MILANO - È un Beppe Grillo ecumenico, lontano da quello dei "ps" stentorei coi quali anni fa espelleva i portavoce. Però rieccolo, interviene pubblicamente con un post dal titolo "Cupio dissolvi" in cui parla alla comunità del Movimento da "Elevato", da vecchio e paziente patriarca che si rivolge ai figli litigiosi ("Non dissolvete il dono del padre nella vanità personale") e dove alla fine avverte: "Se non accettate ruoli e regole restano solo voci di vanità che si (e ci) dissolvono nel nulla". Il riferimento è chiaro, a chi mette in discussione l'autorità di Giuseppe Conte, cioè a Luigi Di Maio.
MILANO - È un Beppe Grillo ecumenico, lontano da quello dei "ps" stentorei coi quali anni fa espelleva i portavoce. Però rieccolo, interviene pubblicamente con un post dal titolo "Cupio dissolvi" in cui parla alla comunità del Movimento da "Elevato", da vecchio e paziente patriarca che si rivolge ai figli litigiosi ("Non dissolvete il dono del padre nella vanità personale") e dove alla fine avverte: "Se non accettate ruoli e regole restano solo voci di vanità che si (e ci) dissolvono nel nulla". Il riferimento è chiaro, a chi mette in discussione l'autorità di Giuseppe Conte, cioè a Luigi Di Maio.
La guerra tra il presidente e l'ex capo politico si arricchisce così di un nuovo episodio; Grillo prende posizione, lo fa con toni concilianti, e come spesso avviene nelle cose del Movimento il suo invito alla calma suggella le sensazioni generali del partito, perché tra i due contendenti c'è una vasta area grigia che non avrebbe voglia di prendere posizione a favore dell'uno e dell'altro. Comunque, per i vertici attuali è una buona notizia. Il post social di Grillo ha ricevuto il "mi piace" di Conte su Facebook - la politica oggi si fa anche così - e i collaboratori del fondatore, che da mesi pubblicamente era semi-silente sui fatti interni, confermano l'interpretazione dello scritto. Parlando coi suoi l'ex presidente del Consiglio ribadisce di non aver dimenticato "chi ha sabotato un'occasione unica per l'Italia, chiudendo la porta del Quirinale a un alto profilo femminile, una speranza di cambiamento. Il Movimento è nato per cambiare, non per proteggere lo status quo". Secondo Conte "i confronti si faranno nelle sedi opportune, niente rimarrà appeso perché la forza del nostro percorso politico dipende dalla chiarezza di visione e dalla condivisione degli obiettivi. Rimarrà sempre fondamentale l'etica con cui perseguiremo le nostre scelte. Le condotte che non sono in linea con i nostri principi e valori non sono accettabili". L'orientamento dell'avvocato, che in questi giorni lavora ad una sorta di dossier in cui si mettono in fila le presunte colpe di Di Maio, è di convocare un incontro in streaming, aperto a tutti, si pensa nei giorni dopo il giuramento di Sergio Mattarella. Conte spiegherà che, dal suo punto di vista, Di Maio come minimo non può più far parte del Consiglio di garanzia perché ritenuto esponente non più imparziale, a capo di una sorta di corrente e quindi inadatto a ricoprire un ruolo - appunto - di garanzia per tutto il partito e non solo per una parte. Va ricordato che quello è un organo dalle quali passano anche le candidature alle prossime Politiche: una vera plancia di comando a supporto del presidente.
Dopodiché il contatto diretto tra Grillo e Di Maio resiste, è anche per questo motivo che il comico ha scelto di utilizzare parole ben misurate, piene di accorgimenti. Il famoso chiarimento tra Conte e Di Maio, richiesto da entrambi, quando avverrà? Come detto ancora non lo si sa esattamente, i dimaiani - come ad esempio Sergio Battelli - premono per convocare un'assemblea con i parlamentari, idem fanno i senatori. Gli attivisti sul territorio del resto chiedono notizie, le uniche cose che sanno le leggono sui giornali. Ieri intanto, particolare interessante, il ministro degli Esteri si è visto al Mise con il collega leghista Giancarlo Giorgetti, con il quale c'è da tempo un ottimo rapporto. All'orizzonte si intravede un M5S "di lotta" e pure nubi di rimpasto nell'esecutivo guidato da Mario Draghi; Di Maio è comunque ritenuto intoccabile ma chissà se a quel punto il presidente del Movimento non punti a rimuovere alcune pedine del sottogoverno targate 5 Stelle ma considerate dimaiane.