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M5S, il ritorno di Beppe Grillo: il padre nobile che prova a portare la pace nel movimento

Qualcuno tra i pentastellati l'ha ribattezzato 'Beppe la fisarmonica'. Oggi c'è, domani scompare, poi torna, poi se ne va, poi si inalbera, poi dà le carezze di un padre, poi vola alto, poi indica la via, poi riscompare, poi scompiglia, poi riaggiusta e domani si vedrà
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Qualcuno nel Movimento l'ha ribattezzato 'Beppe la fisarmonica'. Oggi c'è, domani scompare, poi torna, poi se ne va, poi si inalbera, poi dà le carezze di un padre, poi vola alto, poi indica la via, poi riscompare, poi scompiglia, poi riaggiusta e domani si vedrà. Ora, con i 5 Stelle in tempesta, rieccolo nella veste di timoniere, a tracciare la rotta possibile. Dopo un lungo tempo di silenzi, tre interventi diretti nel giro di pochi giorni (prima un tweet sulla candidatura di Belloni nel pieno della partita per il Colle, poi nel giro di poche ore un doppio intervento sulle tensioni nel movimento). "Non tutto è andato come avremmo voluto, ma nessuno può negare che molti dei cambiamenti realizzati siano stati rivoluzionari", scrive lui sul proprio blog. Poi indica cinque nuove parole per cinque nuove stelle - quelle originarie erano acqua pubblica, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività - e si p…

Qualcuno nel Movimento l'ha ribattezzato 'Beppe la fisarmonica'. Oggi c'è, domani scompare, poi torna, poi se ne va, poi si inalbera, poi dà le carezze di un padre, poi vola alto, poi indica la via, poi riscompare, poi scompiglia, poi riaggiusta e domani si vedrà. Ora, con i 5 Stelle in tempesta, rieccolo nella veste di timoniere, a tracciare la rotta possibile. Dopo un lungo tempo di silenzi, tre interventi diretti nel giro di pochi giorni (prima un tweet sulla candidatura di Belloni nel pieno della partita per il Colle, poi nel giro di poche ore un doppio intervento sulle tensioni nel movimento). "Non tutto è andato come avremmo voluto, ma nessuno può negare che molti dei cambiamenti realizzati siano stati rivoluzionari", scrive lui sul proprio blog. Poi indica cinque nuove parole per cinque nuove stelle - quelle originarie erano acqua pubblica, ambiente, mobilità sostenibile, sviluppo e connettività - e si passa a leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità.

Che specie in mezzo a questo marasma l'anima del fondatore conti ancora molto, eccome, lo si capisce da come tutti cerchino di portarlo dalla propria parte. Grillo sente Conte, Grillo si sente con Di Maio, Grillo è stanco, Grillo chiede unità, Grillo molla tutto e tutti e chiude il Movimento, abbassa la serranda. Ognuno gli mette in bocca qualcosa, tutti gli chiedono l'appoggio, ma alla fine il comico fa sempre di testa sua. Il lungo post di ieri ha una particolarità: dopo molto tempo il fondatore parla chiaramente a nome del M5S, ne difende la storia, ne garantisce (lui che ne è garante) il senso d'esistere, cambiando, adattandosi, ma restando fedele a se stesso: "Vogliamo costruire un futuro più sostenibile, equo, partecipato, accessibile e digitale".

Tra utopia e tempo che passa ci sono le grane quotidiane: il brutto caso che riguarda il figlio Ciro, poi l'inchiesta della procura di Milano che sospetta una consulenza in cambio di favori, infine le botte da orbi tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Diceva giustamente un super contiano che quando Grillo quattro giorni fa scriveva "figli miei", auspicando la pace, si riferiva di sicuro al ministro, ma non all'ex presidente del Consiglio. Il primo lo considera sì un figlio, lui che è stato un movimentista della prima ora o quasi; nel secondo caso, oltre a un tema anagrafico, c'è una storia diversa, un legame quasi di convenienza e che però proprio per questa sua natura oggi sembra più riparato dalla tempesta.

Il Grillo che attraversava lo Stretto di Messina a nuoto per fare campagna elettorale per la Regione Sicilia (2012) è ormai un ricordo sfuocato, a quasi 74 anni si è ritagliato il ruolo di padre nobile, di vecchio saggio un po' misterioso e perso nelle sue fissazioni, mentre la prole invece combatte nell'arena, tra il "sangue e merda" (da famosa definizione di Rino Formica) della vita parlamentare e dei lenti processi più o meno democratici. Eppure per certi versi non sembra cambiato nulla: senza le sue visioni e pure il suo ingombro il Movimento, da solo, si perde per strada.