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M5S, la tensione in maggioranza sale e la strategia diventa "di lotta e di governo"

(ansa)
In attesa che il Tribunale di Napoli si pronunci sulla sospensiva dei vertici, nei rapporti con le altre forze politiche il Movimento pronto a una controffensiva dopo le turbolenze dei giorni scorsi: su Superbonus, caro bollette, riforma del Csm e balneari promette battaglia in aula
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In settimana, tra mercoledì e venerdì, è atteso il pronunciamento del tribunale di Napoli sulla richiesta di 'sospensione della sospensiva' che pende sugli attuali vertici dei 5 Stelle e presentato dai legali del Movimento venerdì scorso. Il M5S di Giuseppe Conte ci arriverà con uno stato di relativa calma interna, anche grazie ai messaggi distensivi ufficiali e ufficiosi lanciati da Luigi Di Maio nelle ultime ore. Allo stesso tempo, sul fronte del governo e dei rapporti con i partner della maggioranza, l'approccio da qui alle prossime settimane sarà molto diverso da quello del passato improntato sulla 'responsabilità'. Superbonus, caro bollette, riforma del Csm, i balneari: quattro temi sui quali il Movimento promette battaglia in aula.

In settimana, tra mercoledì e venerdì, è atteso il pronunciamento del tribunale di Napoli sulla richiesta di 'sospensione della sospensiva' che pende sugli attuali vertici dei 5 Stelle e presentato dai legali del Movimento venerdì scorso. Il M5S di Giuseppe Conte ci arriverà con uno stato di relativa calma interna, anche grazie ai messaggi distensivi ufficiali e ufficiosi lanciati da Luigi Di Maio nelle ultime ore. Allo stesso tempo, sul fronte del governo e dei rapporti con i partner della maggioranza, l'approccio da qui alle prossime settimane sarà molto diverso da quello del passato improntato sulla 'responsabilità'. Superbonus, caro bollette, riforma del Csm, i balneari: quattro temi sui quali il Movimento promette battaglia in aula.

Le prime avvisaglie di turbolenza si sono viste già da venerdì scorso con le polemiche sul Superbonus e le troppe truffe segnalate in conferenza stampa da Mario Draghi e poi dal ministro dell'Economia Daniele Franco. Un reato di lesa maestà per i 5 Stelle, per i quali la misura - assieme al reddito di cittadinanza - è considerata un po' il fiore all'occhiello della propria azione di governo. Ma che dopo la partita quirinalizia le cose siano cambiate è evidente. "Siamo il primo gruppo parlamentare e siamo tenuti a far valere le nostre posizioni, non è questione di campagna elettorale in arrivo ma di dimostrare la nostra utilità", spiega un parlamentare di primo piano.

E così sul Superbonus sono pronti dei correttivi sul piano parlamentare, sulle bollette si chiede uno scostamento di bilancio per calmierare i prezzi, sulla concorrenza si spinge per dare seguito alle direttive europee e mettere a gara le concessioni per le aree demaniali oggi affidate agli stabilimenti. Argomenti che faranno alzare la tensione in maggioranza, con intese e scontri trasversali (vedi ad esempio Matteo Salvini che smentisce Giancarlo Giorgetti e invece difende il superbonus ma al contempo continua ad attaccare il reddito di cittadinanza). Ma del resto secondo i vertici dei 5 Stelle, "è in corso un tentativo di attacco e di indebolimento politico a cui il Movimento è sottoposto". Ragione per cui partirà una controffensiva anche comunicativa che porterà il M5S in una posizione di lotta e di governo speculare a quanto ha fatto in questi mesi la Lega.