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Cartabia accelera sulla riforma del Csm: no al sorteggio, paletti ai pm in politica

Mattarella chiede "rispetto dei percorsi di garanzia e tempestività delle decisioni". La ministra della Giustizia incontra il presidente del Consiglio e fissa il percorso del provvedimento: entro due settimane saranno depositati gli emendamenti
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Adesso sulla giustizia si fa sul serio. Arriva fermo e netto, ieri, dal suo discorso d'insediamento, il messaggio del Presidente Sergio Mattarella indirizzato sia al governo che alla maggioranza. "Occorre che venga recuperato un profondo rigore. I cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l'Ordine giudiziario", scandisce il Capo dello Stato, chiedendo che le riforme "giungano con immediatezza a compimento".

La giornata in diretta

Seguono non solo applausi di Mario Draghi e dei suoi ministri - la titolare della Giustizia Marta Cartabia, su tutti - ma anche la standing ovation dei Grandi elettori. Gli stessi che, proprio tra le forze di maggioranza, continuano tuttavia a dividersi sul sistema elettorale anti-correnti, per accedere a Palazzo dei Marescialli, e sul futuro della magistratura. Le parole di Mattarella trovano invece immediata e "profonda" condivisione da parte della Guardasigilli. La qua…

Adesso sulla giustizia si fa sul serio. Arriva fermo e netto, ieri, dal suo discorso d'insediamento, il messaggio del Presidente Sergio Mattarella indirizzato sia al governo che alla maggioranza. "Occorre che venga recuperato un profondo rigore. I cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l'Ordine giudiziario", scandisce il Capo dello Stato, chiedendo che le riforme "giungano con immediatezza a compimento".

La giornata in diretta

Seguono non solo applausi di Mario Draghi e dei suoi ministri - la titolare della Giustizia Marta Cartabia, su tutti - ma anche la standing ovation dei Grandi elettori. Gli stessi che, proprio tra le forze di maggioranza, continuano tuttavia a dividersi sul sistema elettorale anti-correnti, per accedere a Palazzo dei Marescialli, e sul futuro della magistratura. Le parole di Mattarella trovano invece immediata e "profonda" condivisione da parte della Guardasigilli. La quale, proprio ieri in un un incontro col premier, avvenuto a ridosso del giuramento del Presidente, aveva fatto sapere che era già pronta e determinata a dare il via al processo riformatore. Anzi - ecco l'elemento che trapela - già a dicembre la ministra aveva recapitato a Palazzo Chigi il suo schema di proposta.

LEGGI Il discorso integrale alle Camera

D'altro canto: i tempi sono strettissimi, a maggio prossimo bisognerà aver finito, se si vuole che l'elezione del nuovo Csm, prevista a luglio, avvenga con la nuova legge elettorale. Già Mattarella, lo scorso novembre, intervenendo alla Scuola superiore di Scandicci, aveva messo in guardia dal pericolo di fallire il traguardo, parlando del "rischio di dovere indire le elezioni" del Csm, la prossima estate, "con vecchie regole e con sistemi ritenuti da ogni parte come insostenibili". Ma se l'iter non è andato avanti, è il ragionamento che si fa in via Arenula, lo si deve al cammino frenato dell'esecutivo degli ultimi due mesi: percorso diventato impervio per le fibrillazioni interne ai partiti e legate alla partita del Quirinale.

Ed è appunto un faccia a faccia operativo quello che, in mattinata non a caso, assorbe per un'oretta Draghi e Cartabia. Sul tavolo, c'è la road map con cui bisognerà incidere su un fronte considerato prioritario. Si riparte concretamente tra due settimane: ma solo dopo il confronto indispensabile da aprire, in Consiglio dei ministri, sulla "bozza" Cartabia, la Guardasigilli depositerà i suoi emendamenti in Commissione Giustizia alla Camera - dove intanto mercoledì prossimo si riprende il lavoro sull'ergastolo ostativo. Poi, si comincerà a discutere del "nuovo" del Csm. Che dovrebbe andare in aula a marzo.

Una riforma che non solo dovrà ridisegnare il sistema elettorale per l'organo di autogoverno, ma anche sciogliere i troppi aspetti irrisolti su cui grava il corto circuito tra magistratura e politica: il tema delle cosiddette "porte girevoli", i livelli di verifica per poter andare fuori ruolo, il tema dei consigli giudiziari. Sul voto per il parlamentino di Palazzo dei Marescialli si va verso un maggioritario "temperato": escluso il sorteggio che avevano chiesto a gran voce Fi e Lega, perché considerato dalla ministra incostituzionale.

D'altro canto, come più volte ha sottolineato Cartabia, a debellare storture e degrado delle dinamiche correntizie - che serpeggiavano da qualche lustro, poi esplose nella paradigmatica vicenda dell'ex leader Anm, Luca Palamara, il pm oggi radiato - non potrà mai servire solo un "nuovo sistema" di votazioni, quanto quella "rigenerazione" etica e culturale già invocata da Mattarella. Parole che solo due settimane fa, all'inaugurazione dell'Anno giudiziario, la ministra aveva rievocato con forza, esortando unità d'intenti sulla riforma del Csm ritenuta "ineludibile", per avviare la "nuova stagione di fiducia". E questo nostante la consapevolezza che certi processi siano "scomodi e impopolari", ma allo stesso tempo "urgenti e indifferibili" - precisava Cartabia - per promuovere il reale "rinnovamento".

Ventre a terra, insomma. La primavera dovrà segnare la svolta. Anche perché incombono - al netto del pronunciamento della Corte Costituzionale - i referendum sulla giustizia voluti dalla Lega. Che includono anche i quesiti sulla responsabilità diretta dei magistrati e sulla separazione delle carriere.