Giustizia, Bongiorno: "Basta connivenze. Riforme serie o col referendum gli elettori faranno tabula rasa"
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Il Csm? "Va demolito". E i prossimi referendum: "Se un edificio è diroccato, non serve puntellarlo: bisogna ricostruirlo da zero". La legge elettorale del Csm? "Il sorteggio". L'Alta corte? "Non basta, con la separazione delle carriere ci vorranno due Csm". Dice così a Repubblica la responsabile giustizia della Lega, la senatrice Giulia Bongiorno in linea con Matteo Salvini.
Alla Camera il presidente Mattarella ha chiesto che si faccia subito la riforma del Csm. Ma sono passati 962 giorni dall'exploit del caso Palamara e la nuova legge è sempre al palo.
"Prima della rielezione di Mattarella, avevo scritto una lettera destinata a chiunque fosse stato il futuro presidente in cui sottolineavo l'urgenza di una profonda riforma. Il Csm non è una casa da ristrutturare: bisogna demolire e ricostruire. È necessario affrontare il tema giustizia in senso radicale, senza più trattare la mat…
ROMA - Il Csm? "Va demolito". E i prossimi referendum: "Se un edificio è diroccato, non serve puntellarlo: bisogna ricostruirlo da zero". La legge elettorale del Csm? "Il sorteggio". L'Alta corte? "Non basta, con la separazione delle carriere ci vorranno due Csm". Dice così a Repubblica la responsabile giustizia della Lega, la senatrice Giulia Bongiorno in linea con Matteo Salvini.
Alla Camera il presidente Mattarella ha chiesto che si faccia subito la riforma del Csm. Ma sono passati 962 giorni dall'exploit del caso Palamara e la nuova legge è sempre al palo.
"Prima della rielezione di Mattarella, avevo scritto una lettera destinata a chiunque fosse stato il futuro presidente in cui sottolineavo l'urgenza di una profonda riforma. Il Csm non è una casa da ristrutturare: bisogna demolire e ricostruire. È necessario affrontare il tema giustizia in senso radicale, senza più trattare la materia, come in passato, con timido attendismo per connivenze puramente ideologiche".
Anche lei ha applaudito il presidente? Mattarella stavolta è stato più critico del solito sulle toghe, ha messo in guardia da decisioni "arbitrarie o imprevedibili, in contrasto con la doverosa certezza del diritto, e che incidono sulla vita delle persone".
"Direi che è stato critico verso una parte della magistratura. Anch'io sostengo che ci sono tantissimi magistrati che lavorano silenziosamente per compiere il loro dovere e magari non hanno mai avuto incarichi perché fuori dal sistema delle correnti: se quei magistrati cominciassero a pensare che vivere e lavorare onestamente è inutile, sarebbe la morte della giustizia. Sono proprio quei magistrati i primi a soffrire per l'offuscamento dell'immagine della magistratura".
Salvini dice che "se ci sarà l'ok della Consulta sui quesiti referendari sulla giustizia si andrà a votare, si parla di aprile, e lì sarà un banco di prova". Voi puntate tutto su questo e meno sulla riforma del Csm di Cartabia?
"Sono due binari che corrono in parallelo e non sono sovrapponibili. I referendum affrontano criticità fondamentali di cui la politica dibatte da anni senza trovare soluzioni. Il recupero di credibilità del sistema deve passare attraverso svolte coraggiose: responsabilità dei magistrati; abolizione dell'automatismo nell'avanzamento delle carriere; separazione tra giudici e pubblici ministeri; radicale riforma del Csm. Noi le soluzioni le abbiamo proposte più volte, invano, alle forze politiche; oggi le proponiamo ai cittadini, che sono stanchi di ritocchini e compromessi al ribasso".
Salvini sostiene che con il sì ai referendum si va verso "un atteggiamento liberale, moderno, conservatore europeista, atlantista", mentre adesso c'è chi "gioca in rimessa e per la conservazione". Quindi le riforme fatte oggi non valgono nulla?
"La riforma Cartabia è un importante primo passo. Il ministro ha il nostro convinto sostegno. Ma se un edificio è diroccato, non serve puntellarlo: bisogna ricostruirlo da zero. Va affrontato subito anche il tema del distacco dei magistrati presso i ministeri".
Crede che, a un anno dalla scadenza di questo Parlamento, ci sia lo spazio per affrontare la separazione delle carriere?
"La volontà popolare che si esprimerà sui quesiti referendari scuoterà il timido approccio del Parlamento su temi di grande interesse. Proprio in questo risiede l'importanza del referendum".
Lei è a favore dell'Alta corte proposta da Luciano Violante, per tutte le magistrature, con funzione di appello sulle decisioni disciplinari del Csm e per i ricorsi contro le nomine in luogo di Tar e Consiglio di Stato?
"Non sono contraria, ma attenzione: l'Alta corte rischia di rivelarsi insufficiente se non sarà accompagnata da cambiamenti profondi del sistema. Con la separazione delle carriere si dovrà riflettere sull'introduzione di due Csm, uno inquirente e uno giudicante. Diversamente, l'istituzione di un nuovo organo, indipendentemente dal nome altisonante che gli si vuole assegnare, rimarrà una foglia di fico per un sistema arroccato nella sua autoreferenzialità".
Sul sorteggio per eleggere il Csm lei è a favore. Che succede se Cartabia non sceglie questa soluzione?
"Spiegheremo che si tratta di sorteggiare i candidati tra tutti i magistrati che hanno determinati requisiti di anzianità e autorevolezza. Il sorteggio elimina il vincolo di gratitudine verso la corrente, che mina l'indipendenza dell'eletto".
Ma che succede se Cartabia dice no al sorteggio? Remate contro?
"Ho fiducia nel fatto che saprà trovare una sintesi".