Amministrative, Calenda: "Né M5S, né Renzi. Alleanza Ursula l’unica possibile"
di Giovanna Vitale , di Giovanna Vitale"Non credo né al grande centro, né al campo largo di Enrico Letta. Ergo: alle Politiche noi e +Europa andremo soli", annuncia Carlo Calenda.
Quindi lei non si unirà all'alleanza dei progressisti e riformisti che il segretario del Pd sta provando a costruire in vista del 2023?
"Per me l'unico campo possibile è quello composto dalle forze che in Europa formano la maggioranza Ursula, figlie delle tre grandi tradizioni politiche - socialista, popolare e liberale - che escludono populisti e sovranisti".
Al di qua delle Alpi, però, Forza Italia sta con il centrodestra.
"Sì, ma mi pare che anche loro concordino sulla necessità che la grande coalizione a sostegno di Draghi debba andare avanti anche dopo le prossime elezioni".
"Non credo né al grande centro, né al campo largo di Enrico Letta. Ergo: alle Politiche noi e +Europa andremo soli", annuncia Carlo Calenda.
Quindi lei non si unirà all'alleanza dei progressisti e riformisti che il segretario del Pd sta provando a costruire in vista del 2023?
"Per me l'unico campo possibile è quello composto dalle forze che in Europa formano la maggioranza Ursula, figlie delle tre grandi tradizioni politiche - socialista, popolare e liberale - che escludono populisti e sovranisti".
Al di qua delle Alpi, però, Forza Italia sta con il centrodestra.
"Sì, ma mi pare che anche loro concordino sulla necessità che la grande coalizione a sostegno di Draghi debba andare avanti anche dopo le prossime elezioni".
A parte che in questa coalizione ci sono pure i grillini, non le pare un'idea velleitaria?
"Molto dipenderà dalla legge elettorale. Io però dubito che si riuscirà a cambiarla. E dunque il centrosinistra si alleerà con il M5S in disfacimento e il centrodestra si ricompatterà, tutti fingeranno di non aver governato insieme e in campagna elettorale si affronteranno col solito armamentario a base di insulti su fascismo e comunismo".
Dopodiché?
"Dopodiché si accorgeranno che esiste un movimento politico come il nostro, sganciato dai due schieramenti che hanno dentro forze antisistema - da una parte il M5S, dall'altra Fdi e un pezzo di Lega - che, il giorno dopo il voto, proporrà di formare un governo senza le ali estreme, scomponendo i poli a vantaggio di una maggioranza simile a quella europea".
Esclude un patto col Pd dunque?
"Se ci sono i 5S noi andremo soli alle elezioni. Per il Pd ci sono sempre stati alleati di serie A e di serie B. Ma questo non può funzionare. Finché Letta non rinuncerà allo schema Bettini, che ritiene noi riformisti un accessorio, non si potrà correre uniti alle Politiche, anche se poi saremo insieme al governo".
Non la convince neppure il grande centro cui pare stia lavorando Renzi?
"Io Renzi non lo sento e non so cosa voglia fare. Mi pare di aver capito che orbiti intorno alla cosa di Brugnaro e Toti che però stanno con Salvini e Meloni. Nulla di più distante da noi. Quello che manca in Italia è un partito liberaldemocratico, che non è una costola della destra. Credo che si debba fare un lavoro al centro, ma non un partito centrista inteso come ago della bilancia, esperto in tatticismo parlamentare. Quel che serve è un movimento che interpreti il pragmatismo, la capacità di fare le riforme e continuare a mandare avanti il Paese".
Pensa che Azione e +Europa avranno nelle urne un risultato tale da scomporre i due poli?
"Io penso che possa accadere quel che è successo a Roma, dove Azione ha ottenuto un ottimo risultato. La gente si è stancata di coalizioni che fanno finta di allearsi e di una politica incapace di governare. Ed è per questo che il prossimo weekend faremo il nostro primo congresso nazionale, dopo averne svolti 108 a livello provinciale e 100 a livello regionale, per poi partire con la campagna elettorale fondata sui nostre 1.100 amministratori locali".
Nel frattempo ci saranno le comunali. Anche lì chiudete al Pd?
"Tutt'altro, il dialogo con Letta deve continuare perché chissà che cosa succede nei 5S. Nei territori saremo spesso alleati con il Pd e in alcuni casi con il centrodestra. Faremo cioè una valutazione sul candidato. Ma ne parleremo al congresso. Nel Centro-Nord Italia i 5S non esistono più, una follia insistere con loro".