Milite ignoto. Accompagnato dal premier Mario Draghi raggiungerà infine sulla Lancia Flaminia 335 del 1960 il Quirinale. Un passaggio tradizionale in mezzo alla gente. Mattarella e Draghi. La foto più attesa.