✕

M5S, Spadafora: "Non cerchi la scissione, Conte chieda l’aiuto di Luigi"

Vincenzo Spadafora (ansa)
L'ex ministro del Conte II: "Grillo ha richiamato tutti al senso di responsabilità, ma alcuni non l'hanno compreso"
3 minuti di lettura

"Nessuna scissione", premette. Però basta guerra dei social, basta minacce. Anzi. "Di Maio sta lavorando benissimo come ministro. E ha subito un attacco grottesco dei troll". E il leader Conte? "Deve essere aiutato. Intorno, non tutti sono all'altezza. Fossi in lui, mi terrei caro uno come Luigi". Vincenzo Spadafora, ex ministro del Conte II, alleato di lungo corso del titolare della Farnesina, ha attraversato in silenzio la "trincea" del voto per il Quirinale. Ma ora parla, senza sconti.

Deputato Spadafora, siamo al Cupio dissolvi, come teme Grillo? E la colpa può essere solo di Conte?
"Non c'è dubbio che la situazione all'interno del Movimento sia piuttosto critica. Grillo per la sua storia e il suo ruolo richiama tutti a un forte senso di responsabilità...".

Tutti, appunto.
"Ma già l'uso strumentale che è stato fatto delle sue parole mette in dubbio che alcuni ne abbia…

"Nessuna scissione", premette. Però basta guerra dei social, basta minacce. Anzi. "Di Maio sta lavorando benissimo come ministro. E ha subito un attacco grottesco dei troll". E il leader Conte? "Deve essere aiutato. Intorno, non tutti sono all'altezza. Fossi in lui, mi terrei caro uno come Luigi". Vincenzo Spadafora, ex ministro del Conte II, alleato di lungo corso del titolare della Farnesina, ha attraversato in silenzio la "trincea" del voto per il Quirinale. Ma ora parla, senza sconti.

Deputato Spadafora, siamo al Cupio dissolvi, come teme Grillo? E la colpa può essere solo di Conte?
"Non c'è dubbio che la situazione all'interno del Movimento sia piuttosto critica. Grillo per la sua storia e il suo ruolo richiama tutti a un forte senso di responsabilità...".

Tutti, appunto.
"Ma già l'uso strumentale che è stato fatto delle sue parole mette in dubbio che alcuni ne abbiano compreso il senso".

C'è chi pensa che la scissione preparerebbe la corsa di Di Maio come candidato premier.
"Nessuno auspica una scissione che rischierebbe di distruggere il Movimento. Luigi sta lavorando benissimo come Ministro, e sicuramente è l'ultimo che vuole destabilizzare il governo. Per questo non voglio credere a ciò che leggo, cioè che l'obiettivo di chi guida oggi il Movimento sia proprio quello di arrivare alla scissione. Anzi, chi ha la leadership ha la responsabilità e il dovere di lavorare per l'unità".

Non è paradossale che queste fibrillazioni si consumino a ridosso dell'insediamento di Mattarella: che ha accettato l'Sos del Parlamento anche per consolidare la tenuta del Paese e del governo?
"Le fibrillazioni di tutto il sistema politico non sono la conseguenza, ma la causa della richiesta del sacrificio al presidente Mattarella: la scorsa settimana è emersa la fragilità di tanti leader. Tutti i partiti sono chiamati ad una riflessione seria prima di presentarci agli elettori, sempre più disaffezionati, nel 2023".

Che cosa ha sbagliato Conte, dal suo punto di vista?
"Penso sia fin troppo evidente che ci sono state ingenuità politiche ed errori di comunicazione nelle trattative per il Quirinale. Così come è grottesco l'attacco organizzato su twitter contro Di Maio, cose che a me suonavano ridicole già cinque, sei anni fa. È il momento di ragionare, non di sguinzagliare i troll sui social".

Questa è una critica alla comunicazione del Movimento?
"Non ho mai personalizzato. Dico che i tempi sono cambiati, l'esperienza di governo ci ha portato a riconoscere alcuni errori del passato, la pandemia ha modificato le priorità dei cittadini e dovrebbe modificare linguaggio e comportamenti della politica. Il Movimento si è evoluto in questi anni: la sua comunicazione, per molti aspetti, no. Non è vincendo la guerra dei social che si crea consenso, ma migliorando la vita delle persone".

A novembre Repubblica raccolse una vostra profezia interna: dopo l'elezione al Colle, cambieremo leader. Ma lei negò. E ora?
"Il dialogo non si auspica, si pratica: oggi serve un confronto vero senza sterili e inutili minacce, e serve farlo prestissimo. Conte ha la necessità di essere aiutato, non tutte le persone che ha intorno sono all'altezza della difficile fase politica. Fossi in lui cercherei di tenermi più stretto i giocatori migliori, come Luigi".

Ma Luigi Di Maio ha fatto bene a farsi fotografare con Belloni, dopo aver chiamato anche Raggi e Appendino?
"Separiamo le cose. Dopo le voci che sono state messe in giro da fonti del Movimento, credo sia stato utile al Paese ribadire che tra la Direttrice dei servizi e il ministro degli Esteri la collaborazione e la fiducia siano granitiche".

Non è inopportuno che un ministro mostri i muscoli per una resa dei conti interna?
"Ribadisco che l'incontro con Belloni resta un messaggio istituzionale doveroso. Politicamente, poi, i contatti tra Di Maio, Raggi e Appendino ci sono sempre stati, e sarebbe strano il contrario. Stupisce anzi che chi ci guida sottovaluti l'apporto che due esponenti storiche possono dare".

Il vostro legame con il Pd come ne esce? Letta è spiazzato.
"Per me il legame con il Pd deve essere messo al riparo dalle questioni interne , dalle discussioni di questi giorni. Quello che conta è l'identità e la prospettiva politica, e al momento quelle del Movimento non sono chiare nemmeno a noi. L'effetto Conte non si è visto né nei sondaggi, né sui temi. Dopo molti mesi siamo ancora alle premesse".

Con Renzi, invece, è nato un nuovo patto per un grande centro? O è solo un flirt?
"Non mi sembra proprio, e non ne vedrei i presupposti".

Le inchieste - che vedono indagato Grillo per i contratti Moby di Onorato e solo informato Conte per vicenda Acqua Marcia - quanto pesano sull'immagine del M5S?
"Mi sembra che al momento siano ben poca cosa. E sono convinto che, al netto di novità che non auspico, non incideranno minimamente".