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Pd, da Iv ai 5S, Letta vuole far fiorire il campo largo già a primavera

Enrico Letta e Matteo Renzi 

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Il segretario dem migliora i rapporti con Renzi e accelera per allargare il centrosinistra alle prossime amministrative
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ROMA - Ora che tutto sembra tornare in discussione, che la partita quirinalizia ha fatto esplodere le contraddizioni interne ai partiti e messo a nudo la fragilità delle coalizioni, Enrico Letta ha deciso di accelerare. Il Pd è quello che sembra uscito meglio dalla contesa del Colle, e i sondaggi stanno lì a dimostrarlo, ma sarebbe un errore illudersi che possa bastare. Anzi, rafforzare gli argini del campo largo, declinato quasi un anno fa nel suo discorso di investitura, "è oggi più importante che mai", ha avvertito qualche giorno fa l’inquilino del Nazareno riunendo la segreteria. "Saranno le amministrative di primavera e il tavolo delle riforme a dare indicazioni sul perimetro delle alleanze", la riflessione consegnata ai fedelissimi. In attesa della Direzione convocata venerdì per mettere a punto la strategia di fine legislatura e quella per la prossima tornata elettorale.

ROMA - Ora che tutto sembra tornare in discussione, che la partita quirinalizia ha fatto esplodere le contraddizioni interne ai partiti e messo a nudo la fragilità delle coalizioni, Enrico Letta ha deciso di accelerare. Il Pd è quello che sembra uscito meglio dalla contesa del Colle, e i sondaggi stanno lì a dimostrarlo, ma sarebbe un errore illudersi che possa bastare. Anzi, rafforzare gli argini del campo largo, declinato quasi un anno fa nel suo discorso di investitura, "è oggi più importante che mai", ha avvertito qualche giorno fa l’inquilino del Nazareno riunendo la segreteria. "Saranno le amministrative di primavera e il tavolo delle riforme a dare indicazioni sul perimetro delle alleanze", la riflessione consegnata ai fedelissimi. In attesa della Direzione convocata venerdì per mettere a punto la strategia di fine legislatura e quella per la prossima tornata elettorale.


Un doppio test sull’affidabilità dei partner, dal M5S a Italia viva, e sulla solidità del fronte progressista che nel 2023, se si vuol davvero battere il centrodestra alle Politiche, dovrà presentarsi unito, proponendosi come il “contenitore” ideale per raccogliere l’eredità di Draghi che non ha alcuna intenzione di scendere in campo. Tanto più che il clima di guerriglia dentro la maggioranza e un calendario d’aula che obbliga a dare priorità all’attuazione del Pnrr paiono offrire pochi margini alla modifica della legge elettorale sul modello tedesco — proporzionale con sbarramento alto — auspicata da tanti per scoraggiare coalizioni forzate e stabilizzare il quadro.


Ci si proverà, ovviamente. "Anche se molto dipenderà da Salvini, se c’è lui l’intesa si trova in cinque minuti, altrimenti sarà più difficile", concordano i parlamentari dem. Nel frattempo, però, bisogna muoversi. Per non farsi trovare impreparati, né farsi scavalcare dagli eventi. Un’urgenza che anche Matteo Renzi sembra condividere. Sulla scia dell’avvicinamento sperimentato durante i giochi sul Quirinale: tra i due leader "c’è stato un riconoscimento reciproco", hanno convenuto entrambi. Certificato nel faccia a faccia dell’altro ieri a palazzo Giustiniani, dove Letta si è recato per cominciare ad affrontare con il senatore di Firenze il capitolo amministrative. Che non è ancora un patto di sistema, ma un segnale di distensione, di scongelamento dei rapporti alla vigilia delle trattative su alleanze e scelta dei candidati sindaci nei 25 capoluoghi chiamati al voto di maggio. "Per noi il modello vincente è Napoli: si parte dalla coalizione giallorossa e si allarga ai civici, senza veti da parte di nessuno", spiega Francesco Boccia, responsabile Enti locali del Pd. "Siamo appena all’inizio, ma finora ai tavoli nei territori né il M5S né Iv hanno posto distinguo".


E c’è pure un altro indizio a testimoniare che i rancori tra ex, se non del tutto spariti, si sono per lo meno sopiti. La prossima settimana, per la prima volta, un deputato di Italia viva parteciperà a una delle Agorà promosse da Letta per favorire il dialogo fra cittadini e politica e fra le varie forze del centrosinistra. Giovedì prossimo il renziano Massimo Ungaro discuterà delle opportunità del voto digitale con Marianna Madia, autrice di una proposta di legge in materia, al responsabile riforme del Pd Andrea Giorgis e al collega di +Europa Riccardo Magi.

Mentre venerdì sarà Pierluigi Bersani, leader di Leu, a debuttare all’iniziativa promossa dal Pd Brescia su “L’industria nella sfida della transizione ecologica”, insieme al ministro Andrea Orlando e vari esponenti sindacali e confindustriali. Prove tecniche di grande coalizione, mettendo via vecchie e nuove ruggini. Perché solo "l’unione fra progressisti e riformisti", conclude Boccia, "può sconfiggere le destre".