Grillo vede Conte, ricorso al tribunale di Napoli per chiedere la revoca della sospensione: "Sua leadership mai messa in discussione"
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoROMA - Meglio la guerra in Tribunale che la guerriglia nel Movimento. Alle 22.26, dopo due ore e mezza di riunione, con stuolo di legali al seguito, Giuseppe Conte e Beppe Grillo siglano il patto del notaio: tenteranno un altro round davanti ai giudici di Napoli contro gli attivisti che hanno decapitato la nomenclatura stellata. Sia la nomina di Conte del 6 agosto 2021, sia la modifica dello statuto sono state infatti dichiarate "illegittime", per il ricorso dei tre iscritti partenopei, Liliana Coppola, Renato Delle Donne e Steven Hutchinson, assistiti dall'avvocato Lorenzo Borrè. Che ora avverte su Facebook: "Non sono stato contattato dagli avvocati di
"Conte confermato com…
ROMA - Meglio la guerra in Tribunale che la guerriglia nel Movimento. Alle 22.26, dopo due ore e mezza di riunione, con stuolo di legali al seguito, Giuseppe Conte e Beppe Grillo siglano il patto del notaio: tenteranno un altro round davanti ai giudici di Napoli contro gli attivisti che hanno decapitato la nomenclatura stellata. Sia la nomina di Conte del 6 agosto 2021, sia la modifica dello statuto sono state infatti dichiarate "illegittime", per il ricorso dei tre iscritti partenopei, Liliana Coppola, Renato Delle Donne e Steven Hutchinson, assistiti dall'avvocato Lorenzo Borrè. Che ora avverte su Facebook: "Non sono stato contattato dagli avvocati di
"Conte confermato come leader? Certamente, chi ha mai messo in dubbio questa roba qua, ma state scherzando?", ha risposto Beppe Grillo ai giornalisti che lo attendevano fuori. "Abbiamo avuto una riunione, abbiamo esaminato tutti gli aspetti giuridici. Siamo fiduciosi, offrendo al Tribunale un nuovo documento, che potrà essere riconosciuta la piena validità delle delibere assembleari contestate" ha tagliato corte lo stesso ex premier.
Roma, Grillo vede Conte: "Leadership mai in discussione. Ripristiniamo il sistema immunitario M5S"
Lo scontro interno è così rimandato. Il M5S presenterà ai giudici un'"istanza di revoca". Obiettivo: annullare l'ordinanza che ha sospeso Conte da presidente del Movimento. L'ex premier è convinto di farcela, rispolvera un regolamento interno del 2018 che, sostiene, "certifica la piena regolarità" delle due delibere cassate lunedì dai magistrati. Quelle votate ad agosto dagli iscritti, per modificare lo statuto e incoronarlo leader, e che erano state approvate solo dai militanti con più di 6 mesi di anzianità. Come previsto dal regolamento del 2018, spiegano gli avvocati dell'Avvocato. "Il testo non era stato prodotto al momento della pronuncia del tribunale", che aveva contestato proprio la sforbiciata alla platea elettorale.
La via del ricorso è l'unica che permette al M5S di non implodere. Il clima è teso. Grillo, dopo essersi consultato con i suoi legali, Paola e Andrea Ciannavei, si era convinto a tornare alla piattaforma Rousseau, insostituibile nel vecchio statuto appena tornato in vigore. Da lì, avrebbe fatto votare agli iscritti un nuovo comitato di garanzia. Ieri ha anche prospettato a Conte una rosa di nomi: tutti attivisti, nessun parlamentare in carica. Pietro Dettori, ex di Rousseau, Giorgio Sorial, deputato fino al 2018, Silvana Carcano, ex consigliera regionale in Lombardia.
Ma Grillo non vuole blitz. Pretende una soluzione che lo metta al riparo dalle guerriglie legali. Ha altre grane giudiziarie a cui pensare. Soprattutto, ripete l'ex comico agli amici genovesi, "non tiro più fuori un euro". E infatti più che con i politici, in questi giorni tribolati parla con gli avvocati. Per evitare strappi, Grillo ieri ha incontrato quello che resta dello stato maggiore M5S. Ha scartato stavolta l'hotel Forum, il quartier generale delle sue trasferte romane. Il capannello di cronisti e cameramen allineato in formazione classica davanti alla porta girevole ieri mattina è rimasto a bocca asciutta. Il primo dribbling ai giornalisti è riuscito: Grillo è andato al Parco dei Principi, ai Parioli, nell'hotel che ha ospitato la Nazionale dopo la sbornia degli Europei.
In una saletta è rimasto a quattr'occhi con Luigi Di Maio, l'ex capo politico in rotta con Conte. Ha predicato unità. Subito dopo ha incontrato la capogruppo del M5S al Senato, Mariolina Castellone. Fico non si è presentato per "indisposizione". Virginia Raggi, il terzo membro del comitato dei garanti appena silurato, ha parlato con Grillo nella sede del notaio del M5S, Luca Amato. L'ex sindaca non avrebbe pregiudizi sul ritorno a Rousseau, il rapporto con Davide Casaleggio, che l'ha sostenuta nei primi, tormentati anni in Campidoglio, è rimasto buono. Uscita Raggi, è toccato a Conte. Con avvocati al seguito. Due ore e mezza di ring. Poi la tregua.