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Ricerca, Draghi nei laboratori del Gran Sasso: "Difenderla da pulsioni antiscientifiche. Donne ai margini, invertire la rotta"

Il premier in visita nelle caverne sotterranee dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare. "La ricerca scientifica deve essere al centro dello sviluppo. Investiremo un miliardo per far sì che le ragazze raggiungano almeno il 35% degli iscritti alle facoltà scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche". Il premio nobel Parisi: "Se l’Italia esporta scienziati e non riesce ad attrarne è perché non c’è certezza sulla regolarità dei finanziamenti"
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ASSERGI- "Tocca a tutti noi prenderci cura della scienza, come la scienza si è presa cura di noi". Con questa promessa il presidente del Consiglio Mario Draghi si è congedato dalle ricercatrici e dai ricercatori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Una visita lampo quella nelle caverne sotterranee dove gli scienziati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare conducono esperimenti per svelare i misteri dell'Universo: solo venerdì scorso Palazzo Chigi ha comunicato al direttore dei Laboratori Ezio Previtali che il premier desiderava entrare nelle tre sale scavate sotto 1400 metri di roccia della montagna. "E' stata una grande emozione" ha ammesso il premier una volta raggiunti gli edifici esterni che ospitano le aule e le infrastrutture. "Siete una delle grandi eccellenze del Paese e l'Italia è orgogliosa di voi", ha detto ai fisici che affollavano l'Aula Fermi.

Prima di lui erano intervenuti il presiden…

ASSERGI- "Tocca a tutti noi prenderci cura della scienza, come la scienza si è presa cura di noi". Con questa promessa il presidente del Consiglio Mario Draghi si è congedato dalle ricercatrici e dai ricercatori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Una visita lampo quella nelle caverne sotterranee dove gli scienziati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare conducono esperimenti per svelare i misteri dell'Universo: solo venerdì scorso Palazzo Chigi ha comunicato al direttore dei Laboratori Ezio Previtali che il premier desiderava entrare nelle tre sale scavate sotto 1400 metri di roccia della montagna. "E' stata una grande emozione" ha ammesso il premier una volta raggiunti gli edifici esterni che ospitano le aule e le infrastrutture. "Siete una delle grandi eccellenze del Paese e l'Italia è orgogliosa di voi", ha detto ai fisici che affollavano l'Aula Fermi.

Prima di lui erano intervenuti il presidente dell'Infn Antonio Zoccoli, Lucia Votano, che ha diretto i Laboratori tra il 2009 e il 2012, e il premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi. E' stato proprio Parisi a rivolgere, con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto, un appello al presidente del Consiglio perché l'occasione del Pnrr non vada sprecata. "I Laboratori del Gran Sasso sono il simbolo delle buone pratiche dell'Infn, che ha sempre scelto accuratamente i progetti su cui investire. E i risultati si sono visti. Questo ci insegna che soprattutto quando ci sono grandi risorse a disposizione ci vuole un confronto ampio e accurato per scegliere i progetti migliori. Confido che i bandi del Pnrr siano scritti con grande attenzione per evitare che poi si sia costretti a scelte obbligate tra poche grandi realtà", ha detto il fisico romano. "E poi: cosa succederà dopo il Pnrr? Si riuscirà a garantire continuità nei finanziamenti alla ricerca anche quando i soldi europei saranno finiti e anzi andranno restituiti? Se l'Italia esporta scienziati e non riesce ad attrarne dall'estero è anche perché non c'è certezza sulla regolarità dei finanziamenti: l'acquisto dei reagenti chimici per un esperimento non può dipendere dall'esito delle elezioni politiche". Per questo il premio Nobel ha suggerito piani di investimento settennali, in modo da essere svincolati dalle contingenze politiche.

Mario Draghi ha confermato che nella sua visione "la ricerca scientifica deve essere al centro dello sviluppo", nonostante le pulsioni antiscientifiche di questi anni. E ha rivendicato le azioni del governo: "Con il Pnrr investiamo oltre 30 miliardi in istruzione e ricerca e sono stati chiusi i primi bandi per i 5 Centri nazionali (dal supercalcolo alla biodiversità, ndr) per un totale di 4,5 miliardi. Nei prossimi 4 anni alla ricerca andranno 6,9 miliardi. Raddoppieremo gli importi e il numero di borse per i dottorati i ricerca che arriveranno a circa ventimila. E poi le donne: investiremo un miliardo di euro nella formazione delle materie STEM per fare in modo che cresca il numero di ragazze che si dedicano alle materie scientifiche. L'obbiettivo è che le donne raggiungano almeno il 35% degli iscritti alle facoltà scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche".

Pochi minuti prima Lucia Votano aveva raccontato la sua esperienza di donna, "ormai nonna", del Sud nata alla fine degli anni Quaranta e che tra molte difficolta ha raggiunto posizioni apicali nelle istituzioni scientifiche nazionali. "Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia senza stereotipi di genere, di aver incontrato una insegnante che mi esce scoprire la bellezza della fisica, e di riuscire a conciliare la vita di ricercatrice con quella familiare. Ma ancora oggi l'Italia non è molto accogliente per i ricercatori e ancor più per le ricercatrici".

Il presidente dell'Infn Antonio Zoccoli ha riassunto al premier la storia dell'Istituto: "Siamo i diretti discendenti dei Ragazzi di via Panisperna e di Enrico Fermi. Abbiamo lo stesso loro entusiasmo e speriamo che di essere riuscita a contagiare il premier mostrando i nostri esperimenti sui neutrini e sulla materia oscura".

Draghi ha in effetti espresso il suo stupore al cospetto dei grandi rivelatori di particelle collocati nelle tre sale sperimentali lunghe 100 metri, larghe 20 e alte 18: "E' un viaggio nello straordinario, se non si viene qui di persona non ci si crede". E nel cuore della montagna si è complimentato con i giovani ricercatori al lavoro. "Abbiamo ringraziato il premier per la visita nei nostri laboratori", racconta visibilmente emozionata Laura Leonzi con ancora indosso la giacca a vento blu e il caschetto antinfortunistico, la divisa dei ricercatori che lavorano nelle sale sotterranee. "E il premier ha ringraziato noi per il lavoro che facciano e che, ha detto, è fondamentale per il Paese".

Poi all'esterno Draghi ha promesso il suo impegno: "Vogliamo sostenervi perché possiate continuare a crescere". Un messaggio rivolto non solo ai fisici del Gran Sasso ma a tutta la comunità scientifica, cui secondo il premier va la gratitudine del Paese. Perché è con la scienza che si esce dalle crisi della nostra epoca, che si tratti di Covid o di cambiamenti climatici. Ecco perché, ha concluso, "tocca a tutti noi prenderci cura della scienza, come la scienza si è presa cura di noi".