✕

M5S, Grillo ingaggia Casaleggio: ma Conte è contrario al nuovo voto su Rousseau

Il Garante oggi a Roma per risolvere la grana della leadership M5S. Sondato l’ex guru per l’elezione del Comitato di garanzia: costerà 30mila euro. Per il ruolo di capo politico non correrà solo l’ex premier
2 minuti di lettura

ROMA - Il prezzo della tregua M5S-Rousseau è 30mila euro. Beppe Grillo, tornato plenipotenziario del Movimento dopo l’ordinanza del tribunale di Napoli che ha silurato la leadership di Conte, ha sondato, tramite amici fidati, Davide Casaleggio. Il fondatore è pronto a commissionare alla piattaforma Rousseau la votazione chiave per sottrarre i 5 Stelle all’impasse. Un ultimo giro di giostra, one-shot: un voto e via. Per eleggere il Comitato dei garanti e varare il nuovo regolamento interno che permetta a Conte di tornare in sella. Ma è proprio l’ex premier l’ostacolo principale del percorso immaginato dal garante. Conte, con l’ex reggente Crimi, è il politico che più si è speso per sganciare il Movimento dall’orbita di Casaleggio jr.

ROMA - Il prezzo della tregua M5S-Rousseau è 30mila euro. Beppe Grillo, tornato plenipotenziario del Movimento dopo l’ordinanza del tribunale di Napoli che ha silurato la leadership di Conte, ha sondato, tramite amici fidati, Davide Casaleggio. Il fondatore è pronto a commissionare alla piattaforma Rousseau la votazione chiave per sottrarre i 5 Stelle all’impasse. Un ultimo giro di giostra, one-shot: un voto e via. Per eleggere il Comitato dei garanti e varare il nuovo regolamento interno che permetta a Conte di tornare in sella. Ma è proprio l’ex premier l’ostacolo principale del percorso immaginato dal garante. Conte, con l’ex reggente Crimi, è il politico che più si è speso per sganciare il Movimento dall’orbita di Casaleggio jr.

Una frattura dolorosa, che Grillo ha tentato fino all’ultimo di ricomporre, l’estate scorsa. Ecco perché anche chi sta seguendo la pratica per conto del fondatore prevede una certa "resistenza" da parte del presidente sospeso. Dall’entourage di Conte confermano: "Tornare su Rousseau è complicato da spiegare, a livello politico e legale". Ma per Grillo la strada è tracciata. Il vecchio statuto non ammette deroghe: all’articolo 1 è scritto che tutte le «consultazioni degli iscritti" devono passare dalla «piattaforma Rousseau". Non si scappa.
Cercherà di convincere Conte nel faccia a faccia previsto per oggi a Roma.

La calata del fondatore nella Capitale è stata annunciata ieri nelle chat grilline. I parlamentari cercano il corpo del leader, quasi un feticcio a cui aggrapparsi nel momento di «sbandamento unico», come l’ha definito l’ex viceministro Buffagni. "Grillo arriva stasera", assicurava in mattinata chi era riuscito a carpire qualcosa. "No, viene domani", cioè oggi, precisano fonti di primo piano del Movimento. Non c’è il clima da redde rationem, Grillo vuole semplicemente assicurarsi che l’organigramma del M5S non salti per aria un’altra volta. Vedrà Conte. Probabilmente anche Di Maio. Non cerca altre grane giudiziarie. Vuole blindarsi, a prova di ricorso.

Per questo gli avvocati dell’ex comico hanno contattato il pool legale degli attivisti di Napoli che ha decapitato il partito. Lorenzo Borré, l’avvocato dei dissidenti, ha messo sul tavolo 3 condizioni. Il voto su Rousseau. L’elezione del Comitato di garanzia. Una corsa per la leadership aperta a tutti, non un referendum Conte sì-Conte no, come ad agosto 2021. Se questo fosse il percorso, gli attivisti potrebbero rinunciare all’elezione del direttivo, l’organo collegiale a 5 membri che avrebbe dovuto rimpiazzare la figura del capo politico. Un voto, quello sul direttorio, che Conte non concederebbe mai: "Se la tirano troppo per le lunghe, Giusppe fa il suo movimento, i voti li ha lui", confida un fedelissimo. È il piano B, congelato ma pronto.


Grillo non è troppo distante dalle posizioni dei dissidenti. Si consulta di continuo con i suoi avvocati, Andrea e Paola Ciannavei, da sempre vicini agli affari legali del M5S. Sa, il fondatore, che Conte verrebbe rivotato in massa dagli iscritti, ma è convinto che si possa aprire ad altre candidature. Certo il ritorno a Rousseau è complicato, non solo per la posizione politica di Conte. È anche una bega logistica: vanno inviati alla piattaforma di Casaleggio tutti i dati dei nuovi iscritti, oggi criptati sul portale Sky Vote. C’è l’aspetto economico, almeno 30mila euro a voto.


Conte ha fretta. "L’azione di una forza politica non può interrompersi per un atto giudiziario provvisorio", incalzava ieri. Se l’ex premier darà il nulla osta al ritorno di Casaleggio (almeno per una tornata di clic), il fondatore è pronto a mettre ai voti il nuovo comitato di garanzia. Forse già in settimana. Sempre stando al vecchio statuto, non potrà far parte dell’organismo chiunque rivesta una "carica elettiva". Quindi né Raggi né Fico (i due garanti superstiti dopo le dimissioni di Di Maio), né deputati, senatori e consiglieri locali. Nell’entourage di Grillo si parla di ex parlamentari, figure che garantiscano gli equilibri interni. Circola il nome di Giorgio Sorial, deputato fino al 2018, poi capo di gabinetto di Di Maio al Mise. Nel 2014 definì Napolitano "boia". C’è anche chi azzarda: perché non Borrè?