✕

Renzi-Arabia, ancora polemiche. Il report dell'Europarlamento: "Troppi politici ingaggiati"

Il leader di Italia viva, Matteo Renzi 
Una legge per regolare i conflitti d'interesse dei parlamentari
2 minuti di lettura

ROMA - Non è sotto accusa Matteo Renzi per i soldi, tutti in chiaro e rendicontati, che ha avuto dalla fondazione saudita e dalle consulenze al colosso russo del car sharing Delimobil, che fa riferimento all'imprenditore napoletano Vincenzo Trani. Però lo scivolone dall'inopportunità politica al conflitto d'interessi è dietro l'angolo. Qualcosa non quadra nell'attivismo di Russia, Arabia Saudita e Cina, che continuano a reclutare esponenti di primo piano europei, della élite Ue. E perciò occorrono norme per evitare il "testacoda" delle consulenze di personalità che svolgono ruoli politici e potrebbero ritrovarsi coinvolti in interessi stranieri.

L'allerta viene dall'Europarlamento. Non è una semplice preoccupazione, ma un dossier che sarà a breve discusso a Strasburgo. "Alcuni Paesi sono particolarmente attivi nella cooptazione di élite, in particolare Russia e Cina, ma an…

ROMA - Non è sotto accusa Matteo Renzi per i soldi, tutti in chiaro e rendicontati, che ha avuto dalla fondazione saudita e dalle consulenze al colosso russo del car sharing Delimobil, che fa riferimento all'imprenditore napoletano Vincenzo Trani. Però lo scivolone dall'inopportunità politica al conflitto d'interessi è dietro l'angolo. Qualcosa non quadra nell'attivismo di Russia, Arabia Saudita e Cina, che continuano a reclutare esponenti di primo piano europei, della élite Ue. E perciò occorrono norme per evitare il "testacoda" delle consulenze di personalità che svolgono ruoli politici e potrebbero ritrovarsi coinvolti in interessi stranieri.

L'allerta viene dall'Europarlamento. Non è una semplice preoccupazione, ma un dossier che sarà a breve discusso a Strasburgo. "Alcuni Paesi sono particolarmente attivi nella cooptazione di élite, in particolare Russia e Cina, ma anche Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo...": è uno dei passaggi del report. E poi: "Considerando che la Russia cerca contatti con partiti, figure e movimenti per utilizzare gli attori all'interno delle istituzioni europee per legittimare le posizioni russe", ebbene l'Europarlamento intende battere un colpo con norme adeguate per evitare interferenze. L'avvertenza riguarda i partiti. Ma anche gli esponenti politici, affinché non si facciano coinvolgere: non solo i comportamenti sono inopportuni, ma anche rischiosi politicamente.

Pierfrancesco Majorino, eurodeputato dem che ha lavorato nella commissione INGE su interferenze e ingerenze straniere in tutti i processi democratici, inclusa la disinformazione, precisa che la questione non è mettere Renzi sul banco degli imputati, ma di "avvertirlo a non prestarsi a un pericoloso precedente, anche inconsapevolmente". Continua Majorino: "Da una parte c'è la questione dei diritti umani: quello dell'Arabia Saudita è un regime che li calpesta, hanno le mani macchiate di sangue. Dall'altra poi, pur non dubitando affatto che Renzi si presti a operazioni scorrette, e che quindi non faccia in Italia del lobbismo pro Arabia ad esempio, un domani potrebbe esserci qualcuno che fa la stessa cosa in maniera pericolosamente opaca". Il leader di Iv ovviamente non ci sta. Torna sull'affaire soldi per le consulenze, difendendo scelte, e trasparenza e buttando lì il sospetto che la manovra sia tutta politica, proprio quando stava recuperando consensi, dopo le mosse sul Quirinale e la ritrovata sintonia con il segretario dem, Enrico Letta. Dice nella sua e-news: "Avevo recuperato consensi persino nei sondaggi, e tornano casualmente gli attacchi sulle mie consulenze per avere spostato i soldi da un conto all'altro, entrambi a mio nome, si chiama giroconto... sono stato oggetto di segnalazioni, con l'acquisizione del mio conto corrente: la pubblicazione viola la legge, il segreto istruttorio, la privacy. Ciascuno può pensarla come vuole, ma io non violo la legge, chi fa queste uscite, sì". Da parte di Renzi c'è stata in questi anni una costanza però, un "aridaje" è stato detto, sulle tentazioni-consulenze che coinvolgono paesi esteri. Già sotto la pioggia delle polemiche per l'uscita sul Rinascimento saudita in una conferenza accanto al principe ereditario Mohammed bin Salman, l'ex premier non ha fatto retro marcia. Non ha lasciato il posto nel consiglio d'amministrazione di Delimobil che, con il patron Trani, porta da anni le aziende italiane alla corte di Putin. Non ha abbandonato board esteri e relazioni.