ROMA - O la va o la spacca: oggi nell'aula della Camera la legge sul suicidio assistito rischia di essere cancellata per sempre. Il primo voto infatti sarà sull'emendamento soppressivo della destra, che mira a cassare l'articolo 1, ovvero quello in cui si dichiara la mission della norma: la possibilità di una persona affetta da una patologia irreversibile e con prognosi infausta di chiedere assistenza medica per porre fine alla propria sofferenza. Il voto sarà, quasi certamente, segreto. È muro contro muro, dopo l'altolà della Consulta al referendum sull'eutanasia accompagnato da un milione e 200 mila firme.
In proposito, peraltro, il presidente della Corte, Giuliano Amato, ha precisato che se ci fosse un caso specifico sottoposto alla Consulta allora questa riprenderebbe in esame la questione dell'omicidio del consenziente. In pratica come è accaduto sull'aiuto al suicidio con la sentenza Cappato. "Vi dic…
ROMA - O la va o la spacca: oggi nell'aula della Camera la legge sul suicidio assistito rischia di essere cancellata per sempre. Il primo voto infatti sarà sull'emendamento soppressivo della destra, che mira a cassare l'articolo 1, ovvero quello in cui si dichiara la mission della norma: la possibilità di una persona affetta da una patologia irreversibile e con prognosi infausta di chiedere assistenza medica per porre fine alla propria sofferenza. Il voto sarà, quasi certamente, segreto. È muro contro muro, dopo l'altolà della Consulta al referendum sull'eutanasia accompagnato da un milione e 200 mila firme.
In proposito, peraltro, il presidente della Corte, Giuliano Amato, ha precisato che se ci fosse un caso specifico sottoposto alla Consulta allora questa riprenderebbe in esame la questione dell'omicidio del consenziente. In pratica come è accaduto sull'aiuto al suicidio con la sentenza Cappato. "Vi dico una cosa che non potrei dire - ha detto Amato in conferenza stampa - chi lo sa se, presentandosi la questione non sotto forma di quesito referendario ma di questione di legittima costituzionale del 579 com'è, non sarebbe possibile trattarlo come abbiamo trattato il 580, cioè il suicidio assistito. Non lo so, ma certo questa corte il suicidio assistito a determinate condizioni lo ha depenalizzato".
Tornando al Parlamento, i relatori, il dem Alfredo Bazoli e il grillino Nicola Provenza sono convinti di farcela nel round iniziale.
Dice Bazoli: "Non mi aspetto che il testo sia affossato, siamo anzi riusciti a portare la legge al voto subito, sia pure per un breve "affaccio", perché poi nei lavori dell'aula bisognerà lasciare il passo ai decreti". Quindi se ne riparlerà a marzo, se oggi ci sarà un via libera. Però avviare il percorso parlamentare, "è il segnale che il Parlamento è pronto, fermo restando che una cosa è la norma sul suicidio assistito, altra cosa è l'eutanasia legale: sono fattispecie diverse". Bazoli, cattolico democratico, non ha firmato per il referendum dell'Associazione Coscioni, e rivendica il testo parlamentare, sollecitato dalla stessa Consulta per colmare un vuoto normativo insopportabile. In otto articoli, la legge sana una incapacità tutta italiana di affrontare la dignità del fine vita.
Tutto questo approda oggi in Parlamento. Pd-M5Stelle-Leu, hanno la maggioranza se il fronte resta compatto. Forza Italia così come Italia Viva dovrebbero dare libertà di voto. Fratelli d'Italia è sulle barricate e la Lega da un lato minaccia lo scontro, ma è divisa. Il leghista Roberto Turri precisa: "Deciderà Matteo Salvini, ma io sarei per la libertà di coscienza". Un altro leghista ritiene al contrario si tratti di "una norma eutanasica".
Invece per Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Coscioni, la norma è un "passo indietro rispetto ai diritti conquistati nei tribunali". Troppi paletti per accedere al suicidio medicalmente assistito, incluso il requisito di essere attaccati a sostegni vitali, di avere sperimentato le cure palliative, di avere il visto di più medici, di prevedere l'obiezione di coscienza del personale sanitario. Il presidente della Camera, Roberto Fico invita: "Il Parlamento ha il dovere morale e politico di varare la legge". In pressing il segretario dem Enrico Letta e il leader M5Stelle, Giuseppe Conte. Contrario il Vaticano.