Forza Italia, Vito: "La mia firma contro Brunetta? Noi nello stesso partito ma basta con la retorica dei fannulloni"
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniC'è anche quella di Elio Vito, parlamentare liberal di Forza Italia, tra le 5 mila firme raccolte per chiedere la sfiducia del ministro Renato Brunetta, accusato dai promotori della petizione online di screditare i dipendenti pubblici sul capitolo smart-working. "Questa retorica dei fannulloni non contribuisce a dare una buona immagine della Pubblica amministrazione", dice il deputato forzista.
Elio Vito, perché ha firmato una petizione contro un ministro del suo stesso partito?
"Niente di personale nei confronti di Brunetta, il ministro di certo non fa il sindacalista, però dovrebbe almeno tutelare l'immagine dei dipendenti della Pa. Lo sfaticato si può trovare ovunque, anch…
C'è anche quella di Elio Vito, parlamentare liberal di Forza Italia, tra le 5 mila firme raccolte per chiedere la sfiducia del ministro Renato Brunetta, accusato dai promotori della petizione online di screditare i dipendenti pubblici sul capitolo smart-working. "Questa retorica dei fannulloni non contribuisce a dare una buona immagine della Pubblica amministrazione", dice il deputato forzista.
Elio Vito, perché ha firmato una petizione contro un ministro del suo stesso partito?
"Niente di personale nei confronti di Brunetta, il ministro di certo non fa il sindacalista, però dovrebbe almeno tutelare l'immagine dei dipendenti della Pa. Lo sfaticato si può trovare ovunque, anche nel privato".
Questa non è la prima frecciatina via social che lancia al ministro Brunetta...
"Mi dica chi si salva dalla mia frecciatine. In politica, come sui social, amo essere molto franco. Non posso considerarmi un esperto, ma sono laureato in Sociologia con una tesi su mezzi di comunicazione, anche se parliamo degli anni '80..."
Un conto sono le frecciatine sui social, altro è chiedere la sfiducia ad un ministro del suo partito.
"Ma io non ho chiesto la sfiducia, ho firmato una petizione online".
Sì, ma la petizione in questione chiede proprio la sfiducia del ministro.
"Il mio obiettivo, come insegna Marco Pannella, è quello di fare politica destando scandalo. La petizione online è un atto di provocazione, non è come votare una sfiducia in Parlamento, cosa che assolutamente non farei".
Però ammetterà che è strano che un membro di Fi firmi una petizione dell'Usb, un sindacato più a sinistra della Cgil.
"Perché dovrei decidere se firmare o non firmare una petizione in base a chi la presenta? Se ne condivido i contenuti, non mi metto di certo a guardare il promotore. Poi sono convinto che Forza Italia debba dialogare anche con i sindacati, non solo con Confindustria".
Nel merito, lei è favorevole allo smart-working?
"È stato uno strumento utilissimo durante le fasi più acute della pandemia e credo che bisognerebbe continuare ad utilizzarlo in quanto consente la possibilità di conciliare meglio il lavoro con la vita privata. Il ricorso all'online è sempre più diffuso nella nostra società. Bisogna prenderne atto".
Brunetta fa parte della corrente che all'interno di Forza Italia guarda con più scetticismo all'alleanza con la Lega. Viste le sue posizioni, non dovreste stare dalla stessa parte?
"Ma io non ha nessuna ostilità nei confronti della Lega, il problema sono i contenuti. È in base a questi ultimi che Forza Italia dovrebbe strutturate le sue alleanze. Dobbiamo ricordarci la nostra identità: europeista, filoatlantica e aprirci ai diritti civili come ha già fatto il Partito popolare in Europa".
Non sembra proprio l'identikit del partito guidato Salvini...
"Credo che alcune posizioni della Lega siano perfino minoritarie. Penso alle posizioni No Vax, ad esempio".
Anche le posizioni sul ddl Zan e sulla legalizzazione delle cannabis, di cui lei ha sottoscritto il referendum, sono minoritarie?
"Non credo che sulla cannabis ci sia stato un dibattito serio all'interno della Lega, sicuramente sono prevalsi toni che non condivido. Quanto successo con il ddl Zan invece è sotto gli occhi di tutti, purtroppo. Poi mi sembra che neanche i ministri di Fi, come Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, si siano spesi a favore dell'identità di genere".
Parlando di alleanze, le interessa l'operazione neo-centrista portata avanti da Matteo Renzi e Giovanni Toti?
"Rifiuto l'idea che Forza Italia possa far parte di un 'centrino' che spera di avere la legge proporzionale per decidere di volta in volta se allearsi da una parte o dall'altra in base alla convenienza".
E allora Fi con chi si dovrebbe alleare? Con Lega e FdI?
"Ribadisco che gli accordi si fanno sulla base dei contenuti. Seguendo questo principio credo che Forza Italia possa fare alleanze anche con il Pd o con il Movimento 5 Stelle, con cui dal mio punto di vista possiamo avere alcuni punti in comune".
Con il Movimento 5 Stelle? Ma è sicuro?
"Sì, ricordiamoci che fu Silvio Berlusconi il primo ad aprire la discussione sui costi della politica, un tema da sempre caro anche al Movimento 5 Stelle".